Verissimo, Red Canzian ricorda la corsa in ospedale: “Sono vivo per miracolo”

Red Canzian si è raccontato nel salotto di Verissimo da Silvia Toffanin: la corsa in ospedale per la dissecazione aortica nel 2015

Nel salotto di Silvia Toffanin a Verissimo, Red Canzian ha ricordato un momento molto difficile della sua vita, quando quest’ultima era appesa a un filo sottilissimo a causa di una dissecazione aortica nel 2015. Ex componente storico dei Pooh, Canzian non si è mai perso d’umore: veneto fino al midollo, caratteristica che considera una spinta enorme per la sua forte personalità, ha sempre trovato un sorriso alla fine delle giornate più difficili.

Verissimo, Red Canzian e la corsa in ospedale per la dissecazione aortica nel 2015

A volte non c’è davvero un motivo per cui capitano determinati episodi, eventi negativi. Lo sa bene Red Canzian, che si è ritrovato a dover correre in ospedale – per fortuna insieme a un collaboratore fidato – perché aveva una dissecazione aortica. L’operazione però gli ha salvato la vita e gli ha permesso di trovare un nuovo senso al suo vissuto, fatto da sempre di note, canzoni e profonda amicizia insieme ai Pooh.

“Nel 2015 ho avuto una dissecazione aortica. Ho sentito un colpo sul petto, come se mi avesse investito un camion, un dolore che non puoi raccontare, troppo forte per sopravvivere. Sono riuscito a chiamare un collaboratore, mi ha portato in un ospedale che era vicinissimo. Grazie a Dio sapeva che cosa stesse facendo, poi mi hanno trasferito in un altro ospedale, ho avuto la fortuna di incontrare un medico meraviglioso. Mi ha operato di sera, l’operazione è durata otto ore. Ma alla fine sono qui”.

L’inno alla vita di Red Canzian

Nonostante la sua vita sia stata inevitabilmente segnata dai drammi, Red Canzian ha sempre saputo rialzarsi. Anzi, il suo inno alla vita è un leit motiv che tutti noi non dovremmo mai perdere di vista. A Verissimo, Canzian si è mostrato senza maschere, con il suo sorriso di sempre, con cui si veste anche nel raccontare determinati episodi che avrebbero provato chiunque. Una forza d’animo da invidiare.

“Noi la vita possiamo solo indirizzarla, credi nei tuoi sogni, nei tuoi impegni. Sono orgoglioso di non essermi mai annoiato in vita mia, anche quando ero bambino avevo sempre un sacco da fare. Quando vivi la vita così, è comunque bellissimo quello che hai fatto fino a questo momento”.

Il ricordo commosso di Stefano D’Orazio

In occasione dell’intervista concessa a Silvia Toffanin a Verissimo, non poteva mancare un ricordo speciale dell’amico di sempre, Stefano D’Orazio, scomparso il 6 novembre del 2020. Poche parole ma cariche di significato, soprattutto ammantate da un’assenza che si fa sempre più viva e presente.

“Faccio una fatica immensa a parlarne, perché lui era un complice. Tutta la parte di realizzazione, palchi, spettacoli, ce la portavamo avanti io e lui. È strano. E di lui mi manca più di tutto il sorriso e il suo modo di lavorare. Era assolutamente un romano con la sindrome di un veneto, perché lavorava come un pazzo sempre. Era di grande stimolo, creatività. Lanciava un segnale e aspettava che tu lo raccogliessi e lo mettessi in pratica”.

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