Come coltivare un bonsai nel modo corretto

Il bonsai è una pianta molto forte e longeva che ha conquistato tantissime persone: ecco tutti i consigli per curarlo al meglio

Bonsai, come iniziare se si è amanti di questo tipo di pianta ma non la si conosce? La parola bonsai ha un significato che testimonia le sue lontani origini giapponesi: significa “piantato in vaso piatto”. Si indica con tale parola una pianta in miniatura, mantenuta così modesta nelle sue proporzioni grazie ad una continua cura ma soprattutto alla loro grande capacità di adattamento. Il bonsai è una delle piante che senza dubbio riscuote maggior successo, hanno radici molto antiche e si presentano ad oggi in tantissime varietà, così tante che chiamarle semplicemente bonsai, per un pollice verde esperto, non è indicativo.

Per chi non è del mestiere, è possibile senza dubbio dedicarsi alla cura di un bonsai, ma tra le varie specie è consigliabile un bonsai ficus ginseng, un mini albero capace di adattarsi a diverse condizioni climatiche e resistente anche a mani meno esperte. I punti da tenere a mente per poter far sopravvivere il bonsai sono consigli ad hoc, criteri che prestano un’attenzione diversa in base alle singole esigenze in termini di luce, frequenza di irrigazione, concime, potatura e via discorrendo.

Bonsai: l’importanza della luce

All’esterno generalmente non si pone il problema della luce, a meno che le fronde degli alberi vicini o altre coperture ne impediscano il passaggio. Il discorso deve essere ribadito per lo più per i bonsai da interno: chi più e chi meno, ma tutti hanno bisogno del sole. Non basta lasciarlo in prossimità di un’apertura verso l’esterno, l’area deve essere comunque soleggiata.

Luce sì, ma non troppa. Posiziona la pianta in un luogo soleggiato, magari in una finestra verso sud. Ovviamente, tra l’interno e l’esterno, meglio prediligere l’esterno, anche se si tratta di un semplice balcone andrà benissimo. L’importante, è non incastrarlo in prossimità dei vetri delle finestre: il sole potrebbe surriscaldare le pareti e rovinare la parte a contatto con le foglie.

Ad ogni modo, è bene sempre prendere in esame il tipo specifico di pianta ed informarsi sulle sue specificità: per alcune l’esposizione potrebbe non essere l’ideale, se si ha una pianta sciafila, ad esempio, meglio evitare troppo sole. Al contrario, quando l’intensità della luce è troppo bassa, gli alberi non muoiono nel giro di poco tempo, ma la crescita si riduce, fino a causare l’indebolimento. Nel caso del bonsai ficus ginseng, si tratta di una pianta dalle grandi capacità di adattamento.

Come innaffiare un bonsai

La frequenza di irrigazione è di circa una volta ogni 3 giorni, ma questa è solo una regola di base generale che non può essere applicata per ogni evenienza. La targhetta applicata sul bonsai è indicativa, ad influenzare la quantità d’acqua intervengono la dimensione della pianta, il clima, il periodo dell’anno nonché il tipo di terriccio. Anzi tutto, impara a capire quando la pianta ha bisogno di acqua, bagnandola solo quando il terreno diventa asciutto. Usa il dito e immergilo nel terreno a circa 1 cm di profondità: dalla percezione tattile, con il passare del tempo, imparerai a capire quando deve essere innaffiata soltanto a colpo d’occhio.

Ma come innaffiare un bonsai? Finché non fuoriesce l’acqua dal drenaggio, aiutandoti con un soffione sottile che non causi la fuoriuscita di terriccio o acqua. L’ideale sarebbe l’acqua piovana, ma se non hai un sistema di raccolta, puoi benissimo usare l’acqua del rubinetto. Se si è in più persone all’interno della casa, meglio che se ne prenda cura una sola persona per evitare di annaffiarla troppo o magari troppo poco.

Temperatura e umidità

I bonsai, essendo alberi tropicali, necessitano di temperature abbastanza elevate durante tutto l’anno, la temperatura media si aggira introno ai 20°. I bonsai subtropicali possono resistere anche temperature lievemente inferiori. Un altro fattore da non tralasciare è l’umidità.

Saper mantenere un bonsai tropicale vuol dire cercare di ripristinare le condizioni originali con un’umidità relativamente alta, logicamente si parla di habitat lontani da ogni abitazione nella media, a maggior ragione che spesso, durante la stagione estiva, si ricorre all’ausilio di condizionatori o, durante l’anno, a deumidificatori. Per questo, esiste un rimedio: è possibile aumentare l’umidità lasciando la pianta su un vassoio con acqua, nebulizzando un paio di volte al giorno. Aiuta il bonsai tramite la giusta circolazione d’aria. Come regola di massima, cerca di riporre la pianta in un luogo che abbia temperatura e umidità costanti durante la giornata.

