“Morire è un’esperienza che mi ha aperto gli occhi”: Sharon Stone è in Italia e racconta la sua vita

Sharon Stone torna a parlare dell'ictus che ha cambiato la sua vita: il racconto emozionante e il nuovo impegno per la pace a Roma

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

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Sharon Stone continua a essere una delle donne più affascinanti e carismatiche di Hollywood, capace di catturare l’attenzione anche lontano dai set cinematografici. Negli ultimi mesi l’attrice si è dedicata soprattutto al suo impegno umanitario e alle grandi cause internazionali, partecipando a eventi che mettono al centro temi cruciali come la pace, i diritti umani e il futuro delle nuove generazioni.

La sua presenza a Roma, in occasione del Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, ne è la dimostrazione: non solo una star, ma una donna che sceglie di utilizzare la propria notorietà per dare voce a questioni che considera fondamentali.

Proprio durante questo appuntamento Sharon è tornata a parlare di uno degli episodi più difficili della sua vita, l’ictus che nel 2001 ha rischiato di portargliela via. Un racconto intenso e profondamente umano, che svela come quell’esperienza abbia cambiato per sempre il suo modo di guardare il tempo, il successo e la vita stessa.

Le rivelazioni di Sharon Stone sull’ictus avuto nel 2001

In una toccante intervista rilasciata al Corriere della Sera, Sharon Stone ha aperto il suo cuore tornando a parlare dell’ictus che l’ha colpita nel 2001, un evento che ha cambiato radicalmente il suo modo di vivere. Le sue parole sono intense e lasciano il segno: “Morire è un’esperienza che apre gli occhi. Non a tutti è data la possibilità di reincarnarsi nel proprio corpo e nella propria vita e continuare il cammino. A me è successo” ha dichiarato infatti l’attrice.

Una riflessione profonda che racconta quanto quella drammatica esperienza abbia ridefinito le sue priorità tanto che ad oggi per l’attrice il successo non è più legato ai red carpet, ai premi o ai grandi set cinematografici, ma alla possibilità di vivere pienamente ogni giorno.

La Stone ha spiegato di aver imparato a non dare nulla per scontato, sviluppando una nuova consapevolezza del tempo e della fragilità della vita. “Si impara a restare nel presente, nel caso dovesse accadere di nuovo”, ha confessato, lasciando intuire come la paura non sia mai scomparsa del tutto, ma si sia trasformata in uno stimolo a vivere con maggiore autenticità.

Sono trascorsi infatti oltre vent’anni da quel difficile percorso di riabilitazione che l’ha costretta a ricominciare praticamente da zero e Sharon Stone ha raccontato più volte di aver dovuto recuperare lentamente memoria, linguaggio e capacità cognitive, affrontando anche un periodo di lontananza dal cinema e dai riflettori. Un cammino complesso che, però, ha contribuito a renderla la donna che è oggi.

Ed è proprio questa nuova consapevolezza ad averla portata a Roma, dove ha scelto di partecipare al Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, un importante incontro internazionale dedicato ai grandi temi del nostro tempo.

Sharon Stone e l’impegno social per la pace

Per tre giorni la Capitale ha ospitato dunque premi Nobel, ex capi di Stato, leader religiosi e scienziati provenienti da tutto il mondo, riuniti con un obiettivo comune: promuovere il dialogo e contribuire alla costruzione di una pace duratura. Il summit si conclude con la firma della Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante, un documento simbolico che richiama governi e istituzioni alla responsabilità collettiva.

Sharon Stone durante la giornata conclusiva della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War a Roma
IPA
Sharon Stone durante la giornata conclusiva della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War a Roma

Sharon Stone non ha partecipato all’evento soltanto come celebrità bensì ha scelto di esserci in qualità di “cittadina del mondo e madre di tre giovani uomini intelligenti”, sottolineando come il futuro delle nuove generazioni rappresenti oggi una delle sue maggiori preoccupazioni.

Una presenza che racconta perfettamente l’evoluzione della sua vita: se un tempo era tra le attrici più richieste del cinema internazionale, oggi continua a utilizzare la propria notorietà per sostenere temi sociali e umanitari, mettendo la sua voce al servizio di cause che considera fondamentali.

La sua testimonianza dimostra come anche un evento drammatico possa trasformarsi in un punto di svolta visto che l’attrice ha scelto di non lasciare che quel momento definisse soltanto il suo passato, ma ha scelto di farne il motore di un presente vissuto con maggiore intensità, consapevolezza e attenzione verso gli altri.