La vita inevitabilmente ci mette alla prova, ci sentiamo andare improvvisamente in pezzi. E poi, cosa succede? Elisa ci ricorda che proprio attraverso le ferite più profonde che possiamo splendere e lo fa con Kintsugi, nuovo singolo in uscita venerdì 11 settembre. Il brano anticipa il dodicesimo album della cantautrice friulana, atteso il 27 novembre: un emozionante viaggio autobiografico, che trasforma la fragilità in pura bellezza.
Il primo singolo dopo quattro anni
Scritto dalla stessa Elisa con l’inconfondibile produzione di Dardust, Kintsugi è ritmo, melodia, parole. Tutti elementi che, insieme, lavorano per esaltare la purezza della sua voce cristallina in un brano che è, di fatto, il primo dopo un “digiuno” di oltre quattro anni dalla pubblicazione del doppio album Ritorno al futuro/Back to the Future. Un ritorno in grande stile per Elisa, giunta alla maturità di mettersi a nudo con infinita dolcezza.
L’album omonimo, in uscita il prossimo 27 novembre e già disponibile in pre-order e pre-save, si annuncia come un progetto ambizioso e corale e il brano Kintsugi, in particolare, sarà accompagnato da un videoclip d’autore, le cui prime immagini sono state condivise da Elisa in anteprima in un post su Instagram.
Kintsugi, l’arte giapponese di illuminare le crepe con l’oro
Dietro questo titolo affascinante si cela un’antichissima tecnica artigianale giapponese, risalente alla fine del quindicesimo secolo. Kintsugi è una parola che letteralmente possiamo tradurre come “riparare con l’oro”: indica il restauro di tazze e ceramiche andate in frantumi, riempiendo le crepe con preziosi metalli, appunto.
Anziché nascondere le fratture o gettare via l’oggetto ormai rotto, i maestri giapponesi ricompongono i frammenti adoperando una speciale lacca naturale ricavata dall’albero urushi, impreziosita con polvere d’oro, argento o platino. Così quelle crepe da “difetti” si trasformano in elementi unici e splendenti. L’oggetto non tornerà mai più com’era in origine, questo è ovvio, tuttavia avrà una nuova vita abbracciando la sua imperfezione.
Il significato del brano di Elisa
Questa metafora calza a pennello con il messaggio che Elisa desidera donare ai suoi fan. Spesso la vita ci sorprende con eventi imprevisti, che ci lasciano addosso ferite che possono mandare in crisi anche le nostre convinzioni più solide, ma è proprio nei momenti di smarrimento che abbiamo la nostra seconda possibilità: possiamo decidere se lasciarci trascinare giù, oppure risvegliarci facendo i conti con il tempo che scorre, chiedendoci chi siamo veramente e cosa vogliamo davvero dalla nostra vita.
Kintsugi è la storia di chi cade, prova dolore e in certi momenti ne è anche sopraffatto ma comunque non si arrende, trovando la forza e il coraggio di rimettere insieme i propri pezzi. Le crepe del cuore non sono qualcosa di cui vergognarsi, ma la splendida testimonianza della nostra trasformazione.
“La vita non sempre va come te la aspetti, e a volte quello che ti succede ti scuote e ti risveglia – scrive Elisa su Instagram -. Ti fa rendere conto del tempo che passa e non torna. Ti fa chiedere chi sei e cosa vuoi. Parlo di una persona che cade e poi si rialza. E quello che scopre mentre cade, mentre soffre, mentre si ricompone, è prezioso più dell’oro. Kintsugi parla di dolore, trasformazione e rinascita”.
Elisa festeggia 30 anni di carriera
L’uscita di Kintsugi apre un periodo speciale per la cantautrice. Si avvicina, infatti, il trentennale della carriera di Elisa, iniziata nel 1997 con lo straordinario successo dell’album Pipes & Flowers. C’è già una data per la grande festa: sabato 11 settembre 2027 alla RCF Arena Campovolo a Reggio Emilia, con l’evento unico Soundtrack ’97-’27. Un traguardo storico che vede Elisa come la prima artista donna protagonista assoluta di un concerto solista su questo leggendario palco.