Paolo Verdone, chi è e cosa fa il figlio Carlo

Paolo Verdone è il secondogenito di Carlo Verdone dopo Giulia: malgrado un inizio da giovanissimo nel cinema, oggi il suo lavoro è lontano dai set

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Martina Dessì

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Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Regista, attore, simpatico, irriverente, appassionato di farmacologia. Eppure, dietro la corazza pubblica, esiste un risvolto della sua personalità che in pochi conoscono. È quella di Carlo Verdone nel ruolo di padre, un legame profondo che lo unisce ai suoi due figli, Paoloe Giulia. Se della primogenita si conosce la carriera di stimata dietologa, la figura di Paolo Verdone brilla di una luce propria, fatta di riservatezza, passioni colte e un percorso professionale lontano dai riflettori del set.

Chi è Paolo Verdone

Nato a Roma nel 1987 (e non nel 1988, come spesso riportato erroneamente dalle cronache), Paolo è figlio dell’attore e di Gianna Scarpelli. Nonostante la separazione dei genitori avvenuta nel 1996, la famiglia è rimasta unita da un vincolo indissolubile: Carlo Verdone e Gianna, infatti, non hanno mai divorziato, mantenendo un rapporto di grande civiltà.

Paolo è cresciuto con l’arte tra le mura domestiche. Da bambino è apparso in piccoli cammei nei film del padre, come in Gallo Cedrone, dove interpretava il ragazzino “cafone” che si intrufolava nella spider del protagonista. Sebbene Carlo avesse intravisto in lui doti attoriali naturali – confermate anni fa anche al Maurizio Costanzo Show – Paolo Verdone ha scelto di non cedere alle lusinghe del cinema. Dopo aver provato a realizzare il sogno della carriera diplomatica, ha trovato la sua strada come dirigente alla SIAE, dove oggi è responsabile della divisione che tutela il diritto d’autore per il teatro, la lirica e le arti figurative.

I ricordi d’infanzia

Il rapporto tra Paolo e suo padre non è sempre stato scandito dalla quotidianità. Nel 1996, dopo la separazione, Carlo Verdone avvertì il peso di un lavoro troppo assorbente e il timore di aver perso momenti preziosi. Fu allora che l’attore prese una decisione drastica: due anni sabbatici per essere solo un padre. “Dovevo recuperare il rapporto con loro,” aveva dichiarato Verdone. “Abbiamo fatto viaggi bellissimi e lì anche loro hanno capito che qualcosa era cambiato.”

I ricordi di Paolo Verdone sono quelli di un papà “partecipe e apprensivo”, che portava i figli a mangiare il maritozzo in motorino a Sabaudia o che organizzava scherzi telefonici memorabili, come quella volta che si finse l’agente di Francesco Totti per annunciare a un Paolo di soli 10 anni un provino a Trigoria.

Le passioni di Paolo Verdone

Oltre all’affetto, a legare Carlo e Paolo è una viscerale passione per la musica. Mentre il padre è un noto collezionista e batterista amatoriale, Paolo suona la chitarra. I loro weekend in campagna diventano spesso lunghe sessioni blues, un linguaggio comune che ha permesso a Paolo di incontrare leggende come Roger Waters e Paul McCartney.

Nonostante le esperienze straordinarie – come la chiacchierata informale con Yoko Ono o il biglietto lasciato sul frigo per avvisare il padre della vittoria dell’Oscar per La Grande Bellezza – il figlio di Carlo Verdone è rimasto un uomo schivo. Della sua vita privata non trapela nulla: non si sa se sia sposato o fidanzato, a conferma di una sobrietà ereditata dal nonno Mario, celebre saggista di cinema, che gli insegnò che “la fama non è un obiettivo, la dignità è l’unica cosa che conta”.

Oggi Paolo e Carlo non parlano solo di cinema, ma si scambiano consigli di lettura, spaziando dalla sociologia di Zygmunt Bauman alla politica. Paolo guarda al padre con orgoglio, non tanto per i successi al botteghino, quanto per il suo essere rimasto umano, come quando lo vide indossare la fascia tricolore da “Sindaco per un giorno” a Roma.