Lolita Lobosco trionfa e straccia la D’Urso: ma ancora non convince

Luisa Ranieri con la sua Lolita Lobosco è da record ma non mancano le critiche sui cliché della fiction

Le indagini di Lolita Lobosco, la fiction con protagonista Luisa Ranieri, su Rai 1 si conferma il grande successo del momento. Il secondo episodio, andato in onda domenica 28 febbraio, eguaglia quasi quello del debutto, staccando di gran lunga in fatto di ascolti gli altri programmi.

Dunque, Luisa Ranieri con la sua Lolita Lobosco si aggiudica il 29.8% di share, conquistando 6.849.000 spettatori, per la puntata d’esordio erano oltre 7 milioni. La serie è un vero e proprio trionfo e per la concorrenza non c’è speranza, nemmeno per la regina della domenica, Barbara D’Urso. Il suo programma, Live-Non è la D’Urso, in onda su Canale 5 raggiunge “solo” 1.894.000 spettatori pari all’11.7%. Per tutti gli altri non c’è storia.

Le indagini di Lolita Lobosco, mini serie liberamente ispirata ai romanzi di Gabriella Genisi, indiscutibilmente piace e il pubblico si sta affezionando alla sua protagonista e alla splendida Bari dove sono ambientati gli episodi. I telespettatori sono incantati da Luisa Ranieri, ma la fiction non convince del tutto e non sono mancate critiche anche questa volta.

Infatti, dopo la messa in onda del primo episodio, in molti hanno polemizzato sulle forzature nella parlata e nell’accento pugliese utilizzati dagli attori, compresa la Ranieri. Ora Aldo Grasso sulle pagine del Corriere della Sera parla di un successo basato sui cliché: “Ancora una volta l’affresco della serialità generalista è quello di un Sud macchiettistico, inzuppato di luoghi comuni evidentemente rassicuranti”. Il giornalista, parlando del personaggio Lolita Lobosco, una donna-detective capace di tenere testa a un mondo dominato da maschi, ribadisce: “Indaga su violenze e omicidi dai contorni torbidi, fatti di relazioni clandestine, sullo sfondo di un meridione popolato di stravaganze, personaggi tragicomici al limite tra legale e illegale, brigadieri maldestri (Montalbano docet) e omaggi-cliché scontati come le orecchiette e «Il cuore è uno zingaro»”.

Critiche condivise anche da alcuni fan di Luisa Ranieri che scrivono sul suo profilo Instagram: “Mi sa che lo guardano solo per te perché la storia di Lolita nella scorsa puntata era una cavolata assurda. Niente da dire sulla tua bravura”. Insomma, la Ranieri piace e la sua bravura e con essa quella degli altri protagonisti, tra cui Lunetta Savino, trascina il pubblico, ma per il resto la storia non convince, sembrando troppo superficiale.

Niente a che vedere insomma con Il Commissario Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, marito di Luisa Ranieri. L’attrice per altro in un’intervista al magazine Oggi l’ha proprio ribadito, Zingaretti è inarrivabile: “Lui è inarrivabile. Tra noi non c’è rivalità. È sempre il mio ragazzo e mi corteggia con rose rosse”. E  precisa: “Ha fatto sempre ascolti da grandi eventi, come il Festival di Sanremo, la Nazionale, i Mondiali di calcio. Certo, se avessi un successo vicino a quello di Luca ne sarei onorata. Ma la competizione tra noi non esiste. Lolita e Montalbano non hanno nulla che li lega, raccontano mondi distanti. Forse l’unico tratto comune è che entrambe le serie sono ambientate al Sud”.

Zingaretti e la Ranieri sono sposati dal 2012 e hanno due figlie, Emma, di 9 anni, Bianca, di 5 e condivido grandi successi televisivi. Perciò, niente gelosie o rivalità professionali tra loro.

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