Non smette di affrontare temi delicati, Martina Colombari, che hanno a che fare con la salute sia fisica che psicologica. Di recente aveva parlato della menopausa, dei cambiamenti e trasformazioni che comporta nelle donne e nelle loro relazioni sociali e intime. Ora ha deciso di non tirarsi indietro su un altro argomento che le sta a cuore: la diastasi addominale, da lei definita – non senza ironia – un “buco nella pancia”. Si tratta di una condizione che accomuna moltissime donne, ma a proposito della quale la showgirl ha esortato a non vergognarsi e a non drammatizzare, dicendo: “Non facciamone una tragedia”.
Martina Colombari: “Ho un buco nella pancia”
“Per me non è un problema, non mi dà fastidio, non è un handicap. Esteticamente non è bellissima perché non avrò mai l’addome piatto”, ha spiegato Martina Colombari, descrivendo la sua diastasi addominale a La Volta Buona su Rai 1. Non è la prima volta che la showgirl e moglie di Billy Costacurta mostra la pancia, nella quale dice di avere come “un buco”, rimasto “dopo la gravidanza: ho un buco qui in mezzo, ci passa una mano“, aveva spiegato in uno dei filmati condivisi su Instagram.
L’invito a non drammatizzare
Nel caso della ex Miss Italia si tratta di un distacco di lieve entità, per il quale lei stessa ha invitato a non drammatizzare. Diverso, naturalmente, il discorso quando la diastasi è di dimensioni maggiori: “Quando diventa un problema serio, che crea ernie e dolori allora è un altro discorso”. La decisione di affrontare il tema, però, rimane improntata allo spirito con il quale Colombari ha parlato di recente anche della menopausa, per rompere un tabù: “Volevo mostrarlo proprio per dire che può succedere dopo il parto ma non facciamone una tragedia“. Nel suo caso la soluzione è la semplice convivenza con la distasi addominale, perché l’intervento non è necessario: “L’operazione è molto pericolosa, vanno a intervenire dal taglio dell’operazione cesarea, va messa una retina”.
Cos’è la diastasi addominale
La diastasi addominale, infatti, è un distacco che interessa i muscoli dell’addome. Deriva dal termine greco che significa “allontanamento, separazione. In questo caso specifico, si riferisce alla separazione delle 2 fasce muscolari dei muscoli retti dell’addome”, spiega il professor Giampiero Campanelli, Ordinario di Chirurgia dell’Università dell’Insubria, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale sezione Day & Week Surgery dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio e Direttore dell’Hernia Center di Milano. Come chiarisce sul portale del San Donato, “questi muscoli, comunemente noti come quelli della ‘tartaruga addominale’, si estendono dall’arcata costale dello sterno fino al pube e sono normalmente uniti al centro dalla linea alba, che è una struttura fibrosa. Quando si verifica una diastasi, i muscoli retti si distaccano, creando uno spazio anomalo tra loro”.
Perché e quando si forma la diastasi addominale
Le cause della diastasi addominale possono essere differenti: nella maggior parte dei casi sono legati alla al post gravidanza e a un parto cesareo: “Nelle donne, la causa più frequente di diastasi è la gravidanza, che sottopone la parete addominale a una forte distensione. Il parto cesareo, inoltre, può contribuire alla separazione dei muscoli retti, poiché durante l’intervento i ginecologi intervengono direttamente nello spazio tra i muscoli, esercitando una trazione che può favorire l’allontanamento”, spiega l’esperto, che però elenca altri due possibili motivi che portano al distacco: la “perdita di tono muscolare: negli uomini, il principale fattore di rischio è la riduzione della tonicità muscolare, spesso associata a uno stile di vita sedentario; l’obesità e aumento di peso: un incremento eccessivo del peso corporeo può indebolire la struttura della parete addominale, favorendo la separazione dei muscoli retti. Inoltre – sottolinea ancora Campanelli – circa l’80-90% delle persone con diastasi addominale presenta anche ernie della linea mediana, come l’ernia ombelicale o epigastrica, segno di un indebolimento generale dei tessuti”.
La diagnosi: come si capisce quando c’è una diastasi
Il primo campanello d’allarme è la comparsa di una sorta di escrescenza al centro dell’addome, nella zona compresa tra l’ombelico e lo sterno. Si può notare soprattutto al risveglio, quando ci si alza dal letto. “Molti pazienti arrivano da noi preoccupati per questa sporgenza che notano sulla pancia e che spesso confondono con un’ernia“, chiarisce Campanelli sul portale del San Donato. Tra le altre cause ci possono essere, però, anche disturbi posturali, che si possono notare anche in soggetti sottopeso, che spesso tendono ad incurvare le spalle in avanti e ad avere cifosi, cioè un inarcamento della schiena incurvata in avanti. Possono influire anche problemi al pavimento pelvico nelle donne: in questo caso la diastasi può associarsi a incontinenza urinaria e debolezza dei tessuti. Infine, anche il dolore lombare può essere un elemento da tenere in considerazione. “Visto che questi ultimi sintomi possono essere comuni anche ad altre condizioni, una diagnosi differenziale accurata è fondamentale per escludere patologie che possono dare sintomi simili, come il prolasso vescicale, l’ernia del disco o il prolasso vaginale” sottolinea il chirurgo, che cita alcuni esami che possono essere prescritti, come ecografia dinamica e TAC dinamica.
Le cure per la diastasi addominale
Nel caso di Martina Colombari non si è resa necessaria alcuna operazione, così come per i pazienti e le pazienti per i quali sono indicati solo alcuni esercizi specifici di fisiokinesiterapia. Può capitare, però, di suggerire l’intervento chirurgico se la diastasi è severa o associata a ernie.