Glaucoma, fare più movimento per prevenirlo

Fare esercizio fisico regolarmente aiuta nella prevenzione del glaucoma. Da preferire le attività aerobiche

Federico Mereta Giornalista Scientifico

L’hanno chiamato “il ladro silenzioso della vista”. Come un topolino che rosicchia una crosta di formaggio, a piccolissime dosi, giorno dopo giorno, il glaucoma “ruba” in modo impercettibile le capacità visive, senza che ce ne accorgiamo. I controlli regolari sono lo strumento ottimale per giocare d’anticipo sulla patologia, ma anche le buone abitudini contano in prevenzione, come raccontano gli esperti presenti al Congresso AISG (Associazione Italiana studio Galucoma).

Dieci minuti di movimento in più ogni giorno

C’è una ricetta semplice che aiuta nella prevenzione della malattia oculare, a costo zero: si chiama attività fisica. “Purtroppo quando la riduzione della visione periferica è percepita dal paziente il danno è già avvenuto ed è irreversibile – spiega Luciano Quaranta, direttore della direttore della Clinica Oculistica Universitaria presso l’ospedale San Matteo di Pavia.

Fondamentale è seguire le raccomandazioni dell’American Heart Association che prevedono 30 minuti di esercizio al giorno per almeno cinque volte alla settimana, pari a settemila passi al giorno per sette giorni. A tal proposito lo studioso ricorda che un’attività fisica costante e vigorosa possa abbassare molto il rischio di sviluppare il glaucoma: “Per l’American Heart Association bisognerebbe fare 10mila passi al giorno, di cui almeno 3mila consecutivi. Altrimenti possiamo considerare 30-40 minuti al giorno di camminata medio-veloce, almeno 4 volte alla settimana”.

Sempre secondo i ricercatori americani, aumentando di 10 minuti al giorno la propria attività fisica, si può arrivare anche a ridurre del 25% il rischio di glaucoma. Il motivo? “Muoversi fa aumentare l’ossigenazione della retina e delle sue cellule, rendendole più forti. In più, l’attività fisica contrasta la formazione di radicali liberi nel sistema nervoso centrale, di cui l’occhio fa parte”.

Un secondo studio americano, realizzato dall’Università di Baltimora, ha dimostrato l’efficacia dell’attività fisica anche per coloro che il glaucoma lo hanno già. Chi fa movimento in modo continuativo e intenso, se aumenta del 50 per cento il suo impegno quotidiano, taglia fino al 10 per cento il tasso di progressione della malattia.

Le attività più adatte corsa, nuoto, bicicletta e tennis sono pratiche aerobiche che migliorano la perfusione oculare, cioè la circolazione del sangue all’interno dell’occhio. Attenzione però: chi ha già il glaucoma, però, deve evitare il sollevamento pesi e alcune posizioni con la testa tenuta troppo verso il basso. Non sono indicati, infine, agli allenamenti in palestra molto faticosi. “Ormai sappiamo che sia l’esercizio dinamico che quello isometrico, specie se intensi, abbassano la pressione oculare e la pressione sistemica. Ecco perché lo sport è consigliato con alcune accortezze”.

Prevenzione su misura

Non dimentichiamo che chi ha già avuto casi in famiglia è  a maggior rischio. Il 40 per cento di pazienti malati di glaucoma hanno almeno un parente diretto affetto dalla patologia. E il rischio aumenta se questa interessa i familiari più stretti di primo grado come fratelli o sorelle. È quanto riferisce Roberto Carassa, uno dei massimi esperti a livello internazionale sul glaucoma e direttore del Centro Italiano Glaucoma.

“La familiarità – spiega –  è un importante fattore di rischio per lo sviluppo del glaucoma soprattutto se questa interessa i familiari più stretti di primo grado ed ancora di più se interessa fratelli o sorelle”.

Lo studioso, tuttavia, mette in evidenza che  “la familiarità positiva per la malattia, in quanto fattore di rischio, non significa che un parente diretto abbia o avrà la malattia in quanto (salvo in alcune forme particolari di glaucoma sindromico) non esiste un’ereditarietà. All’opposto, avere una familiarità negativa per glaucoma non dà alcuna certezza che uno non abbia o non avrà la malattia.

Se avere un parente diretto con glaucoma può essere considerato un fattore negativo per la salute, in realtà ha anche un risvolto positivo. Permette, infatti, di sapere che il glaucoma esiste e che è fondamentale sottoporsi a controlli oculistici periodici. Questo è alla base della diagnostica precoce, elemento fondamentale per prevenire la disfunzione visiva da glaucoma, che, come sappiamo è una malattia asintomatica e non percepita dal paziente se non negli stadi più evoluti e irreversibili. I parenti di pazienti affetti da glaucoma primario dovrebbero essere sottoposti a visite oculistiche annuali a partire dall’età di 40 anni”.

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