Occhi e sole, come comportarsi e come proteggersi

Durante la bella stagione, la salute dell'occhio va protetta con accorgimenti che dipendono dall'età e dalle attività che si fanno

Federico Mereta Giornalista Scientifico

L’occhio umano? È una macchina meravigliosa. Ma bisogna saperlo proteggere dal sole. Ha un sistema di lenti focalizzanti che porta sulla retina una quantità di luce, e con essa di radiazioni, da 10 a 100 volte superiore rispetto a quella della pelle. A rischio sono soprattutto i bambini, il cui cristallino – la lente interna all’occhio che si offusca in caso di cataratta – ha una capacità filtrante inferiore rispetto all’adulto.

Non va molto meglio agli anziani, che sono invece esposti al sommarsi di anni di danni legati all’esposizione alla luce. Anche la cataratta e le maculopatie, vere e proprie lesioni alla retina che interessano soprattutto la terza età,  possono essere favorite dall’esposizione protratta ai raggi solari.

Il rischio di incorrere in problemi di questo genere aumenta in modo esponenziale con l’abitudine di esporsi al sole, al riverbero dei raggi sulla sabbia (che ne aumenta l’intensità del 15%), sull’acqua di mare, lago e piscina e sulla neve dei ghiacciai (che li rendono intensi fino al 30%).

Non tutti i raggi sono uguali

Secondo gli esperti, per tutti questi motivi bisogna prestare attenzione alle lenti da sole. È fondamentale, a detta degli oculisti, scegliere il potere filtrante in base alle attività che si svolgono e ad eventuali rischi legati alle proprie caratteristiche.

In questo senso, basti pensare alle persone che hanno avuto casi in famiglia di maculopatia della retina (la macula è la parte centrale di questa membrana nervosa) o chi magari svolge lavori all’aria aperta per lungo tempo. Per capire meglio l’importanza di questi accessori, basti ricordare che i raggi solari che influenzano la visione e potrebbero risultare nocivi per gli occhi durante l’estate sono di tre tipi.

I primi sono i raggi ultravioletti, che possono provocare disturbi alla cornea e al cristallino. Questo tipo di radiazioni deve essere bloccato dalle lenti, dal momento che non contribuisce alla visione ma può creare solamente problemi. Poi ci sono i raggi di colore blu, utili per distinguere nitidamente il colore degli oggetti, che sono molto aggressivi per la retina.

Di conseguenza, devono essere schermati parzialmente. Infine esistono i raggi infrarossi, che non sono dannosi per gli occhi ma rappresentano un rischio per le palpebre a causa dell’alto calore che sviluppano.  Per tutti questi motivi, proteggersi è un dovere.

L’esposizione al sole senza protezione per gli occhi può dare problemi acuti, come ad esempio arrossamenti, bruciori e sensazioni di avere un corpo estraneo nell’occhio E’ tuttavia fondamentale fare in modo che questi fastidi non compaiano, proteggendo a dovere gli occhi stessi.

Attenzione ai danni acuti

Sicuramente la congiuntivite, in questo senso, è un rischio da non sottovalutare. L’infiammazione di questa membrana, che ricopre le palpebre all’interno, provoca arrossamento, lacrimazione, bruciore. In questi casi bisogna evitare i colliri astringenti. Questi farmaci hanno l’effetto temporaneo di ridurre la lacrimazione e l’arrossamento, ma appena se ne sospende l’uso l’occhio, per reazione, ricomincia a lacrimare e ad arrossarsi.

Meglio invece ricorrere a pomate oftalmiche da applicare all’interno dell’occhio. Ben più seria è la cheratite, infiammazione della cornea, membrana trasparente situata nella parte anteriore della sclera, cioè il “bianco” dell’occhio.

Anche in questo caso, la causa può essere un’infiammazione agli occhi non ben curata, che provoca piccole ulcerazioni alla superficie della cornea. In questo caso c’è un’intensa lacrimazione, bruciore e fotofobia, cioè difficoltà a sopportare la luce.

E’ un disturbo piuttosto doloroso, ma non particolarmente pericoloso anche se va sempre affrontato dallo specialista. Infine un’esposizione esagerata al sole può provocare negli anni la formazione di pterigio: si tratta di una piccola formazione, del tutto benigna, causata dall’ispessimento dei vasi sanguigni della congiuntiva.

Ha una singolare forma triangolare e normalmente parte dal punto interno dell’occhio. Non è doloroso, ma solo antiestetico e si elimina con un piccolo intervento. Sul fronte delle difese, conviene evitare di esporsi al sole nelle ore più calde, quando il sole è allo zenit e i raggi sono più intensi.

Un capello a tesa larga – importantissimo soprattutto per i più piccoli – protegge gli occhi dalla luce diretta e previene i colpi di calore. Venendo agli occhiale, questi dovrebbero avere lenti di buona qualità che proteggono al 100 per 100 dai raggi ultravioletti, sia A sia B.

Esistono diverse categorie di lenti e occorre individuare in base alle condizioni in cui ci si esporrà al sole quelle più indicate per ogni persona. Ad esempio per preservare gli occhi dall’azione del vento e dall’ingresso negli occhi di corpuscoli estranei – situazioni comuni quando si fa trekking nel deserto o sui ghiacciai – è consigliabile scegliere una montatura abbastanza grande e con protezione laterale.

In ultimo, non dimenticate l’importanza dell’idratazione: il gel intraoculare, che si chiama umor vitreo, si disidrata più facilmente. Per questo è importante “dissetare” l`occhio, sia dall’esterno, bevendo regolarmente, sia eventualmente dall’interno.

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