Sintomi, rimedi e tipologie di rinite cronica

La rinite cronica è un'infiammazione della membrana della mucosa nasale che si ripresenta ciclicamente. Scopri di più

Quando si parla di rinite, si intende un’infiammazione con gonfiore della membrana mucosa nasale, in genere causata da un comune raffreddore o da un’allergia stagionale e caratterizzata da rinorrea, starnuti e ostruzione nasale. Diverse sono le tipologie di rinite, a cominciare da quella allergica fino alla rinite cronica: ed è proprio su quest’ultima che vogliamo concentrarci, andando ad individuarne cause e rimedi.

In genere estensione di una rinite causata da un’infiammazione o da un’infezione virale, la rinite cronica è un processo irritativo e infiammatorio che colpisce la mucosa nasale e i cui sintomi – che compaiono in modo graduale – si protraggono per diversi mesi e possono arrivare ad avere una certa gravità. Ma come si può guarire dalla rinite cronica? Scopriamolo insieme.

Rinite cronica: cos’è e come si manifesta

Si può parlare di rinite cronica quando il disturbo si presenta per almeno un’ora al giorno tutti i giorni, per diversi mesi. Ma, per trattarla, bisogna prima capire se si tratta di una rinite cronica allergica (causata da sostanze come la polvere o il pelo degli animali) o di una rinite cronica non allergica, causata da un’eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni della mucosa nasale, con conseguente riempimento delle cavità con sangue e fluidi. Ovviamente, la cura della rinite dipenderà dalla causa scatenante e richiede dunque l’intervento di uno specialista.

Possono essere davvero molte le cause di una rinite cronica, come affermato dal Dottor Martin P. Fried. Escludendo le allergie, le cause più comuni sono infiammazioni e infezioni virali ma, raramente, può essere motivata da patologie più gravi come la tubercolosi, la sifilide, il rinoscleroma (malattia cutanea caratterizzata da tumefazioni nodulari molto dure che compaiono in primis sul naso), la leishmaniosi, la rinosporidiosi (infezione del naso che vede la formazione di polipi emorragici).

Rinite atrofica e ipertrofica: caratteristiche e differenze

Si deve poi fare una distinzione tra rinite atrofica e rinite ipertrofica. La prima è una particolare forma di rinite in cui la mucosa nasale, assottigliandosi, provoca l’allargamento e l’inaridimento delle fosse nasali. Più comune negli anziani, in chi ha subito diversi interventi dei seni paranasali o in caso di una prolungata infezione batterica del rivestimento nasale, comporta la formazione di croste all’interno del naso e lo sviluppo di odori sgradevoli, ma anche casi di epistassi ricorrenti e una perdita dell’olfatto.

La cura della rinite atrofica mira a ridurre la formazione di croste e l’infiammazione e consiste nella somministrazione di antibiotici sotto forma di pomate che, applicate all’interno del naso, vanno ad uccidere i batteri. Talvolta, possono essere utili anche estrogeni da assumere sotto forma di spray nasali o le vitamine A e D per bocca.

La rinite ipertrofica consiste invece in una congestione della mucosa dei turbinati inferiori (strutture ossee rivestite da mucosa presenti nelle fosse nasali), e si manifesta con un costante senso d’ostruzione nasale. Frequente nei soggetti con malformazioni strutturali del setto o dei turbinati, può essere curata con i farmaci (indicati quando il problema è lieve e non persiste da molto tempo) oppure attraverso un intervento chirurgico che può essere di tipo tradizionale – e consistere dunque nell’asportazione di una porzione di turbinati – oppure mini-invasivo, tramite l’impiego di laser o radiofrequenza.

Rinite cronica: sintomi e rimedi

Tra i sintomi tipici della rinite cronica, al di là della sua tipologia, troviamo: naso chiuso e/o che cola, ripetuti starnuti, scolo retronasale, voce nasale. Se la rinite è di tipo allergico, possiamo individuare anche: prurito, tosse, prurito alla gola, congiuntivite, lacrimazione eccessiva, mal di testa, palpebre gonfie. Se la rinite è di tipo non allergico, ci possono essere anche un ridotto senso dell’olfatto, irritazione attorno al naso, la formazione di croste all’interno delle cavità nasali, un cattivo odore in uscita dal naso, sanguinamento, la tendenza all’alitosi e al russamento.

Per individuare la cura della rinite persistente, lo specialista andrà ad effettuare un esame obiettivo, prove allergiche ed esami del sangue. In caso di rinite allergica, si dovrà evitare l’esposizione alle sostanze scatenanti, assumere antistaminici ed eventualmente decongestionanti per liberare il naso. Talvolta può essere utile anche l’immunoterapia.

In caso di rinite cronica non allergica, si potrà procedere con lavaggi nasali con soluzioni saline, utilizzare spray a base di corticosteroidi (antinfiammatori che richiedono una prescrizione medica, in quanto a lungo andare potrebbero provocare effetti collaterali, anticolinergici (che limitano la produzione di muco ) o decongestionanti, per ridurre la dilatazione dei vasi sanguigni. Discreti benefici possono essere ottenuti inoltre dall’umidificazione dell’aria, tramite un sistema di riscaldamento centralizzato umidificante o di un vaporizzatore nella camera da letto o in ufficio.

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