Florence Pugh non è mai stata una da mezze misure sul red carpet. E alla première newyorkese di East of Eden, la nuova miniserie Netflix che la vede protagonista, ha scelto ancora una volta di rendere il look parte dello spettacolo. Per l’appuntamento al Plaza Hotel di New York, l’attrice britannica ha indossato una creazione custom Vivienne Westwood che mette insieme corsetteria, colore e volumi teatrali, con quella dose di eccentricità che ormai accompagna molte delle sue apparizioni pubbliche.
Florence Pugh, il corsetto giallo Vivienne Westwood domina il look
Difficile decidere da dove cominciare, perché il look di Florence Pugh sembra costruito proprio per non concedere un unico punto focale. Il centro dell’outfit è però senza dubbio il corsetto strutturato in una tonalità giallo acido, quasi lime, che segue il busto con una costruzione rigida e molto aderente. La scollatura profonda enfatizza la linea del décolleté, mentre i ricami scuri che attraversano il tessuto creano un contrasto deciso, quasi grafico, e impediscono al colore di diventare semplicemente decorativo.
È un capo che porta immediatamente la firma di Vivienne Westwood, maison che ha fatto della corsetteria uno dei propri codici più riconoscibili, rileggendola nel corso degli anni tra suggestioni storiche, provocazione punk e sensualità. Su Florence il corsetto non ha nulla di nostalgico: è piuttosto il punto di partenza per un outfit volutamente eccessivo, costruito per occupare spazio.
A fare il resto ci pensa infatti il coprispalle nella stessa sfumatura di giallo, con maniche enormi e drappeggiate che si sollevano intorno alle spalle quasi fossero elementi scultorei. Più che accompagnare il corsetto, lo incorniciano. Il volume si concentra nella parte alta della silhouette e crea una sproporzione studiata rispetto alla gonna, lunga e aderente, che scende invece con una linea decisamente più fluida.

I gioielli Bulgari e l’acconciatura che alzano ancora il volume
Con un abito del genere, la strada più semplice sarebbe stata ridurre al minimo gli accessori. Florence Pugh ha scelto l’opposto. Al collo indossa un importante gioiello Bulgari, corto e aderente, realizzato in oro e illuminato da pietre che riprendono in parte i toni verdi e gialli dell’abito.
Il collier diventa così un ulteriore elemento di concentrazione nella parte alta del look, già occupata dalle maniche monumentali e dalla scollatura del corsetto. Anche gli anelli seguono la stessa direzione preziosa, senza tentare quella discrezione che, francamente, sarebbe risultata quasi fuori posto con un Vivienne Westwood così dichiaratamente scenografico.
Poi ci sono i capelli. Florence Pugh ha raccolto la chioma in un’acconciatura elaborata, con ciocche bionde e più scure arrotolate e modellate sulla sommità della testa. Anche qui il volume torna protagonista, ma senza competere direttamente con le spalle dell’abito. L’effetto ha qualcosa di rétro, quasi da diva d’altri tempi, rivisto però attraverso uno styling molto più irregolare e contemporaneo.
“East of Eden”, Florence Pugh diventa Cathy Ames
L’occasione, del resto, meritava un ingresso importante. East of Eden non è un film, ma una miniserie Netflix in sette episodi tratta dal romanzo pubblicato da John Steinbeck nel 1952, una delle opere più celebri dello scrittore americano.
La storia era già arrivata al cinema nel 1955 nel film diretto da Elia Kazan, diventato anche uno dei titoli simbolo della carriera di James Dean. Questa nuova versione porta con sé un legame familiare particolare: a creare e scrivere la serie è Zoe Kazan, nipote proprio di Elia Kazan.
Al centro del racconto resta la famiglia Trask, immersa in una storia generazionale segnata da rivalità, segreti e conflitti morali che richiamano il mito biblico di Caino e Abele. Florence Pugh interpreta Cathy Ames, personaggio tra i più oscuri e disturbanti del romanzo, destinato a entrare nelle vite dei fratelli Trask e a modificarne gli equilibri.
Accanto a lei figurano Christopher Abbott e Mike Faist, mentre per Pugh il progetto ha un peso ulteriore: oltre a essere protagonista, è anche produttrice esecutiva della serie.
Il personaggio di Cathy, sulla carta, potrebbe facilmente scivolare nella caricatura della donna manipolatrice e spietata. Pugh ha invece raccontato di aver cercato, insieme a Zoe Kazan, una lettura meno elementare del personaggio, lavorando sui traumi e sugli abusi che ne hanno plasmato il comportamento. Non una giustificazione delle sue azioni, dunque, ma il tentativo di renderne più complessa la psicologia.