Torna anche il 6 marzo una nuova puntata de La Volta Buona e anche questa volta la parola d’ordine è una sola: longevità. Non solo quella biologica, ma anche quella artistica e sentimentale, fatta di carriere lunghissime e di storie che attraversano decenni. Caterina Balivo dedica il pomeriggio a chi sembra aver trovato il segreto dell’eterna giovinezza. Tra consigli alimentari, racconti di vita e gli immancabili aneddoti musicali post-Sanremo, lo studio si riempie di personaggi che hanno molto da raccontare.
Si passa dai preziosi suggerimenti del nutrizionista Ciro Vestita alle testimonianze di Anna Moroni, 87 anni portati alla grandissima, fino alle storie di due signore ultracentenarie che conquistano tutto lo studio di Rai 1 con naturalezza disarmante. Nel mezzo anche musica e polemiche, che non guastano mai: Sal Da Vinci reduce dal trionfo sanremese (e pronto per l’Eurovision), i Jalisse che non smettono di inseguire il loro ritorno all’Ariston e un Don Backy decisamente “combattivo”. E Caterina Balivo, forse contagiata dal clima in studio, è apparsa un filo più pungente del solito.
Gianna Pratesi e quell’incontro con Alain Delon che fa sorridere. Voto: 9
La vera star della puntata – ed esempio vivente di longevità – è senza dubbio Gianna Pratesi. Tra pochi giorni spegnerà 106 candeline e mostra una lucidità e una verve che farebbero impallidire molti trentenni di oggi (e di ieri). Intervistata a La Volta Buona racconta con semplicità il suo segreto per arrivare così lontano: mangiare bene, non fare troppe storie e concedersi qualche piacere.
La sua giornata, confida agli ospiti in studio e quelli a casa, comincia con “un bel cappuccino con una bella fetta di biscotto”. Poi brodo, pasta con il sugo locale (ovvero ligure), per secondo carne o pollo e un po’ di insalata. Nulla di sofisticato, ma tutto genuino. E se c’è una cosa che non può mancare è il gelato: “Il gelato è quello che mette a posto tutto”. E non potrebbe essere altrimenti per lei, gelataia da una vita, ma trova un po’ tutti d’accordo.
Il racconto più divertente riguarda però un incontro decisamente inatteso e divertente, almeno per noi che ascoltiamo: quello con Alain Delon. Il suo gelato era diventato talmente famoso anche all’estero che l’attore si presentò nel suo negozio solo per conoscerla. “Un incontro strano perché tra me e lui c’era il banco del negozio”, ricorda ridendo la signora. Lui le fece molti complimenti, ma il gelato che lei gli offrì non lo mangiò nemmeno. “Non sono abituati”, commenta con ironia.
Ma è l’epilogo che fa sorridere e lascia Caterina Balivo incredula: quando Delon la invitò a uscire, lei fece finta di accettare ma mandò al suo posto una ragazza che lavorava con lei. “Avevo un bambino piccolo che valeva più di Alain Delon“. Sipario. Dare il benservito a uno degli uomini più belli del mondo rende la signora ancora più iconica, non c’è che dire.
A farle da spalla in studio c’è la signora Licia, anche lei quasi 106enne, che confessa senza troppi giri di parole di fumare ancora “cinque sigarette al giorno” e di concedersi “un po’ di whisky la sera”. Due matrimoni alle spalle e una filosofia molto chiara: “Mai fermarsi al primo matrimonio”. Prendiamo esempio.
Sal Da Vinci osannato a Napoli (e in studio). Voto: 7
L’ultimo vincitore del Festival di Sanremo continua a essere protagonista indiscusso della tv italiana di questi giorni. Arriva in studio – si fa per dire – attraverso la sua hit sparata a tutto volume nel salotto di Rai 1, e di Sal Da Vinci si parla come di un piccolo eroe che ha saputo conquistare tutti, ma proprio tutti. O forse no, viste le polemiche degli ultimi giorni e l’articolo di Aldo Cazzullo che ha scatenato la reazione, come sempre esilarante, di Fiorello.
Il collegamento da Napoli mostra una città in festa che accoglie il suo idolo di ritorno da una vittoria che ha sorpreso lui quanto tutti gli altri, ma che è motivo di orgoglio per tutti i suoi concittadini. È una scena quasi cinematografica: un’ovazione del pubblico e una città che lo celebra come uno dei suoi figli più amati.
“Questo premio profuma di sogni realizzati”, dice Sal emozionato. Ma subito precisa che quella vittoria non è solo sua. “Non è mio. È il premio di tutti noi, di tutti voi”. In collegamento arriva anche la mamma, che ricorda i sacrifici fatti quando i figli erano piccoli. “Non so neanche io come ho fatto, me li portavo a teatro”, racconta con orgoglio. Sei figli cresciuti tra palco e vita quotidiana.
Mentre scorrono le immagini il dibattito in studio si allarga alla canzone. Vladimir Luxuria difende il valore delle canzoni popolari e Don Backy – pur non essendo il suo genere – ammette che il brano di Sal Da Vinci funziona. Il motivo è semplice: è una di quelle canzoni che tutti iniziano a cantare dopo pochi giorni. Niente da aggiungere. O meglio: “Che je voi di’?”, come dice Fabio Ricci dei Jalisse.
Intanto Anna Moroni si lascia andare a una previsione entusiasta sulla vittoria di Sal Da Vinci all’Eurovision. “Guarda che vince”, dice scommettendo con la padrona di casa una cena. E Luxuria rilancia con una stoccata a Cazzullo: “Servirà una puntata speciale dedicata al vincitore come personaggio storico”.
Jalisse, determinati e ironici. Voto 7
Quando si parla di perseveranza, i Jalisse sono ormai un caso a parte. In studio arrivano con la loro consueta ironia, consapevoli di essere diventati quasi un simbolo della porta chiusa dell’Ariston. Balivo non ci gira intorno e chiede: “Vi proporrete ancora?”. La risposta è immediata: “Ma certo, ormai facciamo trenta!“.
Il duo dimostra di aver trasformato una lunga serie di esclusioni in un racconto autoironico, tanto che ormai la loro storia è diventata anche materia di parodia televisiva. In una puntata di Un posto al sole i protagonisti boicottano Sanremo dopo l’esclusione dei “Melisse”. Che dire. Potrebbe essere Stefano De Martino, tra trent’anni, a riportare i Jalisse a Sanremo dopo tre decenni di tentativi?
Caterina Balivo pungente con Don Backy. Voto: 6.5
La presentatrice è sempre impeccabile nell’intrattenere gli ospiti in studio e a gestire gli imprevisti di puntata, ma oggi ha mostrato un lato più acidello del solito. A rimetterci è stato Don Backy nella sua presa di posizione nei confronti di Mogol, o meglio nel suo voler porre l’attenzione su cosa è importante. Come la sua firma nella canzone L’immensità.
“Sono scocciato che ogni volta che fanno una serata su Mogol tra le 1700 canzoni che ha scritto lui ci mettano sempre anche questa”, sbotta. “Ma tutti lo sanno che è tua”, ribatte la conduttrice, scocciata anche lei. Ma Don Backy non arretra e conclude: “Tutti lo sanno è un conto. Dirlo davanti a milioni di persone a Sanremo è un altro”. Come dargli torto.