Eleonora Daniele riscalda la Rai con Le cose che non sai, il viaggio nel tempo che si oppone alla tv “facile”

Archivi, atti e testimoni al posto del solito talk: Rai Cultura sceglie la lentezza in prima serata

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

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Una tovaglia e dei pannolini, rubati negli anni Venti per i figli di un’amica in difficoltà. Il documento che lo certifica è stato ritrovato dagli autori e mostrato in studio a Claudia Gerini, che della prozia Anita, protagonista di quella storia, sapeva poco o niente. Da materiale così parte Le cose che non sai, il programma con cui Eleonora Daniele ha debuttato in prima serata giovedì 10 settembre su Rai 3.

Lo firmano Rai Cultura e Our Tv, la regia è di Fabrizio Guttuso: sei puntate, dodici celebrità, due per appuntamento. Il meccanismo è la ricerca genealogica applicata ai volti noti: atti d’archivio, testimoni rintracciati nei paesi d’origine. L’ospite scopre in studio cose che non aveva mai visto.

Massimo Giletti, intervistato nel suo stesso studio

Massimo Giletti apre la puntata dal set in cui fino a pochi mesi fa conduceva Lo stato delle cose e in cui tornerà il prossimo 14 settembre. Chi di solito fa le domande, stavolta le riceve. Il racconto parte dal padre Emilio Giletti, scomparso nel 2020, e dalle sue assenze. “Non lo vedevo mai”, dice il giornalista, tra il commosso e il faceto. Poi la madre Giuliana, indicata come l’origine della sua attitudine a non fare sconti. Dalle ricerche sarebbe riemersa anche una lettera scritta dalla nonna a Rachele Mussolini.

Il blocco dedicato a Claudia Gerini cambia temperatura. In studio arrivano la sorella Romina Gerini e la madre Tania, che sul cinema mancato taglia corto: “Da giovane mi volevano a Cinecittà, ma mio padre si oppose”. La vicenda della prozia Anita, finita sui giornali per quel piccolo furto, è il punto in cui una storia di famiglia diventa cronaca italiana.

Una macchina di ricerca che si vede

La distanza dal talk medio sta nel lavoro a monte: per arrivare a un atto di cent’anni fa servono mesi di archivio e sopralluoghi. Finalmente un programma che non punta sul cotto e mangiato, metodo che in televisione produce soprattutto imprecisioni. Eleonora Daniele porta in prime time il registro costruito nel daytime di Storie Italiane e, quando l’ospite si commuove, non insiste.

Le storie hanno bisogno di tempo

Una storia di famiglia non sta dentro un reel. Servono qualcuno che racconti, qualcuno che ascolti senza interrompere e i tempi morti in mezzo, quelli in cui l’ospite si blocca perché non ricorda una data. La televisione ha imparato a tagliare proprio quei secondi, e di certe prime serate il giorno dopo non resta granché.

Fuori dallo schermo la lentezza la stiamo già rimettendo in circolo, dai weekend senza telefono al ritorno del vinile. Qui la materia è la meno comprimibile che esista, la memoria di chi ci ha preceduto: quel furto di pannolini occupa minuti veri e racconta l’Italia degli anni Venti meglio di una ricostruzione in costume.

Gli ascolti del debutto

Il prezzo della scelta lo dicono i dati Auditel. Le cose che non sai ha raccolto 445mila spettatori e il 3,1% di share, con la presentazione ferma a 425mila e al 2,3%. La serata l’ha vinta Rai 1 con La vita da grandi (1 milione 723mila, 11,6%), davanti al finale di Hotel Costiera su Canale 5 (11%).

Il genere, all’estero, ha vent’anni: la BBC manda in onda Who Do You Think You Are? dal 2004, con più di dieci adattamenti nel mondo. Su Rai 3 si riparte da 445mila spettatori e cinque puntate da fare.