Dieta, le migliori della settimana dal 27 aprile al 3 maggio

Dalle diete a ispirazione indù fino a quelle che aiutano a risvegliare il sistema linfatico pigro, i consigli per modellare il corpo nella bella stagione non mancano

Con l’arrivo della bella stagione, si portano nella parte più bassa dell’armadio i vestiti leggeri. Per valorizzarli al meglio, ci si può impegnare per perdere qualche centimetro. In casi del genere, l’alimentazione può rivelarsi molto utile. A dimostrazione di ciò è possibile citare alcuni consigli che aiutano a ottimizzare l’efficienza del sistema linfatico.

Come ricordato dal Professor Pier Luigi Rossi, specialista in scienze dell’alimentazione e in medicina preventiva, per risvegliare un sistema linfatico pigro può essere utile diminuire l’apporto di grassi alimentari e dare spazio a verdure, sia crude sia cotte, pesce, frutta secca.

La dieta ideale per stimolare il lavaggio linfatico delle gambe è a base ovo-pesco-vegetale e deve essere portata avanti facendo attenzione a non esagerare con l’apporto di acidi grassi saturi, contenuti soprattutto negli alimenti di origine animale.

Quando si modifica la propria dieta per adattarla alle esigenze della bella stagione, è opportuno non dimenticare l’importanza di mangiare pensando ai valori del colesterolo. Molto utile a tal proposito è un’alimentazione caratterizzata dalla presenza di cibi contenenti grassi omega 3 (p.e. salmone, aringhe, sardine e tonno).

I benefici di questi preziosi nutrienti sono stati più volte approfonditi dalla scienza. Degno di nota è un articolo a cura dello staff della prestigiosa Mayo Clinic, nel quale si sottolinea che, per apprezzare benefici relativi al contenimento del rischio cardiovascolare, bisognerebbe assumere due porzioni di pesce con grassi omega 3 ogni settimana.

Quando si parla di dieta anti-colesterolo, è importante fare presente una cosa: nonostante quello che spesso si sente dire, l’aglio non rappresenta un elisir anti-ossidazione del colesterolo LDL. Le evidenze scientifiche fino ad ora raccolte non sono infatti sufficienti per parlare di benefici concreti.

Molto utile ai fini del controllo del colesterolo cattivo è invece il riso rosso fermentato. Il motivo? La presenza della monacolina K, una sostanza avente peculiarità chimiche molto simile a quella della lovostatina, derivato sintetico appartenente alla famiglia delle statine e frequentemente utilizzato per la realizzazione di farmaci anti-colesterolo.

Una dieta perfetta in primavera inoltrata può comprendere anche l’ananas. Questo frutto tropicale amatissimo è un toccasana per la salute femminile. I motivi sono vari. Tra i principali è possibile citare la presenza di vitamina C, un nutriente la cui assunzione è collegata a una maggior densità minerale ossea (e quindi a un rischio più contenuto di avere a che fare con l’osteoporosi, patologia a cui le donne sono particolarmente esposte dai 40 anni in su).

La scienza ha più volte approfondito il rapporto tra assunzione di vitamina C e rischio più contenuto di avere a che fare con fratture ossee. Tra le tante testimonianze è possibile citare una revisione pubblicata nel 2018 e condotta da un team di studiosi dell’Università di Scienze Mediche di Teheran.

Gli esperti, che hanno consultato database come Google Scholar e Pubmed, hanno scoperto che l’assunzione di vitamina C è associata a un rischio ridotto del 33% circa di andare incontro a fratture all’anca o a una diagnosi di osteoporosi.

Mangiare bene significa non trascurare l’assunzione di fibre. Utile per aumentarne l’apporto può rivelarsi la dieta indù. Basata sulla frugalità – virtù nota come mitahara – dà ampio spazio a frutta e verdura. Questo è molto vantaggioso in quanto, come dimostrato da diversi studi tra i quali è possibile citare un lavoro di ricerca del 2013 condotto da scienziati dell’Università del Minnesota, l’assunzione di fibre aiuta a tenere sotto controllo l’assorbimento del colesterolo, con vantaggi concreti per la salute del cuore.

Entrando nel vivo dei cibi che dovrebbero far parte di un menu basato sulla dieta indù ricordiamo i legumi, così come i prodotti a base di soia. Per quanto riguarda le fonti di carboidrati, tra le principali troviamo l’avena, il mais, l’amaranto, le patate dolci, la quinoa e il naan.

Concludiamo con un cenno a qualche consiglio alimentare dedicato a chi vuole mantenere in salute il fegato, la ghiandola più grande e importante del nostro corpo. Essenziale per l’eliminazione delle sostanze tossiche e dei sottoprodotti del metabolismo, può essere protetto grazie a diversi alimenti.

Tra questi ricordiamo il caffè. Il suo consumo, come ricordato da questa revisione sistematica del 2014 condotta da un’equipe dell’Università di Los Angeles, può essere associato a un rischio più basso di avere a che fare con la cirrosi nei pazienti con malattia epatica cronica.

Ottimo per la salute del fegato è anche il tè verde, per non parlare del pompelmo, ricco di sostanze antiossidanti che agiscono prevenendo i processi infiammatori. Da citare sono anche le verdure crocifere e gli antinfiammatori acidi grassi essenziali omega 3, contenuti in alimenti come il salmone e la frutta oleosa. I consigli elencati in queste righe devono essere concretizzati solo dopo aver consultato il proprio medico curante.

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