Venezia 83 celebra Tinto Brass col Premio Pietro Bianchi: trama di Col cuore in gola

Venezia 83 premia Tinto Brass e dedica la preapertura della Mostra a Col cuore in gola, film del 1967 che sconvolse le regole del genere

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Redazione

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Il nome di Tinto Brass torna protagonista alla Mostra del Cinema di Venezia insieme a Col cuore in gola, uno dei film più iconici della sua produzione degli anni Sessanta. Nel corso della kermesse cinematografica in programma dal 2 al 13 settembre, il regista riceverà il Premio Pietro Bianchi 2026, mentre il suo thriller pop del 1967 sarà presentato in anteprima mondiale nella versione restaurata in 4K.

Girato interamente a Londra, con Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin protagonisti e Guido Crepax alla consulenza grafica, la pellicola sarà proiettata martedì 1° settembre nella preapertura della Mostra.

Un regista che ha sempre fatto di testa sua

Il Premio Pietro Bianchi esiste dal 1977 e porta il nome dello storico critico cinematografico a cui è dedicato, del quale quest’anno ricorre il 50esimo anniversario dalla scomparsa. Negli anni è molti dei nomi più importanti del cinema italiano se lo sono aggiudicato: da Mario Soldati, primo vincitore nel 1977, a Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Ettore Scola, Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Sophia Loren e Claudia Cardinale.

A riceverlo quest’anno è un regista che non ha mai avuto paura di dividere. “Ha saputo reinventare il linguaggio cinematografico con il gusto del cinema d’autore e, insieme, l’istinto del grande sperimentatore” si legge nelle motivazioni dei Giornalisti Cinematografici che hanno assegnato il premio a Tinto Brass. Il regista infatti con i suoi film ha saputo attraversare generi ed epoche senza rinunciare alla sua cifra personale, e a un carattere visionario e anticonformista.

La trama di Col cuore in gola

Con il film Col cuore in gola, Tinto Brass porta lo spettatore nella Londra del 1967. Lì Bernard, un attore francese interpretato da Jean-Louis Trintignant, incontra la modella Jane, a cui presta il volto, Ewa Aulin, trovata sotto choc accanto al cadavere di un uomo. Da quell’incontro nasce un thriller serrato, con Bernard che, nel tentativo di proteggerla, rimane coinvolto in un pericoloso giro di ricatti e criminalità, braccato da gangster e da un fotografo. Alla fine, l’uomo scopre una sconvolgente verità: Jane non è una vittima ma una spietata manipolatrice che lo ha usato per crearsi un alibi e incastrarlo.

Questo sarà il primo di una trilogia di film ambientati nella capitale britannica, liberamente ispirato al romanzo di Sergio Donati Il sepolcro di carta. La sceneggiatura porta la firma di Brass insieme a Francesco Longo e Piere Lévy-Corti, mentre la colonna sonora è di Armando Trovajoli, elemento che contribuisce non poco al ritmo serrato della pellicola.

Il restauro che riporta il film al presente

A restituire oggi l’opera nella sua forma migliore è il lavoro del CSC – Cineteca Nazionale, realizzato grazie al sostegno di Netflix e ai materiali messi a disposizione da Compass Film. Non un semplice recupero d’archivio: rivista oggi, la pellicola conserva una modernità visiva che all’epoca era in netto anticipo sui tempi, e che all’83sima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia torna finalmente a farsi notare, offrendo al pubblico contemporaneo la possibilità di vedere il film con una qualità delle immagini mai disponibile prima.

Con questo omaggio, Venezia 83 non celebra soltanto un film, ma l’intera parabola artistica di un regista che ha sempre scelto la propria strada. Un riconoscimento che arriva al momento giusto, restituendo a Col cuore in gola il pubblico e lo sguardo che merita.