Elisa, prima donna a Campovolo: cosa amiamo dei suoi 30 anni di carriera

Un evento storico per la carriera trentennale di Elisa, che festeggia sul palco di Campovolo. Perché l'amiamo sempre di più

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Martina Dessì

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Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Per citare Vasco Rossi, qui si fa la storia. Elisa festeggia i suoi 30 anni di carriera con un evento monumentale alla RCF Arena di Reggio Emilia. Il titolo scelto, Soundtrack ’97-’27, non è solo un richiamo alla sua celebre raccolta dal vivo, ma la promessa di un viaggio straordinario che culminerà l’11 settembre 2027: la cantautrice friulana sarà la prima donna in assoluto a esibirsi a Campovolo con uno show interamente suo. Una conquista che abbatte l’ennesimo soffitto di cristallo nella musica dal vivo italiana.

Elisa, un ritorno alle origini e la forza del talento puro

Per Elisa Toffoli, rimettere piede su quel prato immenso ha il sapore dolce del destino che si compie. Molti ricordano che la sua prima volta a Campovolo risale al lontano 2005, quando fu invitata come ospite da Luciano Ligabue in quello che per lei fu un vero e proprio battesimo di fuoco davanti a una marea umana. Oggi, a distanza di oltre vent’anni da quel debutto e con tre decenni di successi alle spalle, l’artista riprende quel microfono da leader assoluta.

Cosa amiamo profondamente di lei dopo tutto questo tempo? Indubbiamente la sua capacità di rimanere vera pur cambiando pelle continuamente. Dagli esordi coraggiosi in lingua inglese di Pipes & Flowers (1997) fino al trionfo di Luce (tramonti a nord est) a Sanremo 2001, passando per le vette poetiche di Una poesia anche per te e L’anima volaElisa ha dimostrato che la qualità non deve mai scendere a compromessi con le logiche di mercato. In questi anni ci ha provato, a modellarsi in base al gusto del pubblico, ma poi è tornata miracolosamente indietro. A dimostrarlo c’è il singolo apripista del nuovo album, Amore è, dove la ritroviamo limpida e struggente come nei suoi primi anni di carriera. La sua voce, rimasta cristallina e potentissima, è la colonna sonora di chiunque abbia cercato nella musica un rifugio sincero.

Campovolo molto più di un concerto tra militanza e sostenibilità

Ma l’amore che il pubblico prova per lei va ben oltre le canzoni. Elisa ha sempre dimostrato un profondo rispetto per la sua figura di donna e artista consapevole. Il raduno dell’11 settembre 2027 non è un semplice live serale, bensì un’esperienza immersiva totale organizzata come una vera e propria “città temporanea” che apre i battenti alle 9 del mattino. L’inizio dello show principale è fissato per le ore 20,30, ma l’intera giornata è ricca di iniziative. Il progetto prevede infatti aree dedicate al benessere e allo yoga, la meditazione, un’area cinema, mostre storiche sulla sua carriera, spazi per bambini, dibattiti e momenti di condivisione con il karaoke.

Soprattutto, si tratta di un manifesto di ecosostenibilità. Da anni Elisa si batte per azzerare l’impatto ambientale dei grandi live, introducendo rigidi protocolli scientifici, l’uso di combustibile sostenibile HVO per i generatori e bandendo totalmente la plastica. L’evento è interamente plastic-free, supportato da piani di mobilità incentivata in bicicletta e treni speciali dedicati ai fan. Proprio in un momento in cui la musica tende a non esporsi, lei rivendica il valore della presenza e della responsabilità sociale, dimostrando che si può radunare una folla oceanica rispettando il Pianeta e parlando alle persone con il linguaggio della concretezza.