Stefano De Martino conduce Sanremo 2027, il Festival che sarà (e che ci aspettiamo)

Un passaggio di consegne storico sul palco di Sanremo 2026: Stefano De Martino è il conduttore e direttore artistico del prossimo Festival. Ma come sarà?

Foto di Martina Dessì

Martina Dessì

Lifestyle Specialist

Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

Pubblicato:

Chiedi all'AI

Io pago e pretendo. Perché diciamolo: Stefano De Martino non aveva molta scelta. Sarà perché al Festival di Sanremo non si può dire di no, sarà perché la notizia non è una notizia ma una conferma, sarà perché l’arco narrativo di Carlo Conti si è esaurito ben prima della finale vinta da Sal Da Vinci. La clausola sulla kermesse era presente sul contratto del conduttore di Affari Tuoi da anni, ma nessuno poteva crederci davvero. E invece, quel passaggio di consegne ai piedi del palco dell’Ariston, ci ha riportati alla realtà. Un brusco risveglio dal torpore dell’edizione 2026, scivolata senza guizzi fino al 28 febbraio, e che ci catapulta direttamente tra 344 giorni. Ma cosa succederà?

Il Festival di Sanremo che ci aspettiamo

Difficile pensare a una formula che sia diversa da quella di Stasera tutto è possibile, visto l’affiatamento che si è creato in questi anni e al qualche Stefano De Martino non intende rinunciare. Malgrado sia però facile pensare a una soluzione di continuità rispetto ai Festival di Sanremo di Carlo Conti, è altrettanto scontato ritenere che la presenza di Herbert Ballerina possa essere praticamente certa. Da mesi è la sua spalla ad Affari Tuoi ed è con lui che si sente più a suo agio: si spera però che il resto del carrozzone possa rimanere tranquillamente a casa.

C’è chi è già pronto a scommettere che Stefano De Martino possa fare un grande Sanremo. E non è poi un’ipotesi così remota. Sa ballare e canticchia, suona pure e il suo spettacolo teatrale è molto forte. Conosce già lo spettacolo ma i prime time non li ha sperimentati troppo, ed è questo uno dei nodi principali della faccenda. Di certo la squadra di autori, che ormai lavora da anni al Festival, si stringerà intorno a lui per evitare errori da debuttante, ma ci piace pensare che ci siano anche idee sue sul palco. Dopotutto, è la sua prima grande occasione e sarebbe un peccato sprecarla.

Il nodo della direzione artistica

Si è fatto un gran parlare del ruolo del direttore artistico che, a detta di Carlo Conti, sarebbe il più importante dell’intera organizzazione. La scelta di far confluire entrambi i ruoli in un’unica persona non è infatti casuale. Privarlo del compito più delicato sarebbe stato come depotenziarlo già alla vigilia. E così, si fa pure carico della scelta delle canzoni.

Cosa ci aspettiamo? Tante novità, che quest’anno hanno fatto la differenza. Basti pensare al secondo posto inatteso di Sayf con Tu mi piaci tanto, o il riscontro di Ditonellapiaga sulla quale c’è stato un battage senza precedenti che stava per portarla alla vittoria. Certamente ci deve essere un profondo lavoro nelle retrovie, perché questi giovani non si brucino alla prima calata sul palco. Non può più essere la viralità dei brani il metro di giudizio per la selezione: Eddie Brock e il suo ultimo posto ne sono la dimostrazione.

Tema co-conduzione: Stefano De Martino, Herbert Ballerina a parte, potrebbe anche decidere di condurre da solo la sua prima edizione del Festival di Sanremo. Un inizio per testare il terreno e per capire davvero quale sia il suo stile. “Testa bassa e pedalare”, ha commentato con Carlo Conti, che – per la prima volta nella storia del Festival – gli ha ceduto il testimone direttamente al Teatro Ariston.