Genitori ed insegnanti: quel rapporto speciale da recuperare

Ogni giorno, i nostri figli varcano l’ingresso di quel luogo che li custodirà per molte ore. Alla base di questo passaggio di consegne c’è sempre stata una fiducia cieca. È arrivato il momento di recuperarla.

Foto di Giorgia Marini

Giorgia Marini

Blogger e Content Editor

Mamma Blogger, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore molto incasinata, stop.

Noi genitori e loro, gli insegnanti, fino all’altro ieri un rapporto di fiducia cieca, impossibile da scalfire, ad oggi minato da troppi episodi bui. È arrivato il momento di recuperare un legame di valore per fare un lavoro di squadra, imprescindibile, al fine di ottenere il migliore del risultati.

Ogni mattina, cinque giorni su sette, per gran parte dell’anno, noi genitori accompagniamo i figli a scuola. Per anni, dal nido alle elementari, le braccia dei genitori incrociano quelle degli educatori, dei maestri. Dalle nostre braccia alle loro, attraverso un passaggio fisico, tutt’altro che metaforico, affidiamo i più piccoli che, sotto i nostri ed i loro occhi, diventano adulti. Affidiamo, per ore che diventano anni, ciò che abbiamo di più prezioso, in uno spazio fatto di crescita, educazione, relazione fra pari ed autorità, troppo spesso paragonato ad un parcheggio. Bambini a scuola che vengono raccontati come pesi da sistemare in un luogo come un altro.

Dalle medie alle superiori, le cose apparentemente cambiano. Difficilmente, in queste età,  saremo davanti ai cancelli di scuola, monitorando che nostro figlio varchi il portone al suono della campanella ma, di fatto, ancora una volta, con un grande atto di fede, affidiamo i nostri ragazzi alla scuola. Un rapporto, quello tra la scuola ed i ragazzi, in questo periodo della loro vita, estremante delicato, fatto di ogni tipo di scoperta, nuovi approcci e prime grandi contestazioni e provocazioni. È tutto nel pacchetto scuola, eppure, nell’ultimo periodo, qualcosa è cambiato.

Per anni, il rapporto scuola – famiglia, insegnanti e genitori si basava su un atto di fede ben riposto e mai messo in discussione. Anzi! Numerose generazioni di figli potrebbero raccontare quanto fosse insindacabile il giudizio del maestro, del professore. Nel merito di una materia o nella condotta, solo un soggetto aveva voce in capitolo: il docente. Nessun genitore si sarebbe mai permesso di giudicarlo, interferire, interrogarlo o addirittura aggredirlo. La scuola era sacra come la famiglia. Aveva la stessa forza, la stessa autorevolezza. Il legame fra genitori ed insegnanti era di stima reciproca e di collaborazione.

rapporto scuola famiglia
Fonte: iStock
Scuola

Scuola e famiglia, in un conflitto perenne

Poi qualcosa è cambiato. Si è rotto un meccanismo. Deve essere stata una piccola crepa, impercettibile, perché nessuno se ne è accorto. Deve essere stata interpretata come un’evoluzione dei costumi che vedeva genitori più presenti e preparati, da un lato, con l’intento di aiutare gli insegnanti e loro, dall’altro, troppo vicini ai ragazzi, per modi e comunicazione.

Un grande errore di valutazione, invece: il rapporto fra scuola e famiglia, da quel momento, è diventando un rapporto di ingerenza, dove il genitore si sente di poter e dover intercettare l’attenzione del docente, ogni qualvolta non condivida un metodo e, viceversa, quest’ultimo ha alzato muri e barriere, per difendersi anche dalla più semplice delle domande.

Il rapporto tra la scuola e la famiglia, così come eravamo stati abituati a conoscerlo si è sgretolato. La scuola è diventata il parcheggio, chi ci lavora, dei lavativi. La famiglia è diventata un nucleo di cattiva comunicazione, i ragazzi, dei bulli. Così raccontano i giornali, la televisione, la cronaca.

L’uso dei cellulari, la ripresa e la condivisone dei video, gli schiaffi, le aggressioni, le denunce. Famiglia e scuola, da alleate ad acerrime nemiche. In un gioco nel quale ci si fa male a vicenda, e non si sa più neanche chi ha abbia cominciato.

Le gonne troppo corte. Mia figlia si veste come vuole.

La chat violenta. Mio figlio fa quello che vuole.

Il video intimo della maestra, condiviso illegalmente. Cacciamola dalla scuola.

Nessun dialogo. Solo botta e risposta, senza ascoltarsi.

Genitori che prendono a pugni per un voto. Maestri e professori diventano ragazzi fra ragazzi.

Ma è solo questa la scuola? Siamo sicuri che l’unica narrazione sul legame scuola- famiglia sia solo negativa?

No, non ci crediamo. Non è possibile che non vi sia più lo spazio per una stima reciproca, tutt’altro che accessoria. È arrivato il momento della tregua, quello nel quale dare la giusta luce ed il giusto spazio alla normalità del quotidiano.

A quel figlio che viene pungolato per impegnarsi di più, da parte di entrambi. A quel figlio il cui duro lavoro va lodato, da entrambe le parti. A quei genitori che chiedono aiuto per una situazione complicata, e trovano chi li ascolta. A quell’insegnante che passa un momento complicato, e trova mamme e papà pronti a dargli una mano.

rapporto scuola famiglia
Fonte: iStock
Scuola

Una relazione, fra genitori ed insegnanti, da recuperare

Cominciamo a dire grazie a chi è aperto al dialogo, alla solidarietà. A trattare i nostri figli come i propri, nell’autorevolezza e nella dolcezza. Cari educatori ed educatrici, maestri e maestre, professori e professoresse, grazie. Grazie perché vi sta a cuore nostro figlio. Grazie perché valorizzate nostra figlia. Grazie per l’entusiasmo e la voglia di cambiare le cose, in una scuola rimaneggiata ed abusata da chiunque passi.

Fate il lavoro più bello del mondo, maneggiate il futuro, in un presente spesso incerto, cercate di  abbattere stereotipi, pregiudizi, iniettando la cultura e l’educazione. Grazie ai giovani pieni di voglia di fare, di cambiare, felici per quella cattedra attesa, a quelli più maturi che hanno una vista di insieme in grado di fare la differenza, di paragonare e trovare un nuovo modo di insegnare.

Certo, non siete tutti uguali, come non lo siamo neanche noi od i nostri figli, ma è arrivato il momento di dare spazio alla normalità, non alle sbavature, ai reati, alle sanzioni amministrative. Non dobbiamo più arrenderci ad un unico racconto, quello di un rapporto strappato fra noi e voi.

Grazie  per averci riconsegnato i bambini ed i ragazzi, dopo un anno scolastico sempre in bilico, più grandi, più curiosi, più intelligenti, più intraprendenti. Se mettessimo a confronto lo scatto che immortalava il loro ingresso a scuola con quello dell’ultimo giorno, sarebbe facile constatare come sono cambiati i loro visi, i loro occhi, come siano cresciuti in altezza e misure. La meraviglia, custodita al loro interno, non è visibile ad occhio nudo, ma è fatta di tutto quello che gli avete dato e noi con voi. In quel rapporto speciale, genitori ed insegnanti, assolutamente da recuperare.