Viktorija Mihajlovic: “Mesi difficili, ora iniziamo a respirare”

Viktorija Mihajlovic torna a parlare della malattia del padre Sinisa e svela come sta oggi

Viktorija Mihajlovic racconta la malattia di Sinisa e il sorriso ritrovato dopo mesi difficili. Intervistata nel programma I Lunatici su Rai Radio 2, la figlia dell’allenatore ed ex calciatore ha raccontato come sta vivendo questo periodo la sua famiglia. “Sono stati mesi molto difficili – ha spiegato -. Questo è un periodo felice, è come se trattieni il fiato e poi riprendi aria. Stiamo iniziando a respirare. Ci stiamo godendo papà, questi mesi in cui siamo stati tutti chiusi in casa abbiamo passato due mesi interi insieme a lui. Per noi è stata una cosa nuova, lui per il suo lavoro stava sempre in giro. Io non sono mai stata una ragazza molto affettuosa. Quando capita una cosa del genere inizi a pensare che avresti potuto comportarti differentemente in tante situazioni e cerchi di recuperare”.

La diagnosi della leucemia, arrivata all’improvviso, aveva scosso la famiglia Mihajlovic. Sinisa è sposato dal 1995 con Arianna Rapaccioni e la coppia ha sei figli: Virginia, Marco, Viktorija, Dušan, Nicholas e Miroslav. “Ci siamo uniti tutti tantissimo – ha confessato la figlia dell’ex calciatore -. E ho capito mio papà. Quando mi sgridava, mi metteva in punizione. Ho capito tante cose. Come abbiamo saputo della sua malattia? Papà lo sapeva già da due giorni, non ci aveva detto nulla. Doveva partire per il ritiro, ma ci disse che non sarebbe andato perché aveva un po’ di febbre. Poi lo ha detto a mia mamma e mia mamma lo ha detto a noi. Quando abbiamo saputo della leucemia ero molto arrabbiata. Continuavo a chiedermi perché una cosa del genere era capitata a noi. Quello è stato un momento difficile. Adesso che sono finiti i cicli sicuramente è un periodo che fa un po’ meno paura. Anche se è una cosa lunga, tu devi imparare a conviverci con questo peso dentro”.

Viktorija ha scritto un libro dedicandolo proprio al suo famoso papà. “Volevo far conoscere il suo lato più umano, buono, generoso e sensibile – ha detto -. Raccontare il Sinisa che mi fa le trecce prima di andare a scuola, o che fa il buffone per farmi ridere quando torna a casa […] Le mie amiche sono in soggezione, quando le invito a cenare a casa mi dicono che se c’è Sinia vengono dopo cena. Lui non ti mette molto a tuo agio, rimane un po’ freddo, o anche quando fa la battuta, magari viene male e devi ridere per forza. Lo stesso vale anche per i fidanzati. Da piccola era molto geloso dei miei fidanzati, ma anche io ci mettevo del mio. Portavo a casa ragazzi un po’ bizzarri, diciamo così”.

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