Diabete e artrite reumatoide: come affrontare l’infiammazione. Arriva la terapia per due

Uno studio italiano ha scoperto il farmaco che controlla i sintomi dell'artrite reumatoide e tiene a bada la glicemia

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Nelle forme più gravi di artrite reumatoide, ogni piccolo movimento diventa faticoso e può creare dolore. Eppure, contro questa infiammazione, malattia che colpisce in prevalenza le donne e spesso comincia da giovani, la scienza comincia a trovare contromisure sempre più efficaci. Anche quando un’altra malattia estremamente diffusa, il diabete di tipo 2 (quello che compare negli adulti), si lega alla patologia reumatica.

In Italia il 13,6 per cento delle persone che soffrono di artrite reumatoide presentano anche innalzamenti patologici della glicemia. Per loro potrebbe però essere di grande aiuto una terapia che in un sol colpo tiene a bada l’artrite reumatoide e fa scendere gli zuccheri nel sangue: lo dimostra uno studio italiano multicentrico appena pubblicato sulla rivista PLOS Medicine, coordinato dalla Cattedra di Reumatologia del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Cliniche Applicate dell’Università de L’Aquila, che è stato addirittura interrotto prima del previsto grazie agli ottimi risultati ottenuti nei pazienti trattati con un’antagonista dell’interleuchina-1 (IL-1), una citochina infiammatoria.

Artrite reumatoide e diabete di tipo 2: malattie a braccetto

Artrite reumatoide e diabete di tipo 2, pur se apparentemente così lontani, considerando i meccanismi invisibili che li generano condividono diverse caratteristiche. E a allora, perché non sfruttare queste similitudini per affrontare in un solo colpo entrambe le patologie? A questa domanda hanno risposto gli esperti che mirano a semplificare il trattamento, scegliendo fra le diverse opzioni terapeutiche contro l’artrite reumatoide un farmaco che possa avere effetti positivi anche sul diabete, contribuendo a riportare sotto controllo la glicemia.

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica autoimmune che si associa spesso ad altre malattie come problemi cardiovascolari, infezioni, tumori, disturbi polmonari e neuropsichiatrici – spiega Roberto Giacomelli, direttore della  Divisione di Reumatologia del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Cliniche Applicate dell’Università de L’Aquila e coordinatore dello Studio”

Prosegue l’esperto: “Il diabete di tipo 2 è una delle patologie associate più frequenti: avere l’artrite reumatoide infatti raddoppia il rischio di ammalarsi di diabete. Le stime internazionali ipotizzano che la glicemia alta riguardi dal 15 al 50 per cento dei pazienti con artrite reumatoide, secondo uno studio italiano recente condotto su 500 malati il problema in Italia riguarda il 13,6 per cento. Considerando che nel nostro Paese vivono circa 400.000 persone con artrite reumatoide, i pazienti che soffrono contemporaneamente di diabete di tipo 2 quindi sono poco meno di 55.000”.

Obiettivo, combattere l’infiammazione

Le due malattie sembrano condividere alcuni meccanismi molecolari di base: IL-1 è coinvolta nei processi infiammatori tipici della malattia reumatica  e viene prodotta dall’attivazione del sistema immunitario conseguente a un eccessivo introito di nutrienti, come quello che spesso contraddistingue chi ha il diabete di tipo 2.

L’inibizione di IL-1 potrebbe perciò “spegnere” una iper-attivazione infiammatoria presente in entrambe le patologie, consentendo una terapia unica efficace per raggiungere gli obiettivi terapeutici sia per il diabete di tipo 2, sia per l’artrite reumatoide.

Secondo Giacomelli “si tratta di una semplificazione della cura che riduce il carico di farmaci e quindi anche di possibili effetti collaterali, una sorta di “prendi due paghi uno” che possiamo scegliere al momento della prescrizione della terapia per la malattia reumatica, optando per un antagonista IL-1 fra le diverse opportunità terapeutiche possibili; la terapia singola, inoltre, può migliorare l’aderenza e la compliance al trattamento e può infine contribuire a ridurre i costi sanitari della gestione delle due patologie”.

Lo studio ha coinvolto 39 pazienti con con artrite reumatoide e diabete di tipo 2 reclutati in 12 diversi centri reumatologici italiani, seguiti per sei mesi dopo aver iniziato una terapia a base di anakinra, un antagonista selettivo per IL-1, oppure con uno fra diversi inibitori di un altro fattore importante nella cascata dell’infiammazione, il TNF.

I risultati sono stati talmente positivi che abbiamo interrotto la sperimentazione anzitempo per poter trattare con l’antagonista IL-1 anche i pazienti inclusi nell’altro gruppo – racconta Giacomelli – Oltre a controllare i sintomi dell’artrite reumatoide, infatti, il farmaco ha consentito una riduzione significativa dell’emoglobina glicata, indicativa dell’andamento della glicemia negli ultimi due-tre mesi; il rischio di non riuscire a raggiungere il target di emoglobina glicata prefissato per il controllo del diabete, ovvero un’emoglobina glicata inferiore a 7, si è ridotto del 42 per cento”.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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