Mascherine e protezione, istruzioni per l’uso

Mascherine chirurgiche, in stoffa, FFP2: quali scegliere e come indossarle correttamente per proteggersi dal virus

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Indossiamo le mascherine. Grazie a questi semplici strumenti di protezione, si riducono le possibilità di trasmettere il virus Sars-CoV-2, responsabile di Covid-19. Ma facciamolo bene. Perché proteggere se stessi e soprattutto gli altri da un possibile contagio è fondamentale. Come comportarsi? Ecco qualche semplice istruzione da tenere a mente.

Cosa chiedere alla “mascherina”

Le classiche mascherine chirurgiche o quelle di comunità, che impieghiamo ogni giorno anche se non sono indicate per uso medico quando ci muoviamo o anche in casa e a scuola, possono essere davvero utili per frenare la diffusione del contagio, ovviamente unite anche al distanziamento e alla regolare igiene delle mani.

La conferma viene da una ricerca pubblicata su Nature Communications e condotta da esperti dell’Università di Harvard e dell’Università Nazionale Tsing Hua di Taiwan. Se tutti si convincono ad impiegare la mascherina si verifica comunque una riduzione delle infezioni e dei decessi.

Insieme al distanziamento (le due strategie vanno sempre integrate) l’uso della mascherina può inoltre ridurre la carica virale, ovvero la quantità di virus che, magari in modo del tutto inconsapevole, si può trasmettere ad altri. Per questo l’impiego delle mascherine deve diventare un’abitudine, ricordando che questa protezione aiuta chi ci vive attorno e funziona come barriera per il virus.

Insomma: ma come dovrebbe essere fatta la mascherina e come indossarla bene? Fondamentale è che ci siano caratteristiche di porosità del tessuto che consentano di ottenere una valida protezione e che non vengano utilizzate troppo a lungo, specie se si tratta di prodotti di “carta”.

Quelle chirurgiche, in particolare, andrebbero cambiate regolarmente. Se permangono per diverse ore sulla bocca e sul naso possono inumidirsi, arrivando al punto di “facilitare” l’eventuale superamento della barriera da parte di un determinato ceppo virale perché una barriera fisica secca preserva meglio di una umida. Quindi teniamo sempre presente che la mascherina non va portata al gomito o poggiata su un tavola per essere poi eliminata con i rifiuti indifferenziati.

Quando si impiegano dispositivi che possono essere lavati, come le mascherine di comunità, occorre seguire le istruzioni riportate per il lavaggio anche in base al tessuto. La situazione cambia quando si entra nel mondo delle mascherine “professionali” come le FFP2, che risultano maggiormente protettive ma anche in questo caso debbono essere cambiate con regolarità.

Coprire bene bocca e naso

Quale che sia la mascherina che impieghiamo nella vita di ogni giorno, in ogni caso, perché funzioni al meglio ed esplichi la sua attività è fondamentale che venga indossata in modo corretto. Perché le mascherine possano realmente essere efficaci infatti devono essere molto aderenti al volto e quindi devono seguire la linea del naso aggiustando la piccola barretta di metallo al proprio viso e con le estremità che devono aderire al volto, tirando consistentemente gli elastici laterali posti dietro le orecchie.

È importante, come segnala nelle sue indicazioni l’Istituto Superiore di Sanità, che il materiale non sia né tossico né allergizzante, né infiammabile e soprattutto che permetta di respirare bene. Questo si chiede alle classiche mascherine di comunità, che puntano a limitare la circolazione del virus e, come detto, sono diverse da quelle destinate agli operatori.

Occorre anche ricordare qualche consiglio per i bambini, visto che le normali “misure” per adulti non possono risultare efficaci allo stesso modo nei bambini. Per questo conviene tenere presenti le indicazioni dell’Accademia Americana di Pediatria che riportano come i piccoli dai due anni in poi possono utilizzare le mascherine ma occorre ricordare che le dimensioni debbono essere diverse.

Poi, con la crescita, si può puntare sulle classiche mascherine chirurgiche sempre ricordano che la testa del bimbo non ha ancora aggiunto le dimensioni di quella dell’adulto. Attenzione particolare va prestata, in termini preventivi, ai piccoli che soffrono di malattie croniche. Per loro, sempre secondo le indicazioni, possono essere indicate le FFP2. Per gli adulti, il consiglio sulla misura da adottare in caso di specifiche patologie concomitanti va sempre data da un operatore sanitario.

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