Pane sempre morbido, prova il trucco della mela nel sacchetto di carta

Per mantenere il pane morbido più a lungo, si può provare il trucco della mela nel sacchetto di carta: come usarlo e quali errori evitare nella conservazione

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Abbiamo comprato il pane al mattino dal fornaio sotto casa, ancora tiepido, con la crosta croccante e la mollica soffice. La sera, quando lo tagliamo per la cena, il coltello incontra già un po’ di resistenza, e il giorno dopo le fette si sbriciolano sul tagliere. Per rallentare questo passaggio c’è un trucco della nonna che possiamo sfruttare: una mela chiusa nel sacchetto di carta insieme al pane.

Perché si mette una mela nel sacchetto del pane

Con il passare delle ore il pane perde una parte dell’acqua contenuta nella mollica, che diventa via via più asciutta e compatta. La mela è fatta in gran parte d’acqua, più o meno l’85% del suo peso, e una volta messa nel sacchetto ne cede un po’ all’aria che circonda il pane. L’ambiente resta così leggermente più umido e la mollica si asciuga più lentamente.

Anche il sacchetto di carta non è mai stato casuale: la carta lascia passare aria e vapore, trattiene una piccola parte dell’umidità e lascia andare il resto. Dentro un sacchetto di plastica, invece, l’umidità tende a concentrarsi, e la crosta in poche ore diventa molle e gommosa. Con la mela nel sacchetto di carta cerchiamo una via di mezzo per mantenere crosta e mollica al meglio.

Come usare il trucco della mela nel sacchetto di carta

Ci occorre un sacchetto di carta pulito e ovviamente il pane (ormai freddo, e non più caldo come appena comprato). Per il sacchetto possiamo anche usare quello del fornaio, se è asciutto e integro, oppure un sacchetto per alimenti, abbastanza grande da contenere la pagnotta con un po’ di spazio intorno. Invece, per la mela, ne serve una, lavata e asciugata, di qualsiasi varietà. Possiamo sistemarla in un angolo del sacchetto, dalla parte della crosta e lontano dalla mollica scoperta.

A quel punto si ripiega l’apertura un paio di volte, con delicatezza, e si ripone il pane in un punto fresco della cucina. Lontano dalla finestra dove batte il sole, quindi, e lontano dai fornelli e dal termosifone. Anche il ripiano sopra il frigorifero, che sembra comodo, riceve il calore del motore e asciuga il pane più in fretta. Ricordiamo di controllare la mela ogni tanto: quando si raggrinzisce, scurisce molto o diventa molliccia, la togliamo e ne mettiamo una fresca.

Gli accorgimenti per conservare meglio il pane

Il pane si chiude nel sacchetto soltanto quando è freddo. Se è ancora tiepido, il vapore può inumidire la carta e la crosta. Quando poi portiamo il pane a tavola, tagliamo soltanto le fette che servono per il pasto. La mollica scoperta tende a seccarsi in fretta, e una pagnotta intera si mantiene più a lungo di una già affettata.

Il resto si appoggia sul tagliere con la parte tagliata a contatto con il legno, così la mollica resta coperta, oppure si avvolge in un panno pulito. E le fette destinate a essere usate nelle prossime settimane vanno in freezer già divise in sacchetti piccoli adatti al congelamento, da scongelare una porzione alla volta.