Chi è Willem Dafoe, il nuovo direttore della Biennale Teatro

I successi professionali e la vita privata di Willem Dafoe, attore selezione come direttore della Biennale Teatro

Foto di Maria Francesca Moro

Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

L’attore americano Willem Dafoe è il Direttore artistico della Biennale Teatro di Venezia per il biennio 2025-2026. Segue il percorso già iniziato da Stefano ricci e Gianni Forte, che hanno saputo imprimere un forte carattere politico alla ricerca estetica della manifestazione. Una nomina importante ma che Dafoe, pur votato al cinema, si merita. L’interprete ha iniziato la propria carriera nel mondo del teatro sperimentale, senza mai abbandonare il palcoscenico nonostante il successo hollywoodiano.

Gli esordi al teatro di Willem Dafoe

Willem Dafoe nasce nel 1955 ad Appletown nel Wisconsin, in una grande famiglia di otto fratelli. Entra nel mondo del teatro da giovanissimo, esordendo a soli 19 anni nel gruppo d’avanguardia Theatre X. Con questo gira il mondo in tournée, toccando sia gli Stati Uniti che l’Europa. Si trasferisce poi a New York, dove fonda la compagnia teatrale The Wooster Group, assieme alla regista Elizabeth LeCompte, assieme avranno un figlio di nome Jack. Per tutti gli Anni ’80, Dafoe è uno dei protagonisti della scena underground della grande mela, collaborando con grandi attori come Steve Buscemi e la premio Oscar Frances McDormand.

Il successo a Hollywood

La prima esperienza al cinema fa male: litiga con i colleghi e viene licenziato, le sue scene saranno cancellate in fase di montaggio. Ma nel 1986, la partecipazione al film Platoon di Oliver Stone – il suo vero esordio al cinema – gli vale la candidatura gli Oscar come miglior attore non protagonista. Il suo volto spigoloso e intenso e l’innegabile talento lo rendono ricercato da alcuni dei registi più famosi di Hollywood: nel corso degli anni lavorerà con Alan Parker, Martin Scorsese, David Lynch e Paul Schrader. Nel 2000 arriva la seconda candidatura agli Oscar per il suo ruolo in L’ombra del vampiro.

La notorietà al grande pubblico arriva nel 2002 con l’indimenticabile interpretazione del cattivo di Spider Man. Continua a collaborare con i maestri del cinema, come Wes Anderson. Cimentandosi in ruoli impegnativi e intensi: tra le sue interpretazioni più belle quella del poeta Pier Paolo Pasolini e del travagliato artista Vincent Van Gogh. Recentemente lo abbiamo visto al fianco di Emma Stone nel dissacrante Povere Creature! Di Yorgos Lanthimos. Le candidature ai più prestigiosi premi del cinema non si contano, seppur – a esclusione di una Coppa Volpi – Dafoe non ha ancora ricevuto una statuetta. Ancora, perché si può stare certi che arriverà, e sarà meritatissima.

La moglie Giada e l’amore per l’Italia

Dal 1977 al 2004, Willem Dafoe è stato legato alla regista teatrale Elizabeth LeCompte, da cui ha avuto il suo unico figlio, Jack, nato nel 1982. I due non si sono mai sposati. Il sì è arrivato, nel 2005, con un’altra regista, l’italiana Giada Colagrande, con cui Dafoe vive tra Roma, New York e Los Angeles. L’amore per la moglie ha fatto sì che Dafoe facesse dell’Italia la sua seconda casa, ottenendo anche la cittadinanza.

Come ha imparato l’italiano il brillante attore? Ascoltando e cantando le canzoni di Franco Battiato, di cui è grande amico. Seppur lui stesso ammetta che le complesse canzoni del cantautore non sono “il modo migliore di imparare l’italiano”.