Due decessi, secondo la Uk Health Security Agency. Due ragazzi di 21 e 18 anni. Al momento sarebbero questi i morti per la microepidemia di meningite che ha determinato, sempre secondo quanto riportano gli organi d’informazione, altri 11 giovani al ricovero in ospedale. Intanto, si procede con controlli precauzionali a vasto raggio e monitoraggio per migliaia di persone. Sotto la lente d’ingrandimento, pur se la causa certa dell’infezione non è ancora nota, è la sindrome da meningococco.
Indice
Cos’è il meningococco e come si trasmette
La Neisseria meningitidis – questo il nome scientifico del batterio che provoca l’infezione – altrimenti detto meningococco – è presente in circa il 10 per cento delle persone, nelle alte vie respiratorie, all’interno della gola e del naso, dove normalmente risiede senza dare alcun problema.
L’infezione si trasmette per via aerea attraverso le goccioline nasali e faringee e normalmente il germe è presente nel naso di quasi una persona su dieci. Nelle scuole e negli ambienti chiusi si può arrivare anche al 60-80 per cento di portatori.
Se ci sono casi di infezione occorre un’attenta sorveglianza nei confronti dei contatti stretti con i malati a cui si indica una profilassi farmacologica con antibiotici. Sebbene tutti possano contrarre l’infezione, sono a più alto rischio i bambini soprattutto molto piccoli e gli adolescenti.
Ad oggi non è del tutto noto come mai una persona sviluppi l’infezione-malattia. Il batterio si trasmette per via area, ovvero attraverso colpi di tosse e goccioline di saliva, quindi tende a a diffondersi con maggior frequenza nella comunità chiuse, luoghi affollati come le scuole, le discoteche o le caserme. Viene trasmesso da portatori asintomatici, che cioè non presentano fastidi, dove magari si dimostra responsabile di qualche colpo di tosse o di un leggero mal di gola.
Come si manifesta
I primi sintomi dell’insorgenza della malattia nella maggior parte di casi sono aspecifici, come la febbre, e talvolta possono essere confusi con altre infezioni virali, ad esempio l’influenza.
La terapia della meningite da meningococco si basa ovviamente su un trattamento antibiotico mirato, che talvolta risulta inefficace data la tempestività con cui la malattia progredisce. Quando si verifica un caso, per difendere chi è entrato in contatto con l’ammalato, si attua una profilassi attraverso un trattamento antibiotico adeguato.
Dopo le prime fasi dell’infezione il meningococco entra dapprima in circolo, poi il batterio tende a concentrarsi nelle meningi oppure in alcuni organi. Il quadro clinico è caratterizzato da un esordio brusco con febbre, cefalea, rigidità della nuca, vomito e macchie sulla pelle, presenti in tre malati su quattro. Il decorso della meningite può essere estremamente rapido, tanto da condurre a morte anche in poche ore.
Quando si parla di meningite fulminante
In alcuni casi – più o meno il 20 per cento – si ha la meningococcemia “fulminante” a rapida insorgenza. Nei malati compaiono rapidamente problemi molto gravi come lo stato di shock e la coagulazione del sangue nei vasi. Si può infatti determinare la cosiddetta sepsi, che porta in poche ore ad una coagulazione incontrollata all’interno dei vasi sanguigni con drammatici effetti sulla circolazione.
Per questo può essere letale anche in breve tempo e può costringere all’amputazione di arti e/o a deficit permanenti se si sopravvive. Purtroppo non ci sono mezzi né test per sapere chi svilupperà l’infezione in questa forma (come detto il batterio è presente in gola di moltissime persone senza passare la barriera che protegge le meningi) né per capire chi è a rischio con esami particolari. Per questo la prevenzione primaria, la vaccinazione, è l’unica arma che abbiamo.