Lady Diana, gli audio segreti arrivano in tv. Cinque ore di confessioni che scuotono la monarchia

In un documentario gli audio del 1991 in cui la Principessa Diana parlava apertamente del suo matrimonio con Carlo, di Camilla e della sua vita a corte

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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A quasi trent’anni dalla sua scomparsa, la figura di Lady Diana continua a esercitare un certo fascino sull’opinione pubblica. Un interesse che oggi sta per rinnovarsi con la pubblicazione di materiale audio inedito destinato a riaccendere il dibattito sulla sua vita privata e sul suo ruolo all’interno della famiglia reale britannica.

Per la prima volta, una serie di documentari dal titolo Diana: La verità inascoltata porterà alla luce circa cinque ore di registrazioni realizzate nel 1991, in uno dei momenti più delicati del matrimonio con l’allora Principe Carlo, oggi Re del Regno Unito.

Si tratta di testimonianze dirette, intime, che restituiscono la voce della defunta Principessa del Galles in una fase segnata da tensioni e crescente distanza emotiva dal marito.

Le registrazioni, inizialmente private, furono realizzate dal dottor James Colthurst, amico fidato di Diana, e costituirono la base del celebre libro Diana: Her True Story di Andrew Morton, pubblicato nel 1992.

Un’opera che all’epoca contribuì a scardinare l’immagine tradizionale della monarchia, portando alla luce aspetti fino ad allora rimasti nascosti.

Gli audio segreti della Principessa Diana in tv

La serie di nuovi documentari su Lady Diana, realizzata con la collaborazione dello stesso Morton e di Colthurst, promette un accesso senza precedenti a questo archivio sonoro. Fino ad oggi solo una piccola parte delle registrazioni era stata resa pubblica.

Attraverso questi contenuti, il pubblico potrà conoscere una Diana più complessa e sfaccettata. Non solo icona globale, ma donna consapevole delle dinamiche di potere e delle difficoltà legate al suo ruolo.

Nei nastri emergono riflessioni profonde sul matrimonio, sul rapporto con i figli William e Harry e sulle relazioni con figure centrali della royal family, come la rivale Camilla Parker Bowles e la cognata Sarah Ferguson.

Non mancano passaggi particolarmente delicati, in cui Lady D. affronta apertamente temi personali come la solitudine, la pressione mediatica e i problemi di salute mentale, inclusa la bulimia. Elementi che, già negli anni Novanta, avevano contribuito a offrire una visione più autentica e meno idealizzata della sua figura.

Secondo i produttori, l’obiettivo è restituire una narrazione più umana e diretta, affidata alla stessa voce di Diana: una testimonianza capace di alternare momenti di sofferenza a episodi di leggerezza e ironia, rivelando una personalità resiliente e sorprendentemente lucida.

Il documentario evento e il ritorno di un’icona globale

Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di rilettura storica e culturale della figura di Diana, ancora oggi considerata una delle donne più influenti del XX secolo. Le riprese sono già in corso e la première è prevista per il 31 agosto 2027, data altamente simbolica che coincide con il trentesimo anniversario della sua morte a Parigi.

La serie non si limiterà a proporre i materiali audio, ma offrirà anche un approfondimento sul contesto in cui furono registrati e sulle conseguenze della loro diffusione.

A intervenire saranno alcune persone che hanno fatto parte della cerchia più stretta della Principessa, tra cui l’amica d’infanzia Delissa Needham, il parrucchiere Sam McKnight, l’astrologa Penny Thornton e il ballerino Wayne Sleep.

Già all’epoca della pubblicazione del libro, Andrew Morton aveva sottolineato l’impatto di quelle registrazioni, definendole uno sguardo su “una realtà parallela”, segnata da isolamento e tensioni interne alla corte.

Oggi quel materiale torna a vivere in un formato pensato per una nuova generazione, offrendo la possibilità di ascoltare direttamente la voce di Diana e di comprendere, con maggiore profondità, la complessità della sua esperienza personale.