Laura Pausini, dopo le critiche all’inno alle Olimpiadi colpita sui social per il duetto con Lauro

Il duetto tra Laura Pausini e Achille Lauro sulle note di 16 marzo ha acceso l’Ariston ma anche qualche polemica social sull’esibizione dell’artista romagnola

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

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La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 ha regalato uno di quei momenti destinati a rimanere nella memoria della kermesse: quando Laura Pausini e Achille Lauro hanno condiviso il palco duettando sulle note di 16 marzo, sono riusciti a trasformare il brano in qualcosa carico di personalità ed emozione. Tra sguardi complici e voci potenti, per qualche minuto l’atmosfera dell’Ariston si è trasformata completamente mostrando il suo lato più intenso, quello capace di unire spettacolo e sentimento in pochi minuti. Eppure non tutti hanno apprezzato l’esibizione e c’è chi, tra gli spettatori del Festival, ha nuovamente puntato il dito contro la performance della Pausini, riaccendendo di fatto una polemica che era iniziata durante le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina.

Laura Pausini criticata per il duetto con Achille Lauro

La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 è stata ricca di emozioni, soprattutto grazie all’arrivo sul palco dell’Ariston di uno degli interpreti più amati del panorama musicale contemporaneo, Achille Lauro. L’artista, che ha vestito per una sera i panni di co-conduttore della kermesse, si è anche esibito con alcuni dei suoi più grandi successi, alternando spettacolo ed emozione in un equilibrio che è diventato ormai la sua firma.

Accolto da un’Ariston caloroso, Lauro ha mostrato subito il suo lato più teatrale ma anche quello più umano, muovendosi con naturalezza tra il ruolo di protagonista televisivo e quello di interprete musicale, confermando quanto il suo legame con Sanremo sia ormai consolidato e quasi affettivo. Ma il primo momento forte è arrivato senza ombra di dubbio con il duetto insieme a Laura Pausini, un incontro artistico che ha unito due mondi diversi ma complementari e che ha regalato al pubblico una performance intensa, costruita su emozione e intimità, culminata in un lungo applauso che ha segnato uno dei passaggi più riusciti della serata.

Tuttavia l’effetto non è stato piacevole per tutti e c’è chi, sui social, ha criticato la performance puntando il dito proprio contro l’artista romagnola. In molti hanno trovato la Pausini “eccessiva” nei movimenti e nell’estensione vocale per una canzone invece molto intima e che Lauro solitamente canta con più pacatezza.

Altri, senza mezzi termini, hanno addirittura dichiarato che, interpretata in quel modo, era stato rovinato un vero e proprio capolavoro, ma molti altri invece hanno apprezzato l’intensità con la quale Laura Pausini ha interpretato il brano proprio come se fosse suo, sorprendendo anche per l’inaspettata complicità proprio con Lauro.

Sanremo 2026, nuove critiche a Laura Pausini dopo le Olimpiadi

Ancora una volta dunque Laura Pausini è finita nel mirino degli haters che non hanno perso tempo ad additare la sua performance sul palco dell’Ariston. La cantante era già stata aspramente criticata per la sua interpretazione dell’Inno d’Italia cantanto solennemente durante la Cerimonia d’Apertura delle Olimpiadi Invernali quando, al fianco di Mariah Carey, era stata una delle protagoniste femminili dell’evento.

Anche in quell’occasione la Pausini era stata attaccata per l’eccessiva intensità con la quale aveva intonato l’Inno, ma in molti invece l’avevano difesa, primo tra tutti Vasco Rossi, ricordando la grandezza vocale dell’artista che può permettersi anche gorgheggi fuori dai soliti schemi.

Dopo il duetto con Achille Lauro sulle note di 16 marzo tuttavia l’atmosfera del Festival di Sanremo è cambiata completamente quando proprio Lauro ha scelto di dedicare un’esibizione alle vittime della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, trasformando il palco dell’Ariston in uno spazio sospeso, lontano dal ritmo frenetico dello show.

La sua interpretazione, accompagnata da un arrangiamento solenne e da un coro che amplificava la forza del momento, ha dato alla musica un valore diverso, più profondo, quasi rituale, e l’artista, visibilmente commosso, ha lasciato emergere una fragilità rara per chi è abituato a dominare la scena con sicurezza.

In quei minuti Lauro è sembrato spogliarsi del personaggio, lasciando parlare l’uomo prima ancora dell’artista, e il pubblico ha percepito questa sincerità, rispondendo con un silenzio rispettoso e poi con una standing ovation che ha suggellato uno dei momenti più intensi del Festival.