Si è spento a 64 anni il Paroliere di Napoli e di tanti artisti napoletani, tra cui Gigi D’Alessio, che ha salutato Vincenzo D’Agostino con un messaggio di incredulità: “Senza parole”. Con D’Agostino se n’è andata una parte di Napoli, e un’altra rimarrà per sempre, proprio nei testi che ha scritto, nelle parole che ha affidato ai grandi della musica partenopea.
Vincenzo D’Agostino è morto: il dolore di Gigi D’Alessio
Alcuni dei brani più belli di Gigi D’Alessio sono stati scritti dalla penna gentile e intensissima di Vincenzo D’Agostino, che aveva sempre la “parola giusta”, quella che riusciva a toccare, una dopo l’altra, tutte le corde del cuore. Il paroliere è morto a seguito di un arresto cardiaco e da tempo lottava contro la malattia, un cancro ai polmoni: tra i primi a condividere la notizia sui social è stato proprio Gigi. L’ultimo successo è stata una canzone che ha dato nuova linfa vitale a uno degli artisti napoletani più amati, in gara a Sanremo 2026: Rossetto e Caffè è stata scritta da D’Agostino per e con Sal Da Vinci.
È stato la “mano” dei testi di D’Alessio, ma è stato anche il paroliere dei grandi della musica napoletana, come Mario Merola e Nino D’Angelo. Nato a Napoli il 15 settembre 1961, D’Agostino ha iniziato la sua carriera negli anni ’80, lanciata poi con il sodalizio con D’Alessio. Tantissimi i successi che hanno raggiunto insieme, dal brano Non dirgli mai fino a Tu che ne sai.
La lunga carriera: “Ho scritto quasi 3600 canzoni”
L’incontro con Gigi D’Alessio era scritto nel suo destino, e Napoli piange uno dei suoi figli più prolifici: a Fanpage, aveva raccontato di aver scritto quasi 3600 canzoni. E di traguardi e successi ne ha raggiunti, da Cient’anne a Rossetto e Caffè (la canzone che ha fatto più streaming in assoluto) fino a Mon Amour, cantata da Gigi D’Alessio, che ha venduto quasi 11 milioni di copie.
“Affettivamente sono legato a Gigi D’Alessio, per una questione di tempo e annualità. Siamo insieme da 40 anni, con un piccolo periodo di separazione, ma poi ci siamo ripresi”, aveva dichiarato di aver vissuto la sua carriera in “simbiosi” con D’Alessio, verso cui ha sempre nutrito un legame affettivo speciale.
Non ha mai dimenticato la gavetta, i primi testi, i successi raggiunti con fatica e che ha sempre raccontato con un certo orgoglio, come il primo Sanremo di D’Alessio – difficilissimo – per i pregiudizi che a lungo hanno oscurato la musica neomelodica, rea di essere troppo “popolare”. Ma prima di Non dirgli mai “abbiamo subito di tutto e di più”, aveva detto.
Sotto al post condiviso da Gigi D’Alessio per l’ultimo saluto a D’Agostino non sono mancati tanti messaggi di cordoglio e affetto: “È stato un enorme privilegio conoscervi, il più grande della mia vita. Mi mancherete maestro”. Anche LDA, Luca D’Alessio, figlio di Gigi, ha salutato lo ‘zio’: “Ancora non ci credo… riposa in pace, zio”. Napoli oggi si scopre più silenziosa, privata di quella penna che per quarant’anni ha saputo tradurre in poesia le gioie e i tormenti dei vicoli. Con Vincenzo D’Agostino scompare un pezzo della città, ma restano le sue canzoni, eredità eterna di chi ha saputo scrivere d’amore senza filtri.