Se dicessimo di essere sorpresi alla prospettiva di ritrovarci ora a spalancare le ante dei nostri armadi per accogliere nuovamente e con sincero entusiasmo la baschina, mentiremmo. D’altronde il mondo dell’haute couture ci ha temprati, nel riesumare ad intervalli regolari voghe oramai semidimenticate insieme a trend passeggeri che mai avremmo voluto rivedere. E, anche se noi tutti ricordiamo l’età d’oro del peplum di una decina d’anni fa circa, fatta di tessuti sintetici rigidi come cartone abbinati a discutibili jeans ultra-skinny e cinturoni elastici a strizzare la vita, sappiamo bene che tutto torna ma mai uguale a sé stesso.
Il grande e affascinante ciclo della moda non smette mai di sorprendere, dando prova che persino i capi più controversi possono rinascere dalle proprie ceneri con grazia e raffinatezza mai viste: oggi, infatti, il peplo è tornato ufficialmente a dominare le tendenze della stagione calda ma spogliato di ogni rigidità passata. La sua versione contemporanea, quella che ci fa battere il cuore all’impazzata, celebra una femminilità fluida, rilassata e squisitamente sartoriale, elevandosi da azzardo geometrico a pezzo più desiderabile, fresco e versatile del momento.
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Sull’epico ritorno del peplo per l’estate 2026, come la baschina si è evoluta per farci perdere la testa
Diciamo definitivamente addio al minimalismo bidimensionale, alle linee piatte e a quella noiosa uniformità che ha regnato per troppi anni. Adesso la moda non si accontenta più della pura linearità ma esige movimento, dinamismo e quel pizzico di sana teatralità quotidiana che solo un taglio scultoreo sa regalare al corpo.
Ebbene sì, in mezzo alle divisive riapparizioni di carattere rétro che hanno punteggiato le ultime stagioni della moda, l’estate 2026 ha riaperto le porte anche al peplo: romantica e al contempo audace, elegante e pure inaspettatamente versatile, la buona vecchia silhouette con balza è tornata a conquistare passerelle e scena urbana con un’attitudine tutta nuova, meno bon ton, più It-girl.
Non si tratta di un semplice vezzo decorativo o di un ritorno nostalgico, bensì di una precisa dichiarazione d’intenti: riappropriarsi dello spazio e del volume attraverso il movimento.
In pedana top e abiti hanno abbandonato la loro natura statica per prendere vita persino da fermi, acquisendo asimmetrie audaci e proporzioni inedite che carezzano i fianchi senza costringerli. È un invito a giocare con lo stile, a riscoprire il piacere della tridimensionalità che cattura lo sguardo, per riscrivere le regole dell’eleganza con un’energia travolgente e a dir poco magnetica.
Se è vero che il cosiddetto peplum ci rimanda immediatamente al panorama moda del primo decennio degli anni Duemila, le sue radici affondano decisamente molto più lontano: questo termine identificativo deriva infatti dall’antica Grecia, precisamente da quella tipica tunica drappeggiata con punto vita segnato.
Da allora le sue riconoscibili linee sinuose ne hanno fatta di strada, talmente tanta che, a dire il vero, ad oggi hanno tutto il diritto di riaffacciarsi nel guardaroba odierno, in chiave ovviamente raffinata.
Come indossare il peplum d’ora in poi, secondo le passerelle di stagione
Capace di coniugare semplicità, eleganza e impatto visivo, questa forma all’apparenza essenziale, pulita, sa trasformare completamente un look: quel caratteristico volume che si apre a partire dal punto vita sembra volerci introdurre ora una dimensione nuova, più scultorea e regale a tratti, senza però risultare eccessivamente costruita.
Basta dare una breve occhiata alle recenti mise di Anne Hathaway, Emily Blunt e Taylor Swift, o anche solo alle passerelle: una delle interpretazioni più emblematiche è quella proposta da Stella McCartney, dove la stilista ha saputo infondere la sua celebre visione di lusso sostenibile e rilassato in pezzi realizzati in leggerissimo popeline di cotone o piqué, ideali per affrontare le temperature più alte senza rinunciare a un profilo scultoreo.
Un approccio, questo, che dimostra come volume possa divenire sinonimo di freschezza, trasformando la classica baschina in un dettaglio fluttuante che si muove a ogni passo, perfetto sia per un contesto urbano sia per le località di villeggiatura.
Spostandoci verso atmosfere più monumentali e rigorose, la sfilata di Alexander McQueen ha offerto una prospettiva radicalmente diversa e di grande impatto visivo. In questo contesto, abbiamo visto il peplo abbandonare ogni decorativismo romantico per diventare una vera e propria opera di architettura tessile, focalizzata su forme arrotondate, a palloncino, a ridefinire la linea dei fianchi.
L’uso di tessuti strutturati come i jacquard e le lavorazioni d’alta gamma ha permesso di creare volumi precisi e quasi futuristici, dimostrando la straordinaria versatilità di un trend capace di oscillare tra la massima leggerezza e l’assoluta precisione sartoriale. Anche Dior lo ha integrato all’interno delle proprie collezioni, declinandolo però secondo un’ottica decisamente più morbida, poetica e vicina alle esigenze di un guardaroba quotidiano e iper-femminile.
Le creazioni scese in pista hanno evidenziato un uso sapiente dei panneggi e delle asimmetrie, dove il peplo non era un blocco a sé stante, al contrario nasceva organicamente dal corpo del capo in questione, sfumando dolcemente verso l’orlo. Una scelta stilistica che si sposa magnificamente con la tavolozza cromatica di stagione, dominata da tonalità vivaci e luminose ad esaltare la tridimensionalità dei tessuti senza mai appesantire l’insieme visivo.
A tal proposito, il peplum top di Anna October era in satin rosa confetto e con tanto di coppe sagomate, tra il romantico e il seduttivo, indossato sopra a pantaloni ampi e neri.
Da Ashlyn, invece, si era vista arrivare una carrellata di canotte con il bordo svasato tra jeans, cotone organico e cady di seta plissé. Minimalismo, sì, ma con una marcia in più.
Ma attenzione: perché questa ritrovata passione estiva non è che un’esercitazione. Il meglio arriverà il prossimo autunno/inverno, e sono le grandi maison a raccontarcelo: Carolina Herrera e Chloé hanno proposto il peplo in versioni eclettiche quanto sofisticate, abbinate a denim, pantaloni coordinati o shorts a fantasia. Insomma, ne vedremo delle belle. Conviene prepararsi a dovere.