Parla Amanda Lear: “Quanti rimpianti”. Ecco la sua vera storia

Nel corso di un’intervista, Amanda Lear ha raccontato il suo grande rimpianto che non le consente di essere soddisfatta sotto il profilo personale

Durante una lunga intervista concessa al settimanale Oggi, Amanda Lear ha raccontato il suo grande rimpianto di non essere riuscita a mettere su famiglia, nonostante sia pienamente soddisfatta sotto il profilo professionale. La vita l’ha portata a compiere delle scelte che l’hanno messa ora a fare i conti con una realtà non certo deprimente, ma che comunque non la lascia del tutto felice.

Amanda Lear ha dichiarato di essere soddisfatta da un punto di vista professionale ma non personale. Queste le sue parole: “I miei rimpianti sono tutti nella vita privata. La solitudine, la mancanza di un marito, dei figli. Ma non mi lamento, è stata una mia scelta”.

Oggi, Amanda Lear esprime il suo amore per l’arte attraverso la pittura, dopo essere stata per diversi anni la musa ispiratrice di Salvador Dalì: “Sono onorata che si stia occupando dei miei quadri Vittorio Sgarbi. Lui è proprio come Salvador Dalì: antipatico in pubblico, amabile nel privato. Cosa mi muove verso l’arte? C’è chi va al Grande Fratello, chi dallo psicoanalista, chi fa l’uncinetto. Io per trovare un mio equilibrio, per vincere le paure, dipingo”.

Considerata da sempre una donna molto affascinante, Amanda Lear ha avuto storie con uomini molto importanti, tra cui anche il recentemente scomparso David Bowie. Corteggiatissima da uomini anche molto più giovani di lei, Amanda Lear ha probabilmente lanciato la moda del cosiddetto toy-boy, visto che spesso è stata fotografata con uomini più giovani.

Fin da quando la popolarità di Amanda Lear andava consolidandosi, verso la fine degli anni settanta, cominciarono a diffondersi voci sempre più insistenti che la cantante, prima d’intraprendere la carriera d’indossatrice e fotomodella, fosse stata in realtà un ragazzo di nome Alain René Tap, nato nel 1939, e il cui cambio di sesso a Casablanca risaliva a due operazioni effettuate dal celebre dottor Burou (lo stesso che operò Coccinelle e April Ashley), la prima nel 1963 e la seconda l’anno dopo.

La Lear ha però sempre smentito le voci di un cambio di sesso, dichiarando che si era trattato solo di un espediente escogitato da lei e Salvador Dalí per suscitare più curiosità e aumentare le vendite dei suoi album agli inizi della carriera. Le voci sulla sua ambigua sessualità infatti furono da lei stessa ampiamente sfruttate per il battage pubblicitario.

Dopo la comparsa della Lear in un celebre numero di Playboy italiano nel 1978, seguito da un analogo servizio su Playmen nel 1983 in cui appariva completamente nuda, le voci sulla sua dubbia sessualità incominciarono a diradarsi.

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