Anita Garibaldi, storia dell’eroina dei due mondi

Ribelle, combattente e impavida: storia di Anita Garibaldi, l'eroina dei due mondi che credeva nell'amore

Era nata con il nome di Ana Maria Ribeiro de Silvia, ma tutti la conoscono come Anita Garibaldi, rivoluzionaria, eroina e moglie di Giuseppe Garibaldi. Una donna coraggiosa, innamorata e intrepida, che non si è mai tirata indietro e ha vissuto un’esistenza avventurosa, lottando per ciò in cui credeva. Nata nel 1821 in Brasile, sin da piccola era diversa da tutti gli altri. Amava cavalcare, fare il bagno nuda nel mare e perdersi nella natura. I suoi comportamenti, troppo moderni per l’epoca creavano spesso scandalo nel paese in cui viveva. Per questo la madre la costrinse a sposarsi, a soli 14 anni, nella speranza che cambiasse. Ma il destino aveva in serbo qualcosa di diverso per Anita.

«Anita è la madre dei miei figli! La compagna della mia vita nella buona e nella cattiva fortuna! La donna, il di cui coraggio io mi sono desiderato tante volte». (Giuseppe Garibaldi)

Un amore folle e travolgente, che l’avrebbe portata a vivere l’avventura più grande della sua vita e a diventare l’eroina dei due mondi. Nel 1839 i rivoluzionari conquistano la città in cui vive e lei, per la prima volta, incrocia lo sguardo di Garibaldi. Sarà amore a prima vista e da quel momento Anita diventerà per quell’uomo amante, confidente, amica e compagna di battaglie. Lo seguirà in tutte le sue scelte, lottando al suo fianco. “Avevo trovato un tesoro nascosto – scriverà tempo dopo l’eroe nelle sue memorie -, ma un tesoro di tale prezzo da indurmi anche a commettere un delitto per possederlo, purché tutta la responsabilità dovesse cadere sopra di me”.

Anita Garibaldi

Un ritratto di Anita Garibaldi

Da quel momento il destino di Anita e Garibaldi si intreccerà con le battaglie risorgimentali. Nel 1840, Anita da alla luce il primo figlio della coppia, Domenico, e soli dodici giorni dal parto è costretta a fuggire. I soldati imperiali tentano di arrestarla, ma lei si getta da una finestra e fugge a cavallo. Verrà ritrovata dopo alcuni giorni, nascosta in un bosco, dal marito. L’anno successivo la coppia si trasferisce a Montevideo, in Uruguay, dove resta per i successivi sette anni. Nel 1842, Anita e Giuseppe (Josè come lo chiamava lei) si sposano, in seguito arrivano altri tre figli Rosita (che morirà tragicamente a due anni), Teresina e Ricciotti.

Nel 1848 però Garibaldi decide di partire per l’Italia, raggiunto dalle notizie delle rivoluzioni. Anita dovrebbe restare in Uruguay, al sicuro, ma non resiste a lungo lontano da marito e decide di raggiungerlo. Dopo un lungo viaggio apparirà di fronte a Garibaldi che, come raccontato da alcuni garibaldini, la presenterà così: “Questa è Anita, ora avremo un soldato in più!”.

E lei non perde tempo. Taglia i lunghi capelli e si veste da uomo, cavalcando accanto a Garibaldi, attraverso l’Appennino. Il viaggio è difficile e pericoloso, Anita è incinta, ma non intende fermarsi. Quando le truppe, che si erano imbarcate nei pressi di Goro, sono costrette a sbarcare, la fuga continua a piedi. Anita, provata dalla febbre malarica, è sempre più provata e prosegue a fatica. Garibaldi raggiunge Mandriole sperando di salvarla, ma quando il medico viene chiamato, Anita è già spirata fra le braccia del suo grande amore. Giuseppe continuerà la sua fuga, ma tornerà dieci anni dopo in quel luogo, con i figli, per ricongiungersi alla sua amata Anita e donarle una nuova sepoltura.

Ritratto di Anita Garibaldi, 1849 (Getty Images)

 

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