Tumore alla tiroide, una nuova diagnosi per evitare l’operazione

Una nuova tecnica diagnostica – Raman- permette di distinguere tra i tumori alla tiroide da operare e non. E potrebbe essere estesa anche ad altri tipi di cancro

Il tumore alla tiroide è una delle neoplasie più diffuse, e colpisce in particolare le donne.

Si tratta di una crescita anomala delle cellule che compongono la tiroide e che può portare alla formazione di noduli. La maggior parte dei noduli sono benigni e si parla di  iperplasia tiroidea, un nodulo maligno può invece progredire in adenocarcinoma tiroideo, la forma tumorale che colpisce i tessuti ghiandolari.  Nel caso della tiroide si può avere un adenocarcinoma papillare (oltre il 75% dei casi) oppure follicolare (circa il 15%)

Negli ultimi mesi è stato messo a punto un metodo innovativo che permette di distinguere i tumori alla tiroide maligni da quelli benigni.

A metterla a punto sono stati I ricercatori dell’Istituto di Struttura della Materia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma in collaborazione con in collaborazione con il team del Policlinico Universitario Campus Biomedico di Roma. Insieme, hanno effettuato lo studio di alcune neoplasie della tiroide tramite una tecnica combinata di microscopia e spettroscopia Raman, con lo scopo di migliorare l’affidabilità della diagnosi, in particolare, per le neoplasie follicolari, quelle più difficili da diagnosticare, nelle forme – maligna (carcinoma) e benigna (adenoma)

Questo cosa significa? Che di possono evitare operazioni laddove non siano necessarie.

Abbiamo posto alcune domande a Julietta V. Rau, ricercatrice del CNR e una delle artefici dello studio

Che tipo di benefici, in termini economici e di salute, darebbe questo studio se applicato nelle strutture sanitarie?
Il numero di pazienti affetti da noduli tiroidei è in costante crescita, con un aumento concomitante della diagnosi e degli interventi chirurgici. Attualmente per decidere se un paziente con nodulo tiroideo necessita di un intervento chirurgico, vengono effettuati esami basati su ecografia e ago aspirato, entrambi non discriminanti per le lesioni follicolari. Questa situazione si verifica per il circa 20% dei noduli tiroidei esaminati e nel 50% dei casi l’approccio chirurgico potrebbe essere evitato. Questo primo studio apre la prospettiva a una diagnostica più accurata dei noduli tiroidei, con la possibilità di una conseguente diminuzione del numero degli interventi chirurgici a scopo “diagnostico”.

È vero che in altri Paesi questa tecnica è in fase di sperimentazione per la diagnosi di altri tumori?
Negli ultimi anni sono stati condotti vari studi, ora in fase di sperimentazione pre-clinica, per l’integrazione di tecniche basate sulla spettroscopia Raman per la diagnosi dei tumori in tempo reale. Per esempio, il gruppo dell’Università della British Columbia, Vancouver, Canada ha perfezionato un dispositivo clinico basato sulla spettroscopia Raman che rileva e distingue rapidamente i melanomi dalle lesioni benigne della pelle. Più recentemente, lo stesso gruppo ha sviluppato e testato una sonda Raman endoscopica per il rilevamento in tempo reale del cancro al polmone. Un altro esempio è un gruppo del dipartimento di ingegneria biomedica e di medicina della National University di Singapore che ha sviluppato un dispositivo basato su spettroscopia Raman per le ispezioni endoscopiche di routine di tessuti gastro-intestinali in vivo e in tempo reale.

A che punto siete con questo primo studio, la tecnica potrebbe venire applicata ad oggi sui pazienti?
Questo primo studio ha dimostrato la fattibilità e il potenziale diagnostico della tecnica Raman e, come passo successivo, dovrebbe essere esteso sul numero più grande di pazienti prima di essere applicato in clinica. Gli esiti dei test pre-clinici sul rilevamento dei tumori, quali al seno, pelle, polmone, tratto gastrointestinale e cervice, che fanno uso della tecnica Raman sono incoraggianti. I risultati hanno dimostrato che la spettroscopia Raman è efficace nel ridurre il numero di biopsie false positive per la diagnosi del cancro. È auspicabile che studi clinici su scala maggiore possano accelerare l’accettazione clinica di tale tecnica. Ci si aspetta che aree di ricerca chiave si concentrino su nuovi progetti di sonde Raman in fibra ottica e su algoritmi di gestione dati per consentire l’analisi degli spettri completamente automatizzata. La tecnica Raman potrebbe diventare un potente strumento diagnostico durante le procedure intraoperatorie.

Tumore alla tiroide, una nuova diagnosi per evitare l’operazione