Maschio o femmina in gravidanza: tutti i miti da sfatare

Per molti secoli le donne hanno cercato di scoprire il sesso del bambino in gravidanza senza ecografia. Quali sono i metodi più utilizzati?

Prima dell’avvento delle ecografie, le donne scoprivano il sesso dei loro bambini solo al momento del parto. Ciò nonostante, tutte le donne in gravidanza nella storia hanno provato a capire se il loro bambino fosse un maschio o una femmina, facendo nascere miti e tradizioni che ancora oggi, sono molto diffuse.

Le più comuni credenze per la scoperta del sesso del nascituro riguardano la forma della pancia, le abitudini e i cambiamenti della gravidanza. Si dice, infatti, che la donna abbia la pancia a punta e più proiettata in avanti con i maschietti, mentre più arrotondata in caso di femmine; avrà voglia di dolciumi con le femmine e, invece, di salato con i maschi. Le donne in attesa di femminucce sarebbero di cattivo umore, con una brutta pelle e nausee frequenti, mentre quelle in attesa di maschi dormirebbero male, avrebbero una crescita di peluria più diffusa e i piedi freddi. Insomma, raccontata così, la gravidanza sembrerebbe una vera tragedia!

Esistono poi alcuni metodi frutto di vere e proprie superstizioni. Si tratta del modo di dormire, di come ci si siede (gambe chiuse o aperte) o se, nell’alzare le mani, si mostrano prima i palmi o i dorsi, o ancora se il pendolino oscilla regolarmente oppure fa movimenti scomposti. Ciò che le donne in gravidanza non sanno, però, è che la maggior parte di questi metodi è una pura invenzione e non ha nulla a che vedere con la realtà: infatti, spesso sono credenze tramandate da secoli, che si mantengono ancora per il gusto del dubbio. In fin dei conti, i sessi sono solo due, maschio o femmina, e chiunque può tentare la sorte con una probabilità di azzeccarci del 50%.

Insomma, si può quindi decidere di credere a chi dice che la posizione del cuscino su cui dorme la gravida possa predire il sesso (femmina se a sud, maschio a nord), oppure è possibile affidarsi a metodi più scientifici, come l’ecografia. Attualmente, l’ecografia è l’unico esame non invasivo che permette di ipotizzare il sesso del nascituro con una buona percentuale di verità e qualche raro sbaglio: si tratta dei casi in cui le femmine hanno il cordone ombelicale tra le gambe. Altrimenti, se proprio si vuol essere sicuri, è possibile eseguire un’indagine prenatale invasiva, ovvero amniocentesi o villocentesi, che può scoprire il sesso in base ai cromosomi.

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