Come progettare l’impianto di irrigazione per il giardino

Scopri le diverse tipologie di impianti di irrigazione per il giardino e come scegliere il migliore

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Maria Iniziato

Content Writer, copywriter, traduttrice freelance

Content writer, copywriter e traduttrice. Scrivo di cucina ed enogastronomia, arte, arredo e design, viaggi, salute e benessere, sessualità, animali.

Avere un giardino più o meno grande è il sogno di tutti ma per mantenerlo sempre verde e rigoglioso è fondamentale che sia sempre irrigato alla perfezione e quindi occorre dotarsi di un sistema di irrigazione giardino.

Esistono diverse tipologie di impianti di irrigazione, ognuno con le sue caratteristiche e funzionalità, da scegliere in base alle proprie esigenze.

L’acqua è vitale per le piante ma non si ha sempre il tempo per innaffiare a mano con la pompa tutto il prato, soprattutto se si tratta di un giardino dalle dimensioni medio-grandi. Tra tubi trascinati per il giardino, irrigatori sparsi di qua e di là e tempo che se ne va, l’operazione può diventare davvero faticosa.

Le soluzioni sono due: o chiamare un professionista che si occupi della progettazione dell’impianto di irrigazione o realizzare un impianto irrigazione fai da te, su misura per le tue esigenze.

Vediamo come progettare un impianto di irrigazione giardino che consenta di risparmiare sul tempo da dedicare alle piante e sui consumi.

Impianti irrigazione giardino: le varie tipologie

Prima di pensare alla progettazione dell’impianto di irrigazione, è bene conoscere le diverse tipologie, per capire quale può essere più adatta.

L’impianto di irrigazione fuori terra è sicuramente il più semplice da realizzare, visto che l’acqua viene trasportata tramite tubazioni posate sul terreno, che possono essere sia fisse che mobili. L’irrorazione può avvenire a getti ma anche a lance, indicate per innaffiare punti che non vengono raggiunti dagli irrigatori.

L’impianto di irrigazione a pioggia è ideale per superfici poco estese, è così chiamato e l’acqua cade sotto forma di goccioline, riproducendo l’effetto della pioggia.

L’irrigazione a goccia, invece, prevede dei tubi traforati o traspiranti che lanciano piccoli getti d’acqua. È un tipo di impianto che, grazie a una distribuzione lenta dell’acqua, permette di ridurre gli sprechi e risparmiare sulle bollette. Viene utilizzato nei frutteti, per i vasi su terrazzi o balconi ma anche negli orti e nelle serre.

Infine, l’impianto di irrigazione interrato a scomparsa che, come già dice il nome, viene installato sotto terra e consente di irrigare dal sottosuolo o con getti a scomparsa. È un sistema complesso ma molto efficiente, inoltre consente una grande libertà di movimento, perché gli elementi emergono solo durante l’irrigazione.

Per scegliere il tipo di impianto di irrigazione più idoneo alle tue esigenze è importante verificare la portata e la pressione dell’acqua della rete idrica. Per capire la portata, basta calcolare quanto tempo impiega per riempirsi un secchio, in modo da avere ben presente il rapporto litri/ora. La pressione dell’acqua, invece, si calcola collegando un manometro al rubinetto aperto al massimo. Per un impianto che funzioni in maniera ottimale, la portata dell’acqua dev’essere di almeno 25/30 litri al minuto e la pressione uguale o superiore a 3 bar.

La scelta del tipo di impianto di irrigazione va fatta anche in base al budget a disposizione: gli irrigatori a scomparsa hanno un’estetica migliore ma sono più cari. Chi vuole risparmiare in genere installa un impianto di irrigazione fuori terra, più economico e più facile da installare se si sceglie il fai da te.

Come progettare un impianto di irrigazione giardino

È possibile progettare un impianto di irrigazione fai da te, anche senza l’aiuto di un esperto, in modo da contenere ulteriormente i costi del lavoro.

La progettazione di un impianto di irrigazione non è difficile, basta disegnare la planimetria del proprio giardino su carta millimetrata in scala 1:100 o 1:200. Si parte dal perimetro esterno, poi si disegna la casa, gli altri edifici e tutto il verde, che è la zona da irrigare. È importante che il disegno riporti qualunque ostacolo e tutte le piante che bisogna innaffiare. Va da sé che chi è già pratico di programmi di progettazione può elaborare il progetto sul computer con un apposito software (AutoCAD e simili).

Una volta deciso il tipo di impianto di irrigazione, si possono tracciare le linee sul progetto, per definire anche il calcolo della quantità di acqua necessaria per ogni settore.

Considerare che non vanno mai inseriti più di cinque irrigatori per ogni linea, anche perché ogni irrigatore ha un raggio d’azione fino a 360 gradi. Il posizionamento degli irrigatori deve rispettare principalmente un solo parametro: la gittata. I getti di due irrigatori vicini devono sovrapporsi quasi completamente.

