Raffaella Mennoia vittima di una diagnosi errata: “Ho avuto problemi psicologici”

Il braccio destro di Maria De Filippi, Raffaella Mennoia, ha raccontato di aver sofferto molto per un errore medico e di aver attraversato un momento difficile

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Martina Dessì

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È da anni il braccio destro di Maria De Filippi, sua spalla e confidente, oltre a essere un volto amatissimo dei programmi Fascino. Raffaella Mennoia non è però abituata a parlare della sua vita privata: lo ha fatto in questa rara occasione su Instagram, per raccontare di essere rimasta vittima di un errore medico che le avrebbe provocato una serie di problemi psicologici e fisici dai quali si è ripresa ma che l’hanno segnata. Ora, a distanza di tempo, ha deciso di confessarsi sui suoi social per avvicinarsi a chi la segue e per lanciare un messaggio importantissimo che non deve essere trascurato.

Raffaella Mennoia, il racconto sulla diagnosi errata

L’occasione si è presentata per la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, che ogni anno ricade il 30 maggio. Raffaella Mennoia è così intervenuta sul suo Instagram per raccontare del suo dramma personale, svelandosi per la prima volta al pubblico che la segue ormai da tantissimo tempo: “Chi mi conosce sa che non parlo mai della mia vita privata. Tuttavia oggi voglio fare un’eccezione perché ieri è stata la Giornata Mondiale della Sclerosi multipla e dopo molti anni ho deciso di condividere con voi un’esperienza che mi ha profondamente toccato e che ha cambiato il corso della mia vita”, ha scritto.

“Anni fa, dopo alcuni disturbi fisici, mi è stata diagnosticata una malattia autoimmune chiamata polineuropatia. Questa malattia avrebbe portato gradualmente all’atrofia di alcuni muscoli e la diagnosi è stata molto spietata. Ho attraversato momenti molto bui e ho trascorso due anni di cure presso l’Ospedale Gemelli, dove ho ricevuto immonuglobuline e una forte terapia a base di cortisone”, ha aggiunto l’autrice di Maria De Filippi, che ha raccontato dettagliatamente cosa le sia successo e com’è stata curata.

Le cure sono durate per due anni e sono state assidue, ma in questi lunghi periodi trascorsi in ospedale si è resa conto di non avere gli stessi sintomi degli altri pazienti ricoverati. Da qui, la decisione di chiedere un secondo consulto per capire cosa stesse accadendo al suo corpo. Ed è così che ha scoperto di non soffrire della patologia che le era stata diagnosticata.

Come ha scoperto dell’errore medico

“Fortunatamente, questa diagnosi ha escluso la malattia autoimmune. Ai tempi non mi sentii di denunciare i medici che hanno commesso errori nella diagnosi, anche se mi hanno causato gravi problemi fisici e psicologici a causa dei due anni di terapia a base di cortisone”, ha aggiunto Raffaella Mennoia, che ha anche spiegato anche perché abbia deciso solo adesso di condividere la sua esperienza.

“Questa esperienza mi ha reso particolarmente sensibile e vorrei che ci fosse maggior impegno da parte di tutti nel sostenere le donazioni per la ricerca su questa malattia. È una malattia devastante e solo chi ne soffre sa veramente cosa significhi. Spero che la mia testimonianza possa essere utile”, ha concluso, evidenziando quanto la ricerca sia fondamentale per ottenere la giusta evoluzione di una terapia in grado di aiutare più persone possibile.

Un episodio che appartiene al suo passato ma che l’ha segnata profondamente. Per questo, Raffaella Mennoia sente vicinissimo questo tema e ritiene di dover supportare tutte le persone che ancora lottano contro un male che ancora troppo spesso ci pone di fronte a diagnosi nefaste, a un destino senza appello che esige, ora più che mai, di un approccio terapeutico avanzato in grado di migliorare la vita di chi affronta la malattia ogni giorno.