Settant’anni di carriera, oltre 130 film prodotti, cinque David di Donatello e la scoperta di Massimo Troisi. Fulvio Lucisano, uno degli ultimi grandi produttori della storia del cinema italiano, è morto il 18 agosto 2026 a 98 anni.
A darne notizia sono state le figlie Federica Lucisano e Paola Lucisano, entrambe produttrici cinematografiche, che da anni affiancavano il padre alla guida delle aziende di famiglia. L’annuncio è arrivato sui social, con un messaggio breve e diretto. Al momento non sono state diffuse informazioni sulle cause della morte.
Da un documentario sul Giubileo a oltre 130 film
Nato a Roma il primo agosto 1928, Fulvio Lucisano si era laureato in giurisprudenza alla Sapienza nel 1954. Il cinema, però, lo aveva già conquistato prima della laurea: nel 1949 partecipò alla realizzazione di Anno Santo, documentario sul Giubileo del 1950, e l’anno dopo iniziò a collaborare con l’Istituto Luce.
La svolta arriva nel 1958, quando fonda l’Italian International Film, di cui resterà presidente per quasi settant’anni; dal 1998 al 2001 guida anche l’Anica, l’associazione di categoria dei produttori italiani. Da lì escono oltre 130 film, un catalogo che spazia dalla fantascienza e dall’horror degli esordi (il suo Terrore nello spazio, del 1965, è ancora oggi un cult per gli appassionati del genere) fino alla commedia popolare Il tassinaro con Alberto Sordi, Fantozzi – Il ritorno, passando per il cinema d’autore.
Dal 2004 l’azienda si allarga anche alla produzione televisiva, con titoli come Mina Settembre.
Il conto dei riconoscimenti è lungo quanto la carriera: cinque David di Donatello, tra cui quello per Il grande cocomero e il David alla carriera nel 2009, quattro Nastri d’Argento, due candidature all’Oscar.
Nel 2005 la Mostra di Venezia gli aveva dedicato un omaggio, due anni dopo il presidente Giorgio Napolitano gli aveva conferito il titolo di Cavaliere del Lavoro. Il suo ultimo film, Alla festa della Rivoluzione di Arnaldo Catinari, ha debuttato proprio quest’anno alla Festa del Cinema di Roma.
Il produttore che ha scoperto Massimo Troisi
Tra i tanti titoli firmati da Fulvio Lucisano, uno pesa più degli altri: fu lui a scommettere per primo su Massimo Troisi, producendogli nel 1981 l’esordio alla regia con Ricomincio da tre. Un fiuto che avrebbe ripetuto vent’anni dopo, quando nel 2006 contribuì a rilanciare la commedia italiana con Notte prima degli esami, scritto da un giovane Fausto Brizzi.
Nel corso di sette decenni Fulvio Lucisano ha lavorato con alcuni dei nomi più importanti del cinema italiano: Lina Wertmüller, Luigi Comencini, Alberto Sordi, Luciano Salce, Mario Bava. Una carriera capace di attraversare generi ed epoche diverse, senza mai fermarsi a lungo sullo stesso registro.
Il ricordo di Massimiliano Bruno
Tra chi oggi ricorda Fulvio Lucisano, il regista Massimiliano Bruno ha raccontato il loro primo incontro: sceneggiatura di Notte prima degli esami alla mano, nell’ufficio del produttore, con Federica Lucisano seduta accanto al padre. Da quell’incontro nacque un sodalizio durato anni, Notte prima degli esami, Maschi contro femmine, Ex, fino al più recente Due cuori e due capanne, con Edoardo Leo. Nel 2011 Fulvio Lucisano produsse anche l’esordio alla regia di Massimiliano Bruno, Nessuno mi può giudicare.
Il regista ricorda in particolare un consiglio ricevuto una decina di anni fa, tra gli ultimi scambi seri tra i due: “mi diceva che dovevo essere sempre ambizioso”, che i tempi erano cambiati, che ormai un film andava concepito per un pubblico globale, non solo italiano. Massimiliano Bruno ha rivolto un pensiero anche a Federica Lucisano, a Paola Lucisano e al piccolo Manfredi, il nipote molto legato al nonno.