Cistiti ripetute, un vaccino potrebbe combatterle

Allo studio un vaccino in grado di combattere le cistiti ripetute. Nell'attesa fondamentale è la dieta corretta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Per molte donne le infezioni delle vie urinarie sono un nemico che si ripresenta ciclicamente, con i classici disturbi come bruciori, sensazione continua di dover urinare, a volte addirittura dolori.

Molto spesso a causarle sono germi della famiglia dell’Escherichia coli, che tendono a concentrarsi nella vescica e che possono essere difficili da sconfiggere completamente con le terapie antibiotiche. Per fronteggiare il nemico, in futuro, si potrebbe puntare anche su una sorta di vaccino specifico, capace di eliminare anche i batteri più pervicaci, che aderiscono alla parete della vescica e continuano a replicarsi. A farlo sperare è uno studio, per ora solo sui topi, pubblicata sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of National Academy of Sciences), l’Accademia Nazionale delle Scienze degli USA.

Una ricerca di frontiera

La ricerca, coordinata dagli esperti dell’Università Duke di Durham, è stata realizzata solo su animali da esperimento. Ma apre la strada per studi futuri su questa linea, che potrebbero portare a risultati soddisfacenti. L’approccio prevede di creare un sistema per “organizzare” il sistema immunitario ed insegnargli ad attaccare i batteri più recalcitranti, che si mantengono nascosti anche dopo il trattamento e quindi possono rigenerare l’infezione a distanza di tempo.

Il vaccino viene somministrato direttamente all’interno della vescica e, oltre allo stimolo immunologico, prevede anche l’azione di uno speciale adiuvante, ovvero una sorta di energizzante” che rende più efficace la reazione. In pratica, quindi, si arriva ad associare ad un antigene scelto con cura (l’antigene è la “molla” che scatena la produzione di anticorpi specifici verso un agente infettivo da parte dell’organismo) con un composto che ne amplifica ancora l’azione.

Nei topi questo approccio è arrivato ad azzerare quasi completamente i germi presenti nella vescica, oltre a determinare una sorta di “resistenza” del sistema immunitario nei confronti dell’Escherichia coli. Siamo solo all’inizio, va detto, ma la speranza è che gli studi clinici futuri confermino questa ipotesi di lavoro.

Per il momento, in ogni caso, rimane la realtà della cistite cui la donna è più esposta rispetto all’uomo. L’uretra, il sottile tubicino che dalla vescica porta l’urina verso l’esterno, è molto più  corta nelle femmine, e questo giustifica la maggior facilità da parte dei germi che si trovano all’esterno a risalire fino alla vescica. Inoltre vicino alla parte esterna dell’uretra ci sono nella donna sia l’ano che la vagina, da cui i batteri possono rapidamente passare all’apparato urinario. Senza dimenticare che intorno al luogo in cui “sbocca” l’uretra l’ambiente è molto umido e questa condizione favorisce la crescita dei batteri.

Quando una carica batterica, riesce a colonizzare qualsiasi tratto delle vie urinarie ci troviamo di fronte ad una infezione, e se l’infezione raggiunge la vescica parliamo quindi di cistite. I batteri possono giungere da varie sedi dell’organismo attraverso la via che prende il nome di “canalicolare ascendente”, attraverso il sangue o attraverso quello che viene definito “circolo entero-urinario”  e cioè una vera e propria via di comunicazione tra l’ultimo tratto dell’apparato gastrointestinale e le basse vie urinarie.

Attenzione a tavola

Oltre a seguire con cura le prescrizioni del medico, soprattutto se viene indicata una terapia antibiotica, non dimentichiamo che per chi soffre spesso di cistite, il “lavaggio” naturale della vescica prodotto dall’urina rappresenta un’arma difensiva e preventiva molto efficace. Il che significa bere molto, per ridurre il rischio di avere un’urina molto concentrata.

Senza dimenticare che non basta bere, ma bisogna fare attenzione anche a ciò che si immette nell’organismo. L’ideale, per chi è spesso vittima di cistite, è creare un’ambiente difficile da sopportare per i germi. A questo scopo sono indicate le bevande che permettono di “acidificare” le urine, visto che in ambiente acido i batteri si riproducono con maggior difficoltà. Vanno benissimo le spremute di agrumi, ed in particolare di limoni, mentre sono da ridurre caffè, tè, alcol.

Come accade per chi esagera con i cibi troppo piccanti, infatti, un eccesso nel consumo di alcolici e caffeina potrebbe risultare irritante per la parete interna della vescica e quindi facilitare lo sviluppo dei germi. A tavola occorre poi consumare regolarmente cibi ricchi di proteine, come carni, pesce, latte e derivati. La dieta ricca di proteine favorisce infatti la produzione di urina. Al contrario è meglio evitare eccessi nel consumo di pane, pasta o altri carboidrati, che possono ridurre il flusso di urina. Soprattutto a cena, perché si concentra molto l’urina della notte. Infine meglio non sottovalutare l’aiuto che può venire da verdure come cavolo, porro, cicoria, carciofo e cipolle, in grado di aiutare a guarire la cistite.

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Cistiti ripetute, un vaccino potrebbe combatterle