Amaranto: perché fa bene e come cucinarlo

Si consuma come se fosse un cereale, ma non lo è: l’amaranto appartiene a una famiglia diversa dalle graminacee e hanno un interessante valore nutrizionale. Lo conosci?

L’amaranto è una pianta erbacea del genere Amaranthus originaria dell’America Centrale e nota fin dall’antichità, era conosciuta infatti già dalle popolazioni precolombiane proprio per le sue proprietà benefiche.

Amaranto, perché fa bene
Considerato dagli Aztechi il “grano degli Dei” visto il suo valore nutrizionale e perché impiegato nei rituali religiosi. Era molto amato anche dai Maya e dagli Inca. A essere usati in cucina sono i semi, di dimensioni davvero ridotte, hanno infatti un diametro di solo 1 o 1,5 millimetri. A rendere così speciale questo pseudocereale è l’alto contenuto di proteine (16% circa), di lisina (prezioso aminoacido essenziale) di calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro e fibre; è inoltre privo di glutine e quindi ideale per chi soffre di celiachia. Ha un basso indice glicemico e favorisce la regolarità intestinale.

Amaranto, come cucinarlo
Per prima cosa i semi devono essere lavati e poi bolliti oppure cotti in pentola a pressione. I chicchi mantengono dopo la cottura una certa croccantezza anche se si ammorbidiscono e diventano gelatinosi. Per ridurre l’effetto gelatinoso se non è di vostro gradimento, cuoceteli insieme a miglio, riso, farro o altri cereali. Una volta cotti potete condirli a piacere come si fa per il cous cous e la quinoa ed esattamente come con quest’ultimi si possono fare delle stuzzicanti insalate fredde accompagnando l’amaranto con verdure di stagione, legumi o frutta. In alternativa potete preparare delle deliziose polpette vegetariane e veg burger, amalgamandolo insieme a ortaggi come patate, zucchine, carote e lenticchie. Basta cuocere tutti gli ingredienti e lavorarli fino ad ottenere un composto morbido a cui dare la forma della polpetta o del burger da friggere o mettere in forno. Allo stesso modo ne otterrete dei deliziosi tortini. Può inoltre essere usato per addensare zuppe e minestroni e amalgamato insieme a patate lesse schiacciate si trasforma gnocchi decisamente originali. Tostato e soffiato come i popcorn o il riso, dona croccantezza a biscotti, yogurt, centrifugati, porridge e vellutate. Esiste inoltre la farina di amaranto ottenuta macinando i chicchi che viene usata, in genere assieme ad altre farine, per preparazioni dolci e salate.

Amaranto: perché fa bene e come cucinarlo