Il caso di Marius Borg Høiby ha preso una piega che aggrava la sua situazione. E che imbarazza ulteriormente la famiglia reale norvegese. Il figlio 29enne della Principessa Mette-Marit deve affrontare sei nuove accuse presentate dalla Procura di Oslo a poche settimane dall’inizio del processo, previsto per il 3 febbraio. Questo accumulo di accuse aumenta la pressione non solo sull’imputato, ma anche su un’istituzione tradizionalmente associata a discrezione e stabilità.
Mette-Marit di Norvegia, il figlio colpevole di traffico di droga
A meno di un mese dall’avvio di un procedimento giudiziario destinato a lasciare un segno profondo nella storia recente della monarchia norvegese, il nome di Marius Borg torna al centro della cronaca.
Il figlio della Principessa Mette-Marit di Norvegia ha infatti ammesso un’ulteriore accusa: il trasporto di una quantità significativa di marijuana, un episodio che va ad allungare una lista di reati già lunga e inquietante.
La conferma è arrivata lunedì attraverso la sua difesa. L’avvocata Ellen Holager Andenæs, in una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa norvegese NTB, ha spiegato che Borg “ammette la colpevolezza in questo episodio passato, in cui ha trasportato marijuana da “A” a “B” in un’unica occasione, senza ricevere alcun compenso“.
Il giovane, ha aggiunto la legale, riconosce anche “gli altri nuovi punti dell’accusa”, segnando così un momento cruciale in un’indagine che continua ad allargarsi.
Ad oggi è stato arrestato tre volte nel 2024. Ha in seguito ammesso di avere problemi di alcol e droghe e di aver commesso reati di violenza contro una donna e minacce contro un uomo ma ha sempre negato l’accusa di stupro.

Conto alla rovescia per il processo a Marius Borg Høiby in Norvegia
Un quadro giudiziario che si fa sempre più complesso e che getta un’ombra lunga sulla famiglia reale. Tanto che Mette-Marit, già provata dalla sua malattia, ha annullato tutti i suoi impegni per le prossime settimane.
Marius Borg, primogenito di Mette-Marit nato da una relazione precedente al matrimonio con il principe ereditario Haakon, era già stato accusato lo scorso giugno di 20 reati. Il numero è salito a 32 dopo la pubblicazione dell’atto d’accusa formale ad agosto, trasformando quello che inizialmente sembrava un caso isolato in un dossier giudiziario di ampia portata.
Al centro dell’indagine figurano quattro capi d’accusa per stupro e numerosi episodi di violenza domestica, che coinvolgerebbero diverse ex compagne e più di una dozzina di presunte vittime. Accuse gravissime che hanno scosso profondamente l’opinione pubblica norvegese, tradizionalmente abituata a una monarchia sobria e lontana dagli scandali.
Il processo inizierà il prossimo 3 febbraio a Oslo e Borg rischia fino a 16 anni di carcere.

Anche se cresciuto nella royal family, Høiby non è un membro ufficiale della famiglia reale né detiene alcun titolo. È frutto di una relazione di gioventù della madre Mette-Marit, che sposò in seguito il Principe ereditario Haakon, dal quale ha avuto altri due figli: l’erede al trono Ingrid Alexandra e Sverre Magnus (che vive in Italia).
Mentre il Paese si prepara all’inizio del processo, la vicenda di Marius Borg si configura ormai come uno dei casi più delicati e controversi mai affrontati dalla casa reale norvegese guidata da Re Harald. Un intreccio di responsabilità personali e riflessi istituzionali che mette alla prova non solo la giustizia, ma anche l’immagine di una monarchia che ha sempre fatto della trasparenza e dell’equilibrio i suoi pilastri.