Dopo settimane di attesa, Sal Da Vinci è finalmente salito sul palco dell’Eurovision Song Contest 2026 con Per sempre sì, il brano con cui punta a conquistare anche il pubblico europeo dopo il successo ottenuto a Sanremo.
Quella della semifinale è stata soprattutto un’anticipazione di ciò che vedremo davvero in finale, considerando che l’Italia, come membro dei Big Five, ha già un posto assicurato nell’ultima serata della competizione. Ma questo non ha reso il momento meno importante, anzi: per Sal Da Vinci, il debutto sul palco di Vienna, con tanto di “matrimonio”, ha avuto tutto il peso emotivo di una vera prima volta in gara.
Sal Da Vinci porta all’Eurovision l’emozione di un matrimonio
Bastano pochi secondi sul palco perché sia chiaro che Sal Da Vinci non vuole rincorrere l’effetto shock o la performance costruita per diventare virale. La sua idea di Eurovision passa da un’altra strada: quella dell’emozione più classica, teatrale e profondamente italiana.
Accolto da un boato del pubblico già al suo ingresso come artista non in gara per questa sera a salire sul palco, Sal Da Vinci sceglie di trasformare Per sempre sì in una performance costruita per stupire senza fronzoli. E forse è proprio questa la cosa che funziona di più. In un Eurovision sempre più dominato dall’effetto wow, dalle scenografie iper tecnologiche e dalle esibizioni pensate per diventare meme in tempo reale, il cantante porta qualcosa di molto diverso: un immaginario sentimentale che non ha paura di essere romantico, teatrale e persino eccessivo.
Per il suo debutto europeo, il vincitore di Sanremo 2026 sceglie il bianco e costruisce attorno alla canzone una piccola narrazione visiva. Sul palco prendono forma uno sposo e una sposa: ballerini accompagnano il testo trasformando l’esibizione in una sorta di racconto d’amore in movimento. Più che una coreografia, sembra quasi una scena sospesa tra videoclip e melodramma italiano, con quell’estetica emotiva che appartiene a un immaginario popolarissimo ma che raramente trova spazio in un contesto internazionale come l’Eurovision.

Eppure, proprio lì sta il punto. Sal Da Vinci non prova a “internazionalizzarsi” a tutti i costi: resta profondamente italiano, anche nella scelta di abbracciare senza ironia il lato più sentimentale del brano. Il momento più scenografico arriva nel finale, quando l’abito della sposa si apre trasformandosi in una grande bandiera italiana fatta di pizzi.
Un’immagine volutamente enfatica prima del momento che il pubblico, almeno quello italiano, ha aspettato per mesi: l’iconico balletto diventato virale e che ha fatto ballare mezza Italia. A Vienna, Sal Da Vinci sembra aver trovato il suo equilibrio migliore: quando il neomelodico incontra il pop e l’Eurovision si trasforma, anche solo per tre minuti, in una gigantesca festa italiana.
Eurovision 2026, Sal Da Vinci si gioca tutto in finale
Se la performance di questa prima semifinale è stata soltanto un assaggio, il momento decisivo per Sal Da Vinci arriva con la finalissima del 16 maggio. È lì che Per sempre sì tornerà sul palco dell’Eurovision Song Contest davanti a milioni di spettatori europei chiamati a scegliere chi merita davvero di conquistare i posti più alti della classifica.
L’Italia, come da regolamento, non potrà votare per sé stessa. Ecco perché l’obiettivo di Sal Da Vinci diventa uno solo: riuscire a emozionare il resto dell’Europa proprio come il brano aveva già fatto con il pubblico italiano durante il Festival di Sanremo 2026.
Del resto, Per sempre sì arriva all’Eurovision forte di mesi di streaming, viralità e di un affetto che ha continuato a crescere ben oltre il Festival. Adesso, però, la sfida si allarga: trasformare quell’emozione tutta italiana in qualcosa di internazionale.