Sydney Sweeney al centro delle polemiche, le sue foto un’offesa alle donne nello sport

L’attrice statunitense sponsorizza, senza veli, un sito di scommesse e attira le critiche dell’intero mondo dello sport femminile. E non è la prima volta

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

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Bene o male, purché se ne parli… La cattiva pubblicità è pur sempre pubblicità e Sydney Sweeney sembra averne fatto la propria strategia di marketing. Il suo spot per un marchio di jeans fu considerato razzista, quello per la sua linea di lingerie sessista, adesso l’attrice è accusata di essere anti sportiva. Sweeney ha prestato il proprio volto, e il proprio corpo, senza veli, a un sito di scommesse, scatenando la reazione sdegnata di numerose atlete e ancor più numerosi appassionati. Volente o nolente, la star di Euphoria continua ad alimentare il dibattito sull’oggettificazione del corpo femminile.

La pubblicità senza veli al sito di scommesse

Che pubblicizzare o meno un sito di scommesse sia eticamente corretto non è la questione principale, è il modo in cui Sydney Sweeney ha accettato di farlo che ha scatenato la polemica. L’attrice cammina nuda in una stanza scura, poi la vediamo seduta a cavallo di un canestro, così come mamma l’ha fatta. Indossa un paio di mutandine per giocare a tennis, a golf e rotolarsi su un tavolo da biliardo. Usa due palle da football per coprire i seni, una mazza da baseball per nascondere le parti intime. Ammicca in camera, sorride, posa come un tempo facevano le conigliette su playboy.

Non vuole indossare i panni di un’atleta – non vuole indossare panno alcuno. Il suo target sono coloro, tendenzialmente uomini, che lo sport lo guardano e ci scommettono sopra. Il sesso viene usato come leva pubblicitaria fin da quando esiste la pubblicità, ma i tempi sono cambiati e le donne hanno smesso di subire in silenzio.

La protesta delle atlete

La prima a commentare la pubblicità di Sweeney è stata la velocista Amy Hunt. Al termine di una gara (che ha vinto) mostrando i propri muscoli affaticati, Hunt ha rivolto un messaggio all’attrice: “Sydney Sweeney, ecco come sono fatte le donne nello sport: 21.4. Muscoli. Duro lavoro, sangue, sudore, lacrime. Quando sei una donna nello sport, non è tutto bello. Non è glamour. Non è sexy tutto il tempo, decisamente no”.

Alla collega si è unita la quattro volte campionessa olimpica Ariarne Titmus. La nuotatrice ha definito la campagna “uno schiaffo alle donne che hanno dedicato la propria vita allo sport”. La critica si è poi spostata sui social, dove è diventata già virale. “Con rispetto Sydney Sweeney: così appaiono le donne nello sport” scrivono atlete di tutto il mondo mostrandosi correre, sudare, faticare, perdere ed esultare. No, le donne nello sport non sono sempre sensuali, e perché dovrebbero esserlo, ma non mancano mai di mostrarsi determinate, fiere, combattive e potenti.

Sydney Sweeney è la più criticata, ma anche la più cercata

Non è la prima volta che Sydney Sweeney suscita l’ira di, di volta in volta, ben pensanti, donne, woke, persone normali con un minimo di principi. La sua campagna pubblicitaria a un brand di jeans statunitensi fece infuriare mezzo mondo a causa di quella che sembra una frase a favore del suprematismo bianco. Il lancio del suo marchio di lingerie è stato giudicato come l’ennessima sessualizzazione ed oggettificazione del corpo femminile.

Sydney Sweeney ci è o ci fa? Ha scelto di sfruttare il patriarcato a proprio vantaggio, dando alla società ciò che vuole e, di rimando, guadagnandoci milardi o non si rende conto o, peggio, delle battaglie per la dignità delle donne semplicemente non le importa? Lei non commenta e una risposta non c’è. L’unica cosa certa è che, anche grazie anzi soprattutto grazie alle polemiche, Sydney Sweeney è ad oggi la star più cercata su Google al mondo, più di Brad Pitt e Pedro Pascal.