Si inizia dagli angoli, proseguendo con il perimetro del prato, per poi concludere con la parte centrale, in caso di giardini molto grandi. In genere, per un giardino piccolo o medio, sono sufficienti solo gli irrigatori perimetrali.

La progettazione di un impianto di irrigazione può sembrare un affare complicato, specialmente se si fa tutt’altro per lavoro, però è molto stimolante per gli appassionati di fai da te che amano cimentarsi in sfide nuove. In più, permette di risparmiare un po’ di soldi, che possono essere utilizzati nell’acquisto di componenti e materiali di qualità.

Componenti e materiali irrigazione giardino

Una volta delineato il progetto su carta, è il momento di acquistare il materiale per l’irrigazione del giardino e procedere alla realizzazione dell’impianto. La maggior parte degli elementi necessari sono anche molto semplici da installare.

Per realizzare un impianto di irrigazione sono necessari componenti e materiali che si trovano in qualsiasi negozio di ferramenta o bricolage. Tra gli elementi indispensabili, bisognerà acquistare:

  • tubi in polietilene
  • centralina per irrigazione
  • irrigatori da giardino (fuori terra o a scomparsa)
  • elettrovalvole
  • raccordi in plastica
  • raccordi filettati

La quantità della raccorderia e dei tubi dipende dalla grandezza del giardino. Possiamo tenere in conto che per un giardino piccolo sono sufficienti, oltre alla centralina, 8 irrigatori, 8 raccordi di ogni tipo e un tubo di irrigazione della lunghezza di circa 100 metri, per un costo totale di circa 150-200 euro al massimo di materiali.

A influire sul costo è comunque non solo il numero dei componenti ma anche la tipologia di irrigatori scelti, che possono essere statici o dinamici. Gli irrigatori statici hanno un getto d’acqua fisso su tutta l’area del giardino, hanno un costo di circa 10 euro cadauno e sono indicati in un giardino di area ridotta. Gli irrigatori dinamici hanno una testina rotante e sono indicati soprattutto per giardini di grandi dimensioni e per impianti di irrigazione interrati. In questo caso, il costo si aggira sui 20-30 euro.

Per i materiali e i componenti, è innanzitutto consigliato acquistare prodotti di marchi riconosciuti, rivolgendosi a fornitori specializzati e competenti, che sapranno consigliare gli elementi più adatti alle singole esigenze.

I vantaggi di un impianto irrigazione prato

Gli impianti di irrigazione hanno una serie di vantaggi, a prescindere dalla tipologia scelta:

  • Si installano una volta e sono in funzione tutto l’anno.
  • Per innaffiare un giardino di qualsiasi metratura, basta aprire un rubinetto, quindi possono essere azionati da chiunque.
  • Installarli è semplicissimo, può farlo anche una persona poco esperta.
  • Possono essere personalizzati, in modo da risparmiare acqua. In un momento storico come questo, in cui le risorse scarseggiano, consumare meno acqua diventa una priorità.
  • Il risparmio d’acqua e di tempo equivale anche a un risparmio economico, perché le bollette saranno più basse. Il costo già irrisorio dell’impianto si ammortizza in pochissimo tempo.
  • Grazie a un timer, il giardino si annaffia da solo, per cui non è necessario essere a casa nel momento in cui bisogna azionarlo.
  • Consentono di apportare la giusta quantità d’acqua in ogni zona del giardino.
  • In ultimo, va sottolineato che la presenza di un impianto di irrigazione accresce il valore della proprietà.

Come funziona un impianto di irrigazione da remoto

Uno dei principali vantaggi degli impianti di irrigazione gestiti da remoto è proprio quello di poter essere azionato in qualsiasi momento e da qualsiasi parte ci si trovi.

Oggi le centraline di controllo possono essere anche wifi e, grazie al collegamento a internet, consentono l’accensione e lo spegnimento dell’impianto e la lettura dei contatori. Inoltre, collegandosi alle stazioni meteorologiche, permettono un ulteriore risparmio d’acqua. Acquistare una centralina smart è un vero e proprio investimento perché il programmatore regola l’irrigazione in base alle condizioni meteo, bloccandola in caso di pioggia.

Sicuramente i costi sono più alti rispetto a una centralina standard, ma i vantaggi e il risparmio su acqua ed energia elettrica fanno sì che la spesa sia ammortizzata nel giro di pochi mesi.

Tutte le centraline hanno lo stesso funzionamento e comprendono un programmatore per gestire l’impianto da remoto con date, orari e durata di ogni ciclo di irrigazione.

Non è detto che tutti debbano essere capaci nel fai da te ma conoscere come progettare un impianto di irrigazione può essere utile anche nel caso in cui il lavoro venga affidato a una ditta e un progettista esterni. Sapere in quali casi deve essere utilizzato un certo tipo di irrigatore o se è meglio un impianto di irrigatore a scomparsa o fuori terra serve a valutare la competenza dei professionisti a cui ci si affida e riduce le possibilità che il lavoro sia svolto male.