Infedeltà: quando è davvero tradimento?

L’infedeltà può manifestarsi in forme differenti, provocando traumi nella coppia. L’esperta ci spiega quando l’infedeltà è davvero tradimento e cosa fare per riparare le ferite

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

Spesso, siamo soliti associare l’infedeltà al tradimento fisico. Tuttavia non è sempre cosi, anzi l’infedeltà può avere diverse sfaccettature, motivo per cui ci si può sentire traditi dal proprio partner anche per altri suoi comportamenti, come ad esempio quando ci si trova in un momento difficile o delicato (si sta affrontando una malattia, un trauma fisico o psicologico) e viene a mancare il supporto da parte del partner.

L’infedeltà può essere affrontata con l’EFT (Emotionally Focused Therapy), ovvero un approccio terapeutico di coppia focalizzato sulle emozioni che ha come base la scienza dell’amore, basata su oltre vent’anni di ricerca sulle relazioni di coppia. Si tratta di un intervento di coppia all’avanguardia che ha all’interno un modello per riparare ferite come quelle provocate da un tradimento.

Abbiamo approfondito il delicato argomento dell’infedeltà (e del tradimento), con la Dottoressa Barbara Boselli, Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Specializzata in Terapia di coppia Focalizzata sulle Emozioni.

Cos’è il tradimento

«Il tradimento è quando ci crollano le credenze positive sull’amore, sull’affidabilità dell’altro. Questo ci lascia in un’angoscia profonda e compromette il nostro legame. È solitamente vissuta come un’esperienza devastante, che lacera, anche se non è sempre necessariamente provocata dalla presenza di un’altra relazione» spiega la dottoressa Boselli.

«Il tradimento, infatti, comprende in realtà diverse situazioni. Per esempio, ci sentiamo traditi quando siamo più vulnerabili e abbiamo più che mai bisogno del supporto del nostro partner, nello specifico quando ci chiediamo “ti interessa che sto male? Ci sei quando ho veramente bisogno del tuo supporto?” ed è proprio in queste specifiche situazioni che il partner non c’è.

Ci sono casi, poi, in cui a ferire non è tanto il tradimento fisico in sé quanto la modalità con cui questo viene affrontato una volta scoperto, come ad esempio quando un partner scopre il tradimento e, nonostante il trauma subìto, viene contemporaneamente accusato di averne la piena responsabilità», precisa la dottoressa.

«Altre volte ancora, poi, il tradimento diventa la spia di un malessere celato all’interno della coppia: per esempio, quando si verifica una disconnessione e non si affrontano i problemi faccia a faccia, può succedere che una delle parti cerchi consolazione all’esterno. Si tratta di una strategia per evitare la propria sofferenza all’interno del rapporto, che serve da consolazione immediata in quel momento e che non viene fatta con la reale consapevolezza di ferire l’altra persona: paradossalmente, questa è l’infedeltà che consente (a breve termine) di stare nella coppia, gestendo da soli la sofferenza che si prova dentro il rapporto attraverso una sorta di autoconsolazione», spiega l’esperta.

Il tradimento, quindi, non è provocato esclusivamente dalla relazione con un’altra donna o con un altro uomo, ma può verificarsi anche nel caso di mancato supporto da parte del proprio partner in un momento di fragilità. Tradimento, quindi, è in senso più ampio rottura della fiducia nei confronti dell’altro, rottura che si verifica per diversi motivi tra cui anche l’infedeltà.

«Quel che è certo è che, dopo un tradimento, la relazione non è più la stessa: in questi casi, una psicoterapia ad hoc può aiutare a rimuovere quello che potrebbe diventare un vero e proprio blocco, poiché chi è stato tradito rimane ferito e questa ferita rischia fortemente di ripresentarsi ciclicamente nella storia della coppia» afferma l’esperta.

