Il capoluogo lombardo è pronto a riprendersi il suo scettro. Dal 24 febbraio al 2 marzo, la città diventa la passerella su cui sfila il futuro dello stile in occasione della Milano Fashion Week Donna, dedicata alle Collezioni Fall/Winter 2026/2027. Molto più di una rassegna di abiti, un rito collettivo tra l’eleganza sussurrata della tradizione e l’urlo creativo delle nuove generazioni.
Il calendario delle sfilate da non perdere
Divisa tra i palazzi storici del centro e le ex aree industriali riconvertite in templi del design, questa edizione promette di esplorare il dualismo tra rigore e libertà. Dai debutti più attesi alle conferme dei grandi maestri, ogni passerella è un capitolo di un racconto che parla di moda ma anche di desideri. In definitiva, di come sceglieremo di apparire nel prossimo inverno.
La Milano Fashion Week 2026 si apre martedì 24 febbraio sotto il segno dell’innovazione e del supporto ai giovani talenti, con l’inaugurazione del Fashion Hub. Alle 16:00 il primo fashion show di Diesel (via Moncucco, 35): Glenn Martens continua a spingere l’acceleratore su un lusso “raw” e anticonformista, trasformando il denim in una forma d’arte scultorea. Da segnare nche l’appuntamento dalle 15:00 alle 20:00 con Weinsanto, presso il Fashion Hub a Palazzo Morando, parte dell’iniziativa New Gen, New Ethos, che accende i riflettori sui creativi emergenti.
Tra gli appuntamenti più interessanti, abbiamo selezionato questi per voi.
Mercoledì 25 febbraio
Jil Sander. Lucie e Luke Meier portano in scena la loro visione purista, fatta di tagli architettonici e materiali di una qualità senza compromessi (ore 10:30);
Fendi. La maison romana celebra il lusso discreto, traendo ispirazione dal suo archivio storico per creare capi moderni ed estremamente desiderabili (ore 14:00, via Solari, 35);
Missoni. L’iconico brand dei motivi a zig-zag e della maglieria colorata presenta la sua nuova visione creativa (ore 16:00, piazza degli Affari, 6);
Etro. La ricerca tessile di Marco De Vincenzo si esprime in un caleidoscopio di stampe e texture che fondono heritage e sperimentazione (ore 19:00, piazza Lina Bo Bardi, 2);
MM6 Maison Margiela. Linee destrutturate e un approccio “ready-when-worn” per chi cerca uno stile concettuale e mai banale (ore 20.00).
Giovedì 26 febbraio
Max Mara. Il “power dressing” per eccellenza. Aspettatevi cappotti avvolgenti e una palette cromatica ispirata alla natura e alla solidità (ore 9:30, via Piranesi, 14);
Prada. Miuccia Prada e Raf Simons continuano a interrogarsi sul significato della moda oggi, creando capi che diventano istantaneamente oggetti di culto (ore 14:00, via Lorenzini, 14);
Emporio Armani. Re Giorgio è venuto a mancare, ma la passerella è ancora sua e raddoppia, con le sue immortali linee capaci di vestire con eleganza ogni generazione. Eredità raccolta dalla nipote Silvana (ore 16:00 e 17:00, via Bergognone, 59).
Marni. Un’esplosione di creatività ludica, dove le forme diventano astratte e i colori raccontano una storia di libertà assoluta (ore 18:00, viale Umbria, 42);
Roberto Cavalli. Glamour allo stato puro, la serata si accende con stampe ruggenti e abiti pensati per non passare inosservate (ore 20:00, via Enrico Cosenz, 11).
Venerdì 27 febbraio
Tod’s. L’elogio del tempo e della sapienza artigianale, per un’eleganza rilassata che parla di una vacanza italiana infinita (ore 09:30, via Palestro, 14);
Gucci. La nuova direzione di Demna Gvasalia prosegue nel solco di una sensualità concreta e contemporanea, tra pezzi d’archivio rivisitati e nuovi must-have (ore 14:00, piazza VI Febbraio);
Moschino. Adrian Appiolaza continua a giocare con i codici della maison, offrendo una moda che è anche un commento ironico sulla società (ore 17:00, via Olona, 4);
GCDS. Tra riferimenti alla cultura pop e una maestria tutta italiana, Giuliano Calza porta in passerella la sua “fabbrica dei sogni” (ore 19:00, via Piranesi, 14).
Sabato 28 febbraio
Ferragamo. Maximilian Davis esplora le radici del brand fiorentino traducendole in accessori e abiti dal taglio impeccabile e moderno (ore 11:30, viale Emilio Alemagna, 6);
Dolce&Gabbana. Una sfilata che è sempre un inno all’amore per l’Italia, tra pizzi raffinati e sartorialità rigorosa (ore 12:30, viale Piave, 24);
MSGM. Un concentrato di energia pura, dove la musica e la strada si fondono in abiti pronti per essere vissuti e ballati (ore 17:00, via Orobia, 26);
Bottega Veneta. Riflettori puntati su Louise Trotter, che ha saputo infondere alla maison un nuovo rigore artigianale e una raffinatezza contemporanea straordinaria (ore 20:00).
Domenica 1 marzo si chiudono le sfilate “fisiche” della Milano Fashion Week 2026, con due appuntamenti imperdibili di nuovo dedicati a Giorgio Armani: la doppia sfilata in via Borgonuovo, 21 (ore 11:30 e 12:30) è il momento in cui la città si ferma per ammirare la sua perfezione. L’ultima giornata, lunedì 2 marzo, è dedicata esclusivamente alle collezioni digitali, permettendo a designer emergenti e internazionali di mostrare le proprie visioni attraverso il video.
Gli eventi, oltre la passerella
La Milano Fashion Week è anche l’occasione perfetta per riscoprire il legame tra moda e cultura, attraverso eventi e mostre di respiro internazionale. Tra quelle in programma, ricordiamo Anselm Kiefer. Le Alchimiste, una potente riflessione artistica a Palazzo Reale (piazza del Duomo, 12), Mona Hatoum. Over, Under and In Between, l’arte contemporanea trova casa alla Fondazione Prada (Largo Isarco, 2) e Giovanni Gastel. Rewind, un omaggio doveroso al fotografo che ha saputo immortalare la grazia e l’eleganza italiana, a Palazzo Citterio (Via Brera, 14).