Il mattino ha l’oro in bocca. È vero, soprattutto se si è allodole (ma non solo) nei ritmi circadiani è nelle prime ore della giornata che il corpo tende ad essere più in forma, dopo il riposo notturno. Attenzione però. La cronobiologia dice che ci sono anche tempi più o meno privilegiati nelle 24 ore per chi soffre di rinite.
Stiamo parlando dell’infiammazione della mucosa nasale in generale, pur se in questo periodo sono le forme allergiche (oltre che le ultime ricadute di raffreddori e virus respiratorio vari) a determinare i sintomi. Così naso che cola, starnuti ripetuti e prurito alle narici sono in agguato prevalentemente prima del pasto.
Sul tema parte una campagna di sensibilizzazione basata sulle immagini, con una mostra fotografica ospitata a Milano, presso la Cascina Cuccagna dal 17 al 20 marzo dal titolo ‘Scatti di Rinite: le smorfie che non fanno ridere’. L’iniziativa è promossa da AAIITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri) e vede la collaborazione dell’associazione pazienti Respiriamo Insieme APS.
Indice
I rischi del mattino
Sia chiaro. Intensità e durata dei sintomi variano da persona a persona e da periodo a periodo quando si parla di rinite. Certo è che in questo momento dell’anno, sono soprattutto le allergie da pollini a creare problemi anche se non mancano ovviamente i fastidi legati all’acaro della polvere e ai peli di animali.
Sul fronte della cronobiologia, ci sono diverse evidenze che mostrano come per qualcuno esista un vero e proprio ritmo “circadiano” con i disturbi che si accentuano la mattina, per poi “calare” progressivamente nel corso della giornata. Così naso che cola, starnuti ripetuti, ostruzione nasale e prurito a volte possono avare una maggiore intensità in mattinata.
Il primo ad accorgersi di questa curiosa situazione è stato un medico francese, Armand Trousseau, che diverso tempo fa ha pubblicato un articolo sulla maggiore prevalenza mattutina dei sintomi rinitici, sia per numero sia per intensità. Da quella prima evidenza clinica si è passati a diversi studi pubblicati su riviste che hanno messo in evidenza sia questa curiosa “variazione” circadiana della rinite sia l’impatto che la malattia viene ad avere sulla qualità della vita, concentrandosi nelle ore di massimo impegno per chi va a scuola e al lavoro.
Addirittura nel 1995 il cronobiologo americano Michael Smolensky dell’Università di Houston valutava nel 20 per cento le variazioni tra notte e giorno dei sintomi rinitici rispetto alla media quotidiana. Ed invitava ad una attenta “personalizzazione” della terapia, che prevedesse anche il rispetto dei ritmi circadiani della patologia.
In tutti i casi, quale che sia la fascia oraria in cui si concentrano i disturbi, l’importante è ricordare che la rinite non va sottovalutata, anche perché rischia di essere la prima tappa su un cammino non proprio ottimale. C’è infatti la possibilità non propriamente remota di inserirsi nel percorso dalla “marcia allergica”. L’allergia viene oggi infatti considerata una sorta di “unico” nemico, a prescindere dall’area del corpo interessata dai sintomi. Per cui gli starnuti, il naso chiuso e gli altri fastidi della rinite possono rappresentare solamente un primo passo verso una via davvero impervia per la salute, aprendo potenzialmente la strada ad altre patologie ben più gravi come l’asma bronchiale.

L’impatto sul benessere
In Italia la rinite allergica interessa circa il 25% della popolazione. È legata ad una reazione infiammatoria provocata da sostanze comuni come pollini, acari, epiteli o muffe che impatta pesantemente sulla qualità di vita, ma non sempre riconosciuta in tempo e gestita in modo strutturato.
Lo conferma un’indagine condotta da AAIITO nel 2025 sui medici di medicina generale, che rivela ritardi diagnostici. Secondo i dati ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma), la prevalenza della rinite allergica, in ogni caso, è aumentata del 10% tra i giovani (18-30 anni) e del 15% tra i bambini (0-14 anni) negli ultimi 5 anni.
L’incremento di inquinanti atmosferici è stato associato a un aumento dei sintomi, così come i cambiamenti climatici che prolungano la stagione pollinica.
“La patologia può avere un impatto significativo anche sulla qualità della vita, sulla produttività e sul benessere generale delle persone – indice Riccardo Asero, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica e già Presidente AAIITO. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati ARIA, in Europa i costi diretti della patologia vanno da circa 160 a 550 euro all’anno per paziente, mentre i costi indiretti, per i non trattati, possono superare i 2.400 euro. Un impatto che non è solo economico, ma anche sociale, umano”.
In questo senso, l’immagine diventa il traino per pensare alla situazione. La mostra, realizzata con fotografie di Giorgio Galimberti, enfatizza come la rinite allergica sia una compagna scomoda che condiziona ogni momento della giornata. La fotografia diventa quindi uno strumento potente per raccontare storie e connettersi con lo spettatore in modo profondo.

“Ogni starnuto, ogni notte insonne, racconta una storia di vulnerabilità e tenacia – è il commento di Simona Barbaglia, Presidente dell’Associazione pazienti Respiriamo Insieme APS. Il nostro impegno quotidiano è affiancare i pazienti affinché non si sentano soli, promuovendo azioni sinergiche con gli specialisti che puntino al miglioramento della loro qualità di vita. Con questa campagna, vogliamo rompere il silenzio e mostrare come dietro ogni ‘smorfia’ ci sia una persona, con la sua qualità di vita compromessa”.