I libri più belli con protagoniste donne

I libri con protagoniste le donne possono essere davvero coinvolgenti: ecco i titoli imperdibili da leggere subito

Leggere apre la mente si sa, e fa rivivere le stesse storie delle proprie antenate, poco importa se decenni o secoli dopo. I libri con donne protagoniste sono a volte quelli in cui ci si immedesima così tanto nel personaggio, da dimenticare che si tratta di un romanzo. Quando poi si ricalcano le vicissitudini reali, lì veramente si ha l’impressione di vivere due volte. Uomini e donni sono uguali e diversi nello stesso tempo, può suscitare grande emozioni uno scrittore, ma quando si tratteggia l’universo femminile, una donna ne sa intuire senza dubbio i tratti con maggior precisione.

Facile in questi casi trovare una vera e propria fonte di ispirazione, o persino un modello a cui ispirarsi o una realtà in cui lasciarsi trasportare, poco importa se si tratta di un romanzo storico, giallo, di fantascienza o di percorso spirituale. Continua a leggere per immergerti in questa carrellata di storie diverse ma tutte vissute da donne come te.

“La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola”, Raphaelle Giordano

Si presenta come un romanzo riflessivo che tocca l’argomento delle scelte e di quanto queste possano influenzare la vita più di quanto di pensi. La scrittrice, Raphaelle, porta la lettrice all’interno di un vortice di considerazioni profonde, ma pratiche, sull’importanza che una singola scelta può comportare sul proprio percorso, andando a sviscerare tutte quelle direzioni obbligate che si è dovute prendere senza il minimo battito di ciglia e quelle al contrario che si sono prese di pancia ed hanno portato magari sulla cattiva strada.

Un intreccio di riflessioni a voce alta che sembrano ricalcare la massima del famoso “Faber est suae quisque fortunae”, ognuno è l’artefice del proprio destino. Un modo per crescere, per responsabilizzarsi nel senso letterale della parola, per capire fino in fondo quanto vivere significhi assumere le conseguenze dei sì o dei no fatti nel corso degli anni, anche e soprattutto quando si commettono errori. Un antidoto contro tutti gli atteggiamenti di autocommiserazione, di piagnistei e di lamenti inutili per affrontare la difficoltà a testa alta, cercando di guardarsi indietro il minor numero di volte possibile.

“Il diritto di contare”, di Harper Collins

Il romanzo che vede la firma di Margot Lee Shetterly narra le vicissitudini di un quartetto di donne, accomunate dalla passione per la scienza, sullo sfondo della Guerra Fredda. Dopo esser state accettate dalla NASA in seguito alla carenza degli uomini arruolati nelle forze armate, hanno dovuto lottare con le unghie e con i denti per annientare i pregiudizi legati al mondo femminile in un mondo solo ed esclusivamente maschile.

Una storia avvincente di come ce ne sono a centinaia, ma qui si condensano le sorti dell’universo in rosa tramite una struttura a quattro, potenziando ancora di più il risultato finale. Alla fine le donne -occorre dirlo? – verranno accettate all’interno della squadra, confermando e anzi ribaltando i pregiudizi iniziali di inferiorità, dimostrando di essere al pari se non al di sopra dei concorrenti predecessori.

“Un libro sule donne di ieri e di oggi: storie della buona notte per bambine ribelli”, Elena Favilli e Francesca Cavallo

Un vero e proprio caso editoriale nonché uno dei libri su donne in carriera più acclamati: si parla di un grandissimo successo quello testimoniato dal racconto a voce alta di tante storie al femminile rivisitate e facilitate per formare le giovani ragazze. Un modo avvincente per divertire ed istruire allo stesso tempo, per porre basi etiche e costruttive alle generazioni di oggi che guardano con soddisfazione ai vecchi principi di una volta. Elena Favilli e Francesca Cavallo sono state intelligenti nel saper trasporre storie vere in modo semplice ed accattivante tramite narrazioni concise, semplici, con l’aiuto delle figure, per superare assieme i limiti di genere.

Le protagoniste sono tante: astronaute, scienziate, politiche o comunque attiviste, ma anche semplici insegnanti, sportive o artiste. Un universo in rosa, diverso per interessi e formazione, la cui vita sembra formare un tutt’uno in linea con la libertà d’espressione. Un modo avvincente per conoscere da vicino le possibilità che ogni donna ha.

“Una biografia di Frida Kahlo”, Hayden Herrera

Ci si sta per inoltrare ora nella biografia di un’artista che difficilmente non si conosce: anche se non si è mai letto il suo percorso, senza dubbio sarà capitato di partecipare ad una delle sue esposizioni o di vedere un suo ritratto. Già il titolo appare di per sé eloquente: non “la” biografia, ma “una” biografia, come a voler suggerire che nella vita di una singola artista in realtà si celino quelle di tante altre vite comuni. Il risultato non è scontato: la vita di Frida è stata ampiamente analizzata, ma l’autrice è una penna scaltra e il compito le riesce più che bene, è in grado di raccontare le principali tappe evolutive di Frida come donna-artista, senza mai annoiare.

Non solo, ma va oltre: analizza spunti e prospettive per dare maggior impulso al suo percorso biografico, sollecitando nuovi ragionamenti e mettendo ancora una volta sotto i riflettori l’anima ribelle e spiccatamente femminista. Una donna dal carattere sagace ed intelligente che ha subito un grave incidente e che ha lottato, come tutte ma con una sua unicità, tra difficoltà e momenti di gioia. Un modello di vita per tanti lati da seguire, una persona che nonostante le sue criticità ha sempre tenuto testa agli altri, come donna e come persona.

“L’amica geniale”, Elena Ferrante

Il fulcro principale da cui tutto si diparte, è la solidarietà femminile; il testo si configura così come uno dei libri sull’amicizia tra donne più apprezzati. Elena Ferrante è l’autrice misteriosa della saga de “L’amica geniale”, un’opera fortunata che ha avuto anche il merito di dar vita ad una pellicola. Lo sfondo dietro cui si alternano gli eventi è una Napoli devastata dal dopo guerra. Il racconto, suggestivo ed accattivante, prende in analisi la vita di due bambine che, nonostante le criticità e gli eventi avversi classici del periodo, riescono a mantenere saldo il loro legame d’amicizia e addirittura a rinsaldarlo più forte di prima. Un esempio di come la vera amicizia sia in grado di superare anche l’insuperabile.

“Il catalogo delle donne valorose”, Serena Dandini

“Il catalogo delle donne valorose” si inserisce nella cornice della narrativa in rosa italiana. L’autrice, Serena, compie un lavoro magistrale nel raccogliere le testimonianze -seppur brevi e concise- di alcune biografie dietro cui si celano nomi e cognomi che hanno contribuito a scrivere la storia del nostro paese. Come spesso accade, vengono messi nero su bianco solo le maggiori personalità di spicco, o i portavoce dei grandi cambiamenti, ed altri vengono lasciati al margine per poi essere dimenticati.

È una questione di semplice limite nella possibilità di archiviazione dei dati, eppure quelle persone hanno combattuto per arrivare a conquistare diritti sociali di cui ora tutte godono come gli altri. È quindi a buon diritto che la scrittrice rende omaggio alle biografie della giornalista italiana Ilaria Alpi -rimasta uccisa a Mogadiscio-, della studentessa Sophie Scholl -che ha lottato contro il nazismo-, e di Matyam Mirzakhami, iraniana, la sola donna ad aver ottenuto la Medaglia Fields, l’equivalente del Nobel nel campo della matematica.

“Una donna”, Sibilla Aleramo

“Una donna” è un libro con protagoniste donne utile per poter capire fino in fondo l’emancipazione femminile vissuta in prima linea. Si è di fronte non ad un semplice testo firmato in rosa, ma – stando al parere di molti critici- ad uno dei primi libri femministi in Italia. “Una donna” analizza tutte le sfaccettature del mondo al femminile: l’esser madre, sorella, figlia, sposa, tanti ruoli accomunati da un’unica sensibilità. Il libro del 1906 vuole però metter in risalto sia l’unicità che le peculiarità di tutti i ruoli.

Diversi ma allo stesso tempo uguali, denunciano ognuno le proprie libertà e diritti, perché prima di esser donne si è sempre persone. Un grido alla propria individualità, al diritto che le donne hanno a formarsi e a lavorare esattamente come gli uomini, anche e soprattutto quando questo può voler dire lottare contro le regole sociali discriminanti.

“La donna che scriveva racconti, storie vere ma inventate”, Lucia Berlin

“La donna che scriveva racconti” rappresenta uno di quelle opere da leggere e rileggere, in cui la scrittrice di origini americane accompagna la lettrice mano nella mano, dandole la libertà ora di avvicinarsi, ora di allontanarsi, a seconda del grado di empatia creato con la protagonista. Uno dei libri su storie di donne più loquace, con storie diverse l’una dall’altra, e per questo non sempre accolte a braccia aperte: alcuni eventi, seppur accattivanti, mettono in risalto le contraddizioni e le angosce del mondo femminile, capaci di suscitare anche un certo effetto di sdegno.

Un intreccio di emozioni legate ad ogni singola protagonista, che alla fine chiameranno all’appello la lettrice, che si chiederà cosa avrebbe fatto al suo posto, se avesse o meno accettato quel compromesso e cosa sarebbe accaduto se non fosse stata in grado di dir di no. E tu, in quale vita ti riconoscerai?

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