L’anti-dieta, mangi solo quello che vuoi e dimagrisci

Elaborato nel 1995 da due dietologhe statunitensi, questo schema non prevede il conteggio calorico e mette in primo piano la soddisfazione nel consumare cibo

Quando si parla di anti-dieta, è necessario chiamare in causa il concetto di Intuitive Eating. Elaborato a metà degli anni ’90 dalle dietologhe Evelyn Tribole ed Elyse Resch, entrambe autrici di libri di successo internazionale e professioniste aventi alle spalle un’ampia esperienza clinica, sta vivendo un nuovo momento di popolarità.

Il motivo è legato al fatto che, come ricordato dalla Tribole nel corso di alcune dichiarazioni rilasciate ai giornalisti della sezione salute della CNN, con questo approccio si dà un contraccolpo alla cultura imperante in merito alla dieta, che vede le persone eccessivamente focalizzate sulle linee guida da seguire.

Elyse Resch ha sottolineato che il loro schema alimentare è nato dall’intenzione di abbandonare un sistema in cui il 95% circa delle persone che iniziano una dieta falliscono e, nei casi in cui riescono a perdere peso, lo riacquistano in poco tempo.

Secondo l’esperta, terapista nutrizionale con uno studio a Beverly Hills e quasi 40 anni di esperienza con i pazienti, è importante tornare a fidarsi del proprio corpo, mettendo in primo piano il piacere derivante dal cibo che si sceglie di assumere.

Bisogna quindi cancellare dai propri pensieri la parola dieta – da qui il termine anti-dieta – e focalizzarsi sulle sensazioni fisiche che vengono a galla nel momento in cui si comincia a consumare cibo. La capacità di leggerle in maniera obiettiva è nota come consapevolezza enterocettiva.

Chiarito questo aspetto, è cruciale rammentare che l’anti-dieta si basa su dieci principi. Il primo riguarda l’importanza di riscoprire il fattore soddisfazione quando si mangia. A detta di Tribole e Resch, se non si è soddisfatti di quello che si mette nel piatto e se non si prova piacere mangiando, è difficile rimanere in forma.

Le esperte consigliano inoltre di orientarsi verso il rifiuto della dieta mentale, il che significa eliminare dal proprio orizzonte tutte le indicazioni – provenienti da libri, riviste, siti web – che promettono di perdere peso in maniera rapida. Il terzo principio chiama invece in causa l’importanza di onorare la propria fame. Cosa implica in concreto? Il fatto di mantenere il proprio organismo biologicamente alimentato con carboidrati sani, onde evitare attacchi di fame non certo favorevoli al mantenimento del peso forma.

In tutto questo è essenziale fare pace con il cibo: le Dottoresse che hanno elaborato l’anti-dieta ricordano infatti che, se si mettono in primo piano linee guida basate sulla privazione (p.e. non posso mangiare un determinato cibo), il risultato è quello di innescare voglie difficili da controllare, lasciandosi andare a vere e proprie abbuffate nei casi più gravi.

Questo concetto permette di collegarsi al quinto principio, che vede invece in primo piano l’importanza di sfidare la cosiddetta “polizia alimentare”. Con questa metafora, Tribole e Resch inquadrano quei pensieri che fanno sentire meritevoli di critiche o di elogi a seconda della salubrità dei cibi che si scelgono. Dimenticare questo schema è un passo basilare per lasciare andare il senso di colpa e per avvicinarsi al modello dell’Intuitive Eating.

Il sesto principio prevede il fatto di ascoltare la propria sazietà, facendo una pausa tra un boccone e l’altro per chiedersi quanto sia buono il cibo che si sta consumando e quale sia il livello di fame. Cosa dice il settimo principio? Ricorda l’importanza di gestire le proprie emozioni con gentilezza e fa presente che, nelle situazioni in cui ci si sente carichi di rabbia, tristezza o frustrazione – stati emotivi normali nella vita – il cibo non rappresenta una soluzione a lungo termine.

L’ottavo e il nono principio rammentano la centralità del rispetto del corpo – per rimanere in forma è cruciale essere realisti e capire quali sono i risultati che si possono ottenere partendo dalle proprie peculiarità fisiche – e quella del movimento inteso come ascolto del proprio corpo e non solo come attività fisica finalizzata allo smaltimento delle calorie.

Il decimo principio si basa infine sulla nutrizione delicata, ricordando a chi ha intenzione di seguire l’anti-dieta che non è necessario mangiare perfettamente per essere sani e che non è il singolo spuntino a determinare drastici cambiamenti di peso.

Questo approccio alla dieta, che elimina totalmente il conteggio calorico, dovrebbe essere abbracciato solo dopo aver chiesto consiglio al proprio medico curante e con in mano i risultati di tutti gli esami prescritti.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

L’anti-dieta, mangi solo quello che vuoi e dimagrisci