Valentina Giacinti, la lezione di vita di una bomber

Valentina Giacinti, la calciatrice e bomber italiana, contesa dalle squadre di calcio della Serie A femminile

Sabina Petrazzuolo Lifestyle editor e storyteller Scrittrice e storyteller. Scovo emozioni e le trasformo in storie. Lifestyle blogger e autrice di 365 giorni, tutti i giorni, per essere felice

Un rapido sguardo sui media nazionali ci mette di fronte a un nome che, negli ultimi tempi, rimbalza prepotentemente da una parte all’altra. È quello di Valentina Giacinti, già eletta all’unanimità come la regina del calcio. Il suo nome, da oggi, può essere affiancato a quelli di Ronaldo, Messi e Bonucci perché guai a considerare, ancora, questo sport solo per uomini.

In realtà il concetto era già stato scardinato da Patrizia Panico, l’allenatrice di calcio ed ex calciatrice italiana che sognava di diventare Maradona, e che oggi è tecnico della Fiorentina e unica donna nello staff delle sette nazionali maschili.

Così ha fatto anche Valentina, seguendo i suoi sogni straordinari sin da quando era una bambina, e alle bambole preferiva le cose tonde, così da poterci palleggiare. E non si è lasciata di certo spaventare, come forse avrebbero fatto altre, quando si è trovata a giocare come unica donna nella squadra di calcio del suo paese, l’AC Valcavallina di Entranico.

Nasce attaccante, e non solo per il ruolo nel campo che sembra essere cucito su misura per lei e che ha preso forma quando aveva solo 5 anni e suo papà la portò a San Siro, per il match Milan-Juve. Valentina attacca, nel vero senso della parole, e conquista ogni traguardo. Appassionata da sempre di calcio, non perde neanche una partita di campionato e quando questo è fermo, allora, si dedica a quello virtuale, giocando alla play.

Ha scelto così di correre sulla strada dei suoi sogni, un percorso non privo di insidie che l’ha portata ad affermarsi in un mondo che da sempre è considerato per soli uomini. Anche a quei tempi, quando tutto era in divenire, i consigli degli altri erano quelli di dedicarsi a qualcosa di più femminile. Ma la tenacia, questo è ovvio, non le è mai mancata.

Così eccola che a sedici anni esordisce nella Seria A femminile, prima con l’Atalanta e poi con il Napoli. Ma i sogni, per essere considerati tali, hanno bisogno di quel quid in più che Valentina ha trovato in America. A 19 anni, infatti, la calciatrice si è trasferita negli Stati Uniti per giocare a Seattle. Ma il primo amore non si scorda mai, così eccola ritornare in Italia, prima con il Mozzanica e poi con il Brescia.

Nel 2018, invece, la Giacinti indossa la maglia del Milan ed è con quella che raggiunge un traguardo straordinario, quello dei 50 goal. È una bomber, Valentina, ed è suo il compito di far sognare tutti gli appassionati di questo sport con le sue performance, ma è anche il simbolo del movimento femminile, quello che lotta per l’annullamento delle differenze di genere, delle diseguaglianze e degli stereotipi.

Ora di lei parlano tutti, lo fanno per il passaggio dal Milan alla Fiorentina, forse con meno fervore dell’addio al Napoli annunciato da Insigne, e perché è contesa tra più squadre per il suo talento e quel ruolo inarrivabile di attaccante che conta oltre 250 rete in tutta la sua carriera. Parlano di lei come fanno di qualsiasi altro giocatore di calcio, perché il mercato non è più solo dominato dagli uomini.

Valentina Giacinti

Valentina Giacinti

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Valentina Giacinti, la lezione di vita di una bomber