Come concimare un bonsai

È necessario – o per lo meno in grado di migliorarne lo stato generale – pensare anche a concimare il bonsai: in natura, infatti, le piante hanno la capacità di assorbire le sostanze nutritive di cui hanno bisogno tramite le radici che si allungano a dismisura. Se si ha un bonsai tra le mura domestiche o all’esterno, ma costretto comunque in un vaso, potrà nutrirsi solo ed esclusivamente di ciò che gli arriverà dall’alto, o dal basso, attraverso la terra.

Il concime consiste principalmente in azoto (N), fosforo (P) e potassio (K): il giusto rapporto all’interno del trittico è uno degli ingredienti segreti da saper dosare in base a tipo di pianta nonché alla stagione. Si concima dall’inizio della primavera fino a metà autunno, mentre gli alberi da interno possono essere trattati durante tutto l’anno, a meno che non si tratti di piante malate: in tal caso evitare del tutto la concimazione a meno che non si è esperti.

Se ti stai chiedendo quale fertilizzante scegliere, sappi che più o meno le sostanze per bonsai saranno le stesse per le altre piante, ciò che cambia è la proporzione, per una riuscita ottimale è quindi consigliabile affidarsi a fertilizzanti ad hoc. Durante la stagione calda, prediligi un concime equilibrato (ad esempio NPK 10:10:10), durante l’autunno meglio uno rinforzante (NPK 3:10:10). La scelta ricade anche sul tipo di effetto che si desidera sollecitare: per facilitare la fioritura, il potassio è un ottimo alleato, mentre per gli alberi che hanno qualche anno meglio usare una dose più moderata di azoto.

Come rinvasare un bonsai

La frequenza del rinvaso varia a seconda della dimensione del vaso e della dimensione dell’albero. Se hai optato per una pianta a crescita rapida, ad esempio, dovrai fare il rinvaso ogni uno o due anni, se invece si parla di uno bello maturo, il tempo si allarga all’interno di una forbice dai 3 ai 5 anni. Ma come sapere, al di là del conteggio, quando fare il rinvaso? Arriva l’ora quando le radici circondano tutta la pianta.

Sfrutta la stagione primaverile per il rinvaso, quando è ancora in letargo, per non causare traumi. A tal proposito, adottare la giusta composizione del terriccio si può rivelare una scelta saggia. Ad esempio, un giusto apporto di ghiaia fine e roccia vulcanica come nella miscela akadama, è un’ottima soluzione. Per chi va sempre di fretta e non ha sempre modo di innaffiare, meglio optare per una miscela capace di trattenere più acqua; la scelta ricadrà invece su una miscela più drenante per chi vive in un’area con clima umido.

I passaggi da effettuare sono pochi e semplici, anzitutto assicurati di avere tutto l’occorrente, ossia un mini rastrello, forbici e bacchette. Se la pianta è legata al vaso, aiutati con la forbice per tagliare il filo. Inizia a staccare delicatamente la pianta dal vaso operando sul perimetro, con il rastrellino. Una volta staccata, se si notano le radici che stanno girando intorno al vaso, come a creare una sorta di collana tutt’intorno, allora è giunto il momento di fare il rinvaso.

Aiutati con la bacchetta per rimuovere il vecchio terriccio, partendo dall’esterno e cercando di toccare il più delicatamente possibile le radici. Taglia le radici lunghe (non oltre il 30% delle complessive). Prima di procedere con il rinvaso nel contenitore originale, assicurati di mettere un filo (ricicla lo stesso di prima o un altro) che ti servirà per legarla, e aggiungi nel vaso un drenaggio ottenuto dal terriccio a grana grossa tipo lapillo, ghiaia o akadama. Puoi ora sistemare il bonsai nel vaso e bloccarlo, aggiungi del terriccio intorno, a pioggia. Usa ora le bacchette per distribuire il tutto in modo omogeneo, facendo attenzione a riempire le parti vuote. Infine, annaffia abbondantemente.

Bonsai, la giusta cura

Anche e soprattutto la scelta del vaso influenza la buona riuscita. Il bonsai va piantato in contenitori che permettano alle radici di svilupparsi liberamente, aumentando così la dimensione e favorendone la corretta crescita. In seguito, si passa poi alle cassette “formative”, di dimensioni inferiori ed utili al rinvigorimento delle radici, dopo aver raggiunto la lunghezza adeguata. Il vaso dovrà avere buchi schermati per permettere all’acqua di drenare, in modo tale da evitare di far stare la pianta a mollo. Il terreno in cui va piantato dovrebbe avere una base di ghiaia o sabbia grossa, argilla espansa con torba o corteccia e il giusto mix di fertilizzanti, preferibilmente di origine organica e naturali. Ora che sai quasi tutto sul bonsai, come curarlo e crescerlo, non ti rimane nient’altro che metterti all’opera!

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