Il profumo, lo sappiamo, è indistintamente per uomini e donne quell’accessorio must-have — invisibile, ma molto meno di quanto si pensi — unico nel suo genere, capace di evocare ricordi, farli rivivere, definire uno stile e lasciare un’impronta indelebile nella memoria di chi abbiamo attorno.
Esattamente per questo uno dei tormenti più grandi ad accomunare ogni buon appassionato di fragranze è la loro volatilità: quel momento frustrante in cui, a sole poche ore di distanza dall’applicazione, ci si rende conto con orrore che tutto sembra essere svanito nel nulla.
Ebbene, proprio quando stavamo per farcene una ragione, non senza il flacone sempre lì a portata di mano per un ritocco last minute, si intende, ecco arrivare una nuova tecnica a svoltare la situazione. Si chiama shadowing ed è l’ultima frontiera della profumeria strategica. Nonché lo stratagemma definitivo ad assicurare scia e durata infinite.
Cos’è lo shadowing, che promette di rendere il profumo eterno, e perché d’ora in poi non potrai più farne a meno
A differenza del più popolare scent layering, che a tempo debito aveva scosso l’universo della bellezza sfatando il divieto assoluto di sovrapporre fragranze diverse, dando letteralmente il via ad infinite possibilità e personalizzazioni, il cosiddetto shadowing (letteralmente “fare ombra”) gioca sulla dimensionalità e sulla distribuzione spaziale dei profumi.
L’idea nasce dall’osservazione dei grandi maestri profumieri: ogni nota ha un peso e una velocità di evaporazione differente. Ecco spiegato il perché in questa nuova tecnica si utilizzano infatti due fragranze diverse, tre al massimo, applicandole sul corpo in punti distanti tra loro.
Si parte solitamente selezionando una fragranza “ombra”, che dovrà essere più densa e profonda (generalmente con note di fondo avvolgenti ed intense quali ambra, muschio, vaniglia o legni), da nebulizzare sulle zone basse del corpo, come i polsi, l’interno delle ginocchia o le caviglie.
Sopra di questa, in prossimità delle zone alte come retro delle orecchie, nuca, collo, spalle e capelli, si vaporizza una fragranza “luce”, più frizzante e leggera (a base di agrumi, fiori delicati o note acquatiche).
Il risultato? Un’aura olfattiva tridimensionale, che prende vita con noi, creando una scia complessa che non satura l’olfatto ma lo stuzzica senza fine. Ad ogni più impercettibile movimento inevitabilmente le fragranze si combineranno nell’aria, creando un effetto unico e personale, che promette di far capitolare chiunque. E c’è da fidarsi.
Lo shadowing profumi nasce prima di tutto, in effetti, come espressione creativa, quasi un “esercizio di design olfattivo”: un modo come un altro per abbinare essenze differenti e creare una scia — o forse sarebbe meglio dire una doppia scia — su misura, praticamente irripetibile, in grado di riflettere il nostro stile e la nostra personalità ancor prima della parola, o che lo facciano per noi i nostri abiti.
L’unica e sola regola da tenere a mente, semplice ma fondamentale, è la seguente: conviene sempre accostare note affini o quantomeno complementari, ed evitare in maniera assoluta contrasti troppo forti.
Qualche esempio? Vaniglia, ambra o fava tonka, che scaldano la composizione, insieme a gelsomino, fiori d’arancio, rosa o tuberosa. Via libera, dunque, ad accordi inediti che parlano la stessa lingua: la nostra.