Quali sono i segnali

«Non è facile capirlo. Ce ne possono essere alcuni: ad esempio, il partner non c’è fisicamente, quindi magari lavora tanto, è molto più impegnato, fatica a trovare del tempo per l’altra persona. Oppure, anche quando presente fisicamente, è assente/lontano dal punto di vista emotivo, sembra pensare ad altro, è schivo nel parlare di sé, di cosa sente o prova, di eventuali disagi o malesseri. In realtà, però, possono anche non esserci segnali ben definiti», continua la dottoressa Boselli.

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«Le domande da porsi quando si intrattiene una relazione con una persona al di fuori della coppia sono: “di cosa ho bisogno? Perché voglio rimanere con la persona che ho tradito? Per comodità, senso di colpa? Ci sono figli ed è meglio così? La storia che ho con questa persona che ho tradito è al capolinea?”.

Le risposte a queste domande sono molto importanti. Tutti ci meritiamo di essere amati e anche chi è stato tradito merita di trovare una persona che possa dargli tutto e che non le stia accanto solo perché ormai si vive insieme da tanto tempo o perché ci sono dei figli. Io suggerisco sempre di fare un percorso per leggersi dentro e capire cosa si vuole davvero.

Se si sceglie di trasformare una relazione extraconiugale in una relazione stabile, bisogna sapere che non sarà facile. La transizione tra relazione clandestina a ufficiale comporta degli scossoni, non nasce in modo sicuro. Il suggerimento è di farsi aiutare a creare questa nuova coppia e renderla un legame sicuro per non perdersi e per non ripetere gli stessi inconsapevoli errori», spiega la dottoressa.

Come superare un tradimento

«All’interno della terapia di coppia focalizzata sulle emozioni, noi utilizziamo un modello specifico in cui acconsentiamo di stare dentro al dolore. La cosa più difficile per chi ha tradito, infatti, è stare nel dolore e nella rabbia dell’altro perché c’è vergogna, si tende a minimizzare nel tentativo di rassicurare il partner. Ma questo fa aumentare la rabbia di chi è stato tradito, non rendendo possibile al partner infedele l’avvicinamento al dolore che si sta provando. In più, questo turbine emotivo non consente di capire cosa stava avvenendo prima e cosa ha messo a rischio il rapporto.

La grande opportunità della terapia di coppia è che, anche chi è stato tradito, riesce a capire la sua parte di responsabilità nell’infedeltà del partner. Quando chi ha tradito riesce a guardare senza vergogna il dolore dell’altro e l’altro riesce a vedere negli occhi della persona che lo ha tradito la sua stessa sofferenza riflessa, allora è possibile riparare la ferita», prosegue la dottoressa Boselli.

La terapia di coppia focalizzata sulle emozioni

«La terapia di coppia focalizzata sulle emozioni è come il dottore che cura una ferita infetta: all’inizio si sente dolore, ma poi la ferita viene disinfettata e guarita dal profondo. Molte coppie preferiscono non parlarne più e voltare pagina, ma chiudere gli occhi e lasciare tutto alle spalle, purtroppo, non significa guarire la ferita: chi è stato tradito spesso non riesce a parlare del proprio dolore perché, come detto prima, lo manifesta con la rabbia; dal canto suo, il partner che è stato infedele si sente in colpa e per difendersi dal dolore si allontana mostrando chiusura oppure fastidio. In questo modo si attiva però un ciclo che non consente di poter guarire la ferita.

La terapia di coppia, invece, permette a chi ha tradito di superare la vergogna e il senso di colpa per stare con la rabbia del partner. Questo fa in modo che chi è stato tradito mostri il dolore che prova, facendo emergere il sincero dolore provato per via del tradimento subìto. Se chi ha tradito vede il dolore, può avvicinarsi ed è questo il momento più importante di riparazione», conclude l’esperta.

In generale quindi, l’infedeltà può presentarsi in diverse forme e può generare un trauma importante, minando così il rapporto stesso. Affrontare la situazione con una terapia di coppia può aiutare entrambe le parti a prendere consapevolezza di quanto avvenuto e a rafforzare il legame.

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