Mazda CX-60, il lusso gentile dell’Abruzzo

Tra borghi, natura e filosofia giapponese: il viaggio esperienziale di Mazda CX-60

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Foto di Serena Cappelletti

Serena Cappelletti

Giornalista specializzata in automotive

 

Secondo voi è possibile che un SUV sia in grado di raccontare un territorio? Nel caso di nuova Mazda CX-60 la risposta è sì.

Il viaggio organizzato da Mazda tra le montagne e i borghi d’Abruzzo non è stato soltanto un test drive, ma un’immersione in un modo diverso di vivere l’auto: più lento, più autentico, più umano. Un percorso fatto di paesaggi silenziosi, ospitalità raffinata e filosofia giapponese che si è intrecciata alla tradizione italiana, dove ogni dettaglio è stato studiato per creare armonia.

 

L’Abruzzo come metafora del cambiamento

È possibile capire in profondità un’auto quando la si porta lontano dalla città. Nuova Mazda CX-60 ha scelto l’Abruzzo per raccontarsi, e non è stato un caso. Strade morbide che attraversano colline, piccoli paesi di pietra, silenzi quasi cinematografici e quella sensazione di spazio che oggi sembra diventata un lusso raro.

Mazda CX-60, il lusso gentile dell’Abruzzo
Redazione DiLei
Mazda CX-60, tra le montagne dell’Abruzzo

Costruito il viaggio attorno al concetto giapponese di Kaizen, il miglioramento continuo, per Mazda è stato facile. Innanzi tutto, è partita dalla somma di piccoli affinamenti che rendono tutto più naturale, più fluido, più elegante. Quello che poi esattamente succede a bordo di CX-60.

Guidare con leggerezza, ma senza rinunciare al carattere

La sensazione, appena si parte, è quella di una grande calma. CX-60 resta un SUV importante nelle dimensioni, ma riesce a muoversi con sorprendente naturalezza. Mazda ha lavorato sulla taratura delle sospensioni e degli ammortizzatori per rendere la guida ancora più equilibrata tra comfort e precisione.

Il risultato è una vettura che accompagna il viaggio senza mai stancare. Anche sulle strade di montagna abruzzesi, dove curve e dislivelli diventano continui, il SUV giapponese mantiene sempre compostezza e fluidità.

E poi c’è il silenzio. Quello vero. I nuovi vetri anteriori isolanti riducono i fruscii aerodinamici e il rumore del traffico, trasformando l’abitacolo in una specie di salotto in movimento.
Perfetto per chi ama viaggiare ascoltando musica, parlando senza alzare la voce o semplicemente guardando il paesaggio fuori dal finestrino.

Interni sartoriali e dettagli che fanno atmosfera

La parola giusta qui è “artigianalità”. Perché su CX-60 nulla sembra casuale. Mazda continua a seguire quella filosofia giapponese che mette al centro la persona e il piacere sensoriale.

Le nuove finiture color tan delle versioni Homura e Homura Plus sono tra gli elementi più affascinanti: pelle nappa trapuntata, volante bicolore e dettagli effetto suede creano un’atmosfera sofisticata.

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Mazda CX-60, gli interni eleganti e sofisticati

È un lusso discreto, mai ostentato. E proprio per questo estremamente contemporaneo.

Anche la tecnologia segue la stessa logica: Alexa integrata, navigazione evoluta con aggiornamenti gratuiti per sette anni e sistemi di assistenza pensati per semplificare davvero la vita quotidiana.

Aielli, il borgo che ha trasformato i muri in stelle

Uno dei momenti più sorprendenti del viaggio è stato l’arrivo ad Aielli, il celebre “Borgo Universo”. Un piccolo paese della Marsica diventato simbolo di rinascita culturale grazie all’arte urbana.

Qui i murales colorano le facciate delle case raccontando astronomia, letteratura e immaginazione. Passeggiare tra le sue stradine dà la sensazione di entrare in un museo a cielo aperto, dove il passato dialoga continuamente con il futuro.

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Mazda CX-60, tra le stradine di Aielli

Ed è interessante come Mazda abbia scelto proprio questo luogo per raccontare la sua evoluzione: un brand che cambia senza perdere identità, proprio come Aielli.

CX-60 sembra inserirsi perfettamente in questo contesto. Moderna, tecnologica, ma ancora legata a un’idea molto “umana” dell’automobile.

Santo Stefano di Sessanio, dove il tempo rallenta

Se Aielli rappresenta il cambiamento creativo, Santo Stefano di Sessanio racconta invece la bellezza della conservazione autentica.

Il borgo medievale, rinato dopo il terremoto, mantiene intatta la sua anima fatta di pietra, silenzio e piccoli dettagli. Qui Mazda ha scelto il Sextantio Albergo Diffuso come simbolo dell’ospitalità giapponese omotenashi: cura sincera dell’ospite, attenzione, rispetto del contesto.

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Mazda CX-60, il percorso all’interno del Borgo Medievale

E in effetti la sensazione è proprio quella di un lusso diverso. Fatto di materiali autentici, luce naturale e tempi lenti. Un po’ come succede dentro CX-60.

Sostenibilità senza rinunciare al piacere di guida

Mazda continua a seguire una strategia “multi-solution”, senza sposare un’unica strada verso l’elettrificazione. Le versioni diesel di CX-60 sono oggi omologate per il carburante rinnovabile HVO100, ottenuto da oli vegetali riciclati.

Durante l’evento in Abruzzo, le vetture sono state rifornite proprio con HVO, permettendo una riduzione stimata delle emissioni di CO₂ del 77% sull’intero ciclo wheel-to-wheel.

Un approccio concreto, pragmatico, Perché Mazda continua a credere che sostenibilità e piacere di guida possano convivere senza compromessi.

Il viaggio conta ancora

In fondo, il messaggio più bello di questa esperienza è forse proprio questo: tornare a vivere il percorso come parte importante della destinazione.

Nuova Mazda CX-60 ci ha insegnato l’importanza delle sensazioni, della qualità percepita, del benessere a bordo e lo ha fatto attraverso la scoperta del territorio, un invito a rallentare, assaporare la strada e a godersi il viaggio.

In collaborazione con Mazda