In casa Savoia la successione più interessante non riguarda la corona (anche perché in Italia non c’è più la monarchia da diverso tempo), ma il set. Vittoria di Savoia, 22 anni, primogenita di Emanuele Filiberto e dell’attrice francese Clotilde Courau, debutta come attrice, e, ovviamente, lo fa senza passare dalla gavetta delle comparsate: ruolo da protagonista in Io + Te -Soli contro tutti, film young adult in arrivo su Prime Video il 18 settembre.
Inutile fingere che il cognome non abbia dato una spinta, tra un padre principe e una madre volto amato del cinema francese certe porte si aprono più in fretta. Ma ora tocca a lei dimostrare, davanti alla macchina da presa, di meritarsi la parte.
Il debutto in Io + Te – Soli contro tutti
Il film, titolo originale Toi + Moi, seuls contre tous, è l’adattamento della saga letteraria di Emma Green, tra i fenomeni del filone New Romance. Le riprese sono iniziate lo scorso agosto e la storia è quella che gli appassionati del genere conoscono a memoria ancora prima di premere play: una studentessa universitaria modello, interpretata proprio da Vittoria, incontra al campus un ragazzo solitario, e la loro storia d’amore viene complicata da un misterioso antagonista pronto a tirare fuori segreti inconfessabili. I due protagonisti si chiamano Alma Lancaster e Vadim Arcadi: nomi già pronti per le fancam su TikTok, verrebbe da dire.
Dopo l’annuncio, Emanuele Filiberto non ha resistito e ha condiviso tutto su Instagram con un eloquente “So proud”, così orgoglioso. Comprensibile: non capita tutti i giorni di vedere la propria figlia protagonista di una produzione internazionale.
Sulle orme di mamma Clotilde
Il paragone con la madre è inevitabile, e Vittoria lo sa bene. “Ero spaventata all’idea di seguire le orme di mia madre”, avrebbe confidato. “Ma quando sono salita sul palco, mi sono sentita improvvisamente compresa, viva e liberata”. Parole che raccontano un timore comprensibile: Clotilde Courau non è un nome qualunque del cinema d’Oltralpe.
Esordì al cinema nel 1990 con Le Petit Criminel di Jacques Doillon, vincendo il premio come miglior attrice al Festival di Berlino e conquistando una nomination ai César. Un biglietto da visita che mette pressione, ma anche una maestra in casa.
E proprio Clotilde, che ha alle spalle una solida carriera nel cinema d’autore, avrebbe sempre incoraggiato le passioni artistiche delle figlie, trasmettendo loro il rispetto per il lavoro sul set e lo studio della recitazione.
Chi è Vittoria, tra moda, arte e (poca) corona
Nata a Ginevra nel 2003, cresciuta tra Ginevra, Parigi e Londra, Vittoria ha già collezionato più capitoli professionali di quanti ne preveda il curriculum medio di una ventiduenne. Ha mosso i primi passi nel mondo della moda come modella, è un’influencer molto seguita e nel suo percorso figura anche un impiego in una galleria d’arte a Londra, città dove ha studiato scienze politiche. Parla fluentemente tre lingue, italiano, francese e inglese: una dote non da poco per muoversi su un set internazionale.
Quanto al titolo di principessa, sembra il dettaglio che le interessa meno. Chi segue le vicende della famiglia conosce da tempo il suo amore per la recitazione, una passione trasmessa dalla madre ma, a modo suo, anche dal padre, che di televisione italiana se ne intende parecchio. La differenza è che Vittoria ha scelto la via più seria: niente reality, ma un romanzo bestseller, un personaggio da costruire e una data cerchiata in rosso. Il 18 settembre, su Prime Video, scopriremo se il talento di mamma Clotilde è davvero una questione di famiglia.