Mal di milza e sport: perché quando si corre fa male il fianco sinistro?

Avvicinarsi alla corsa o ad altri sport da principianti potrebbe esporci al dolore alla milza. A cosa si deve la fitta e come gestirla

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

L’importanza della milza

La milza ha molteplici funzioni e si tratta di un organo importantissimo per il sistema linfatico e per l’organismo in generale.

Se volete localizzarla, la potete immaginare tra stomaco e rene sinistro. Ha una forma ovoidale, una grandezza di dieci centimetri e uno spessore di tre centimetri. Si costituisce di due parti, la polpa rossa e quella bianca. La polpa rossa filtra il sangue, andando a eliminare i materiali di scarto, e contiene i fagociti che letteralmente “fagocitano” microrganismi come batteri, funghi e virus. La polpa rossa contiene una riserva per diverse componenti del sangue, soprattutto globuli bianchi e piastrine (particelle simili a cellule coinvolte nella coagulazione). La polpa bianca produce i globuli bianchi, combatte le infezioni e genera linfociti, che a loro volta producono anticorpi (proteine specializzate che danno protezione a tutto l’organismo).

La milza ha un enorme collegamento con il nostro sistema immunitario e produce linfociti. Filtra inoltre il sangue (arriva a contenerne fino a 3 litri) e lo va a ripulire da piastrine e globuli rossi che sono stati in circolo ed hanno esaurito la loro funzione. Oltre a depurare il sangue, la milza elimina anche i microbi e controlla gli agenti patogeni. Di base quindi vediamo che questo importante organo sia pulisce sia previene, sia rafforza sia protegge.

Come riconoscere il dolore alla milza

Di solito il dolore alla milza viene descritto come una fitta pungente nella parte sinistra del torace basso, proprio sotto allo stomaco. Molto spesso accade che il dolore si presenti in soggetti poco allenati il cui diaframma non ha l’abitudine di abbassarsi e alzarsi con una certa frequenza e rilevanza.

L’affaticamento eccessivo si riflette sulla respirazione e l’affanno va ad affaticare tutti gli organi che vanno in compressione quando il diaframma preme. Inoltre il diaframma viene irritato dal continuo sforzo fisico e la mancanza di ossigeno arriva a causare questo tipo di dolori che talvolta somigliano a veri e propri crampi interni. La vibrazione della corsa porta anche i gas intestinali a salire verso l’alto e anche per questo va seguita molto attentamente la corsa. Andare a correre dopo un pasto ipercalorico o ricco di lieviti, magari avendo anche ingerito bevande gassate, potrebbe peggiorare il dolore.

Per definire il dolore alla milza esiste un termine medico specifico: exercise related transient abdominal pain (ETAP) ovvero “dolore addominale transiente connesso all’esercizio fisico”. In alcuni ambiti viene anche definito dolore in ipocondrio (l’ipocondrio corrisponde a una regione della cavità addominale compresa tra le arcate costali e fianchi).

Correre senza fitte alla milza

A tutti coloro che hanno iniziato un programma di corsa ma avvertono spesso il dolore alla milza, consigliamo di tornare alla camminata veloce come via alternativa di tanto in tanto. Quando si sta correndo e si avverte la fitta non ci si dovrebbe fermare ma rallentare il passo ed eseguire una camminata spedita, avendo ben cura della rollata del piede. Occorre osservare molto bene in quali condizioni ricorre il dolore e dopo quanto si presenta. Evitate per un periodo alimenti che potrebbero gonfiarvi o bevande ipertoniche. Siate sempre sicuri/e di avviare la sessione di allenamento a digestione avvenuta e non a stomaco pieno.

La condizione di essere se stessi e rispettarsi durante l’allenamento diventa importantissima: l’intensità va aumentata con gradualità e conviene iniziare in modo sciolto e morbido e solo successivamente aumentare. Non eccedete con le forme esplosive di azione, cercate di preferire corse di resistenza a ritmo costante. Da non sottovalutare l’importanza dello stretching che, se fatto nel modo giusto e con respiri profondi, rilascia un senso di benessere a tutto il corpo, evita e previene le contratture.

Molto importante anche la respirazione: osservate tutti i momenti in cui andate in apnea o accorciate in modo importante il respiro. Vedete cosa crea questa condizione, se i pensieri, se le preoccupazioni, se la voglia di strafare con i risultati o l’impazienza di vederli presto. Non forzate mai gli atti respiratori e cercate di calmare il respiro, ricordate che i muscoli hanno bisogno di ossigeno. Cercate di lavorare sulla resistenza senza andare a spingere sul ritmo per forza.

Un modo ottimo per andare a prevenire ed evitare questo tipo di fitte consiste nel rafforzare attraverso esercizi specifici tutto il busto: ottimo il lavoro addominale che rinforza gli obliqui esterni e interni e tutti i muscoli stabilizzatori del tronco. Cercate di rafforzare anche il retto dell’addome, il trasverso, il quadrato dei lombi dietro alla schiena e il pavimento pelvico. Potete dedicarvi al Pilates o alla calistenica o a workout cardio che rafforzano tutto il corpo e fanno lavorare bene il cuore.

Una volta abituati alla corsa, dovreste sentire di meno questo dolore e piano piano progredire verso una corsa funzionale, armonica e agile. Infine, la mancanza di un adeguato riscaldamento rischia di far comparire il dolore alla milza; meglio scaldare tutti i muscoli prima di dedicarsi alla sessione di corsa e va necessariamente osservato il giorno di recupero inserito nel programma settimanale